Vila Grimaldi-La Fortezza pronta entro fine maggio. Interessata ai locali un’università danese

Stefano Garassino, assessore al Patrimonio: «Termineranno i lavori di tetto, primo piano, fondi e piano terra. Nei piani intermedi sono state cambiate le finestre, ma mancano riscaldamento e impianti che non erano stati finanziati dal Bando Periferie. Tra gli interessati il Copenhagen Institute of Interaction Design»
Intanto cominciano i lavori di recupero della facciata di Villa Pallavicino Gardino, di proprietà privata. Il consigliere di municipio Andrea Ferrari ottiene risposta dalla proprietà: «La ristrutturazione interna non parte»

Sampierdarena, quasi terminati i lavori di villa Grimaldi “La Fortezza”, finanziati dal Bando Periferie. «A fine maggio – spiega l’assessore al Patrimonio del Comune Stefano Garassino – finiranno i lavori di riqualificazione. Il “Bando Periferie” ha finanziato le facciate e il recupero dei fondi, del piano terra e del sottotetto. Non sono stati finanziati, invece, i piani intermedi, dove sono state semplicemente cambiate le finestre, ma mancano il restauro dei locali, gli impianti, il riscaldamento. L’investimento è stato di 400mila euro. Dovremo valutare se mettere a bando nella situazione in cui si trovano quei piani o se recuperarli prima di assegnarli. Il piano fondi potrà essere usato subito: si tratta di 450 metri con ingresso indipendente, destinati a uso associativo».

Garassino spiega che hanno manifestato interesse per i locali nel palazzo il Provveditorato e anche un’università straniera (con genesi in Danimarca e attuale sede in Costa Rica), Il Copenhagen Institute of Interaction Design (CIID), un centro internazionale di “menti creative”. «L’ingresso di un istituto di studi, internazionale e multietnico, sarebbe un utilizzo positivo degli spazi – continua Garassino – per traguardare la rigenerazione urbana di Sampierdarena, dove è interessata ad aprire la sua sede italiana».

Informazioni su un’altra delle splendide (una volta, oggi in gran parte in pessime condizioni) ville di Sampierdarena, Villa Pallavicino Gardino, viene dal consigliere del Municipio Centro Ovest della Lega Andrea Ferrari, che ha contattato la proprietà, la Ipi, che lo ha informato dell’avvio dei lavori della facciata (già impalcata) «come da progetto approvato dalla Soprintendenza». A spanne, la proprietà sta approfittando del bonus 110%, ma, almeno per ora, non ha intenzione di procedere al recupero degli interni. Ferrari riferisce la risposta dell’azienda, che è questa: «Per gli interni abbiamo avuto tempo fa un progetto approvato dalla Soprintendenza per una destinazione uffici di rappresentanza ma il cantiere de Autostrade a ridosso della villa ha sconsigliato di procedere, oltre al fatto che per i vincoli imposti dalla Soprintendenza rendeva l’edifìcio interno pochissimo funzionale e quindi utilizzabile. Proveremo a cercare delle altre soluzioni. Peraltro abbiamo aderito al bando del Comune offrendola in vendita al Comune. Vedremo». L’edificio è ormai completamento contornato e sovrastato dai grattacieli e dalle costruzioni ipermoderne del nodo di San Benigno.

Sampierdarena, dal Medioevo e fino al Settecento, fu un ambìto luogo di villeggiatura, al pari delle vicine località di Sestri Ponente, Pegli, Pra’ e Voltri. A testimonianza di quel periodo fastoso rimangono sontuose e splendide ville, veri e propri palazzi, collocate soprattutto attorno all’asse viario di via D’Aste: Villa Grimaldi detta La Fortezza, Villa Imperiale Scassi detta La Bellezza.

Luciano Grossi Bianchi, ha scritto architetto, storico dell’architettura e ingegnere scomparso nel 2013 «È a Sampierdarena dove l’associazione più frequente dei tipi edilizi cinquecenteschi, presenti in tutte le loro varianti lungo un asse viario principale ancheggiato da teorie di giardini, doveva dar vita ad un tessuto urbano di un livello civile così alto e di una così ricca qualità, che poteva trovare un riscontro solo in grandi capitali barocche ed in particolare in alcuni celebri quartieri della nobiltà».

«Questo fenomeno raggiunse il suo culmine nel XVI secolo: proprio in questo periodo sull’asse corrispondente alle attuali vie Daste e Dottesio nacquero numerosi magnifici palazzi, sul modello delle dimore cittadine site in Strada Nuova, creando una vera e propria “strada delle Ville”, che raggiunse l’apice alla fine del Cinquecento» spiegano, sul loro sito, i volontari dell’associazione “Ville di Sampierdarena”.

Dagli anni ’30 dell’Ottocento “quegli stessi signori trasformano quegli splendidi edifici in fabbriche e magazzini (latta, cartone, olio, tonno….) – proseguono all’associazione -. Molte ville vengono demolite, altre vengono acquistate dal Comune o da privati. Oggi le ville di Sampierdarena sono poco più di quaranta. Ventuno di queste sono facilmente riconoscibili e ancora identificabili. I nomi delle ville si riferiscono alle famiglie di cui è pervenuta notizia circa il possesso della villa per un periodo sufficientemente lungo».

Questo è il sito dell’associazione “Ville Storiche di Sampierdarena”, che organizza anche visite e iniziative, dove si possono anche leggere interessanti note su ogni villa ancora presente.

Siamo un gruppo di cittadini che, volontariamente e spontaneamente dal 2009, dedica il proprio tempo libero in attività di ricerca della memoria locale, con l’obbiettivo di coinvolgere tutte le persone che desiderano mettere a disposizione i propri ricordi e le proprie conoscenze con lo stesso spirito. Il nostro primo scopo è contribuire attivamente all’affermazione della cultura del territorio attraverso il recupero e la restituzione delle memorie locali a tutti i cittadini di San Pier d’Arena e San Teodoro, con particolare riferimento ai giovani, ai quali dedichiamo incontri e visite guidate.  Dal 2019 è residente presso Il Centro Civico Buranello a Sampierdarena.

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