Palazzo Spinola, nuovo allestimento della Galleria Nazionale nell’Appartamento del Marchese

Acquisizioni, donazioni e restauri per la Galleria Nazionale della Liguria. Ecco le meraviglie che potete vedere

Venerdì 11 marzo 2022 alle ore 17.00 la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola ha inaugurato il nuovo allestimento del terzo e quarto piano e dell’“Appartamento del Marchese”, ovvero gli spazi che attualmente ospitano la Galleria Nazionale della Liguria. È stato presentato al pubblico un rinnovato percorso espositivo arricchito da nuove acquisizioni, generose donazioni e importanti comodati, nonché da opere da tempo appartenenti alla collezione esposte per la prima volta dopo recenti recenti, arricchendo così in modo significativo il patrimonio del museo.

Quando, nel 1958, i fratelli Franco e Paolo Spinola donarono allo Stato il loro palazzo perché diventasse un museo, stabilirono che i piani storici dovessero mantenere il “carattere che ne fa il tipo dell’antico palazzo genovese anche se tutto ciò non concorda con i moderni criteri di postazione dei quadri per metterli in migliore evidenza”.
Questo vincolo non riguardava il terzo e il quarto piano, che un tempo ospitavano i salotti privati, la biblioteca, le camere da letto dei proprietari e gli alloggi della servitù nel sottotetto. L’incendio causato dal bombardamento di Genova del 1941, infatti, danneggiò gravemente questi ambienti al punto da indurre i marchesi Spinola a suggerire di destinarli a sede della Galleria della Liguria, “la cui mancanza, indubbia menomazione della nostra Regione, è molto sentita”. Un luogo, dunque, dove presentare le opere acquisite dallo Stato per arricchire il patrimonio artistico del territorio ligure.
Fu probabilmente il soprintendente Pasquale Rotondi (1909-1991), che nel 1958 ricevette le chiavi del Palazzo in nome dello Stato Italiano, a consigliare ai marchesi di inserire nell’atto di donazione questo lodevole auspicio.
Ampi lavori di ristrutturazione hanno portato all’apertura, nel 1993, della Galleria Nazionale della Liguria, con un allestimento che dichiarava il forte contrasto tra la perfetta conservazione dei due piani nobili e la moderna ricostruzione degli ultimi due. La Galleria offre da allora una sempre più rilevante panoramica della produzione artistica ligure tra tardo Medioevo e Novecento, con opere che dialogano talvolta con quanto si conserva nella ricca quadreria storica del Palazzo.

Gli importanti acquisti di opere effettuati negli ultimi anni da parte del Ministero della cultura, nonché generose donazioni e lungimiranti comodati a lungo termine da parte di privati hanno reso necessario attuare un progetto di rinnovamento dell’allestimento per poter presentare al pubblico questo patrimonio in continua crescita. Il progetto di riallestimento, curato dallo Studio di architettura Officina delle Idee di Torino, ha dato nuovo risalto alle opere esposte, anche attraverso un nuovo sistema d’illuminazione e innovativi apparati informativi che arricchiranno l’esperienza in museo da parte dei visitatori.
La prima sezione della Galleria Nazionale della Liguria, allestita nel primo piano ammezzato (chiamato “Appartamento del Marchese” perché, dopo la donazione del Palazzo allo Stato, il marchese Paolo se ne riservò l’uso fino alla morte), permette un’immersione totale nella grande stagione del Seicento genovese, attraverso dipinti di grandi dimensioni realizzati da artisti come Rubens, Gregorio e Lorenzo de Ferrari e Bartolomeo Guidobono, conservati anticamente in quadrerie genovesi e in una delle residenze di casa Spinola.

Nei piani storici saranno esposte, invece, alcune opere di pertinenza della Galleria Nazionale della Liguria strettamente legate a quanto ancora si conserva nelle antiche sale del Palazzo. È il caso, ad esempio, dei disegni preparatori realizzati dal pittore fiorentino Sebastiano Galeotti per l’affresco che adorna un salotto raffigurante il Convito per le nozze di Amore e Psiche.
Il terzo piano accoglie i visitatori con alcuni capolavori del Seicento: opere di Giovanni Battista Paggi, Antoon van Dyck, Bernardo Strozzi, nonché gli strepitosi argenti da parata fiamminghi, permetteranno al visitatore di apprezzare il raffinato gusto di alcuni dei più importanti committenti genovese di epoca barocca. Negli altri spazi del piano si potranno ammirare, oltre a quella che forse è l’opera più nota di Palazzo Spinola, l’Ecce Homo di Antonello da Messina, altre tavole realizzate tra il Trecento e il Quattrocento che costituiscono una preziosa testimonianza dell’arte in Liguria prima del Seicento.
Il quarto piano, infine, presentea al pubblico, oltre alla ricca collezione di porcellane e ceramiche antiche, anche una serie di ritratti settecenteschi, dipinti caravaggeschi di scuola napoletana ed anche opere legate alle vicende di alcuni importanti istituzioni genovesi e a significativi cantieri. In questo spazio potranno essere ammirate anche alcune opere legate a importanti vicende artistiche che hanno caratterizzato il territorio ligure nel corso di tutto il XX secolo, in alcuni casi pervenute alla Galleria tramite donazione e lasciti testamentari, testimonianza della nuova apertura di Palazzo Spinola all’arte contemporanea.

Ieri, alla presenza di Alessandra Guerrini – direttore del Palazzo Reale di Genova – e Gianluca Zanelli – direttore delle Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola – sono stati presentati i significativi interventi di riallestimento, ma anche un importante volume, edito da Sagep Editori, intitolato “Nuove Luci. Acquisizioni, donazioni e restauri. Galleria Nazionale della Liguria 1958-2021” che raccoglie numerosi contributi scientifici che spaziano dalla pittura alla scultura, dal disegno alla ceramica fino alle arti applicate. Un nuovo catalogo che, proseguendo la strada tracciata dalla pubblicazione nel 2002 del primo catalogo della Galleria Nazionale della Liguria, aggiorna in maniera puntuale e approfondita l’entità di questa collezione.

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