Marassi, i detenuti producevano grappa. La distilleria scoperta nella cella occupata da 6 detenuti
Ispezione a Marassi. Trovati anche un cellulare di ultima generazione e due micro telefoni cellulari. Pagani (UilPa): «Sistema colabrodo retto solo dalla Polizia Penitenziaria»

Ieri pomeriggio , dopo una perquisizione presso il quarto piano della seconda sezione (detenuti definitivi), in una cella occupata da detenuti sudamericani, la Polizia Penitenziaria ha rinvenuto un telefono cellulare di ultima generazione e due secchi pieni di frutta macerata , pronta a diventare “grappa”, mentre presso le sale colloqui è stato scoperto durante il colloquio tra un detenuto di origine africana e la sua convivente italiana, il passaggio di due micro cellulari , molto probabilmente nascosti nelle parti intime della donna e rinvenuti nella bocca del detenuto. Entrambi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Lo riferisce Fabio Pagani, segretario regionale della UilPa Polizia penitenziaria.
«Purtroppo – spiega Pagani – tali illeciti sembrano non costituire più un’eccezione nelle nostre carceri colabrodo, non sufficientemente vigilate per penuria di organici e scarsamente dotate di sistemi tecnologici ed elettronici utili, per esempio, a bloccare uso dei cellulari all’interno degli istituti di detenzione».
«Nel corso della settimana prossima, verosimilmente, si insedierà il nuovo Capo del DAP, Carlo Renoldi, il quale erediterà un apparato penitenziario allo sbando – prosegue il sindacalista -, non tanto a causa delle precedenti gestioni, ma soprattutto per l’ancestrale pressappochismo della politica e dei governi rispetto alle tema6che carcerarie. Se vorrà veramente contribuire alla realizzazione del “carcere dei diritti” che anche noi auspichiamo, dovrà pretendere il compiuto supporto del Governo e del Parlamento»


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