Cultura 

Oggi, in Via Garibaldi 12, “Il dialogo tra arte e città – La ville que nous habitons”

Riprendono i TalkCity organizzati da 500×100, piattaforma di dialogo co fondata dall’architetto Alfonso Femia con l’obiettivo di investigare tutto ciò che accompagna l’architettura e il design nel processo di integrazione con la città

Per il format Città e Arte, organizzato insieme a HoperaAperta, è stata scelta Genova e la bellissima via Garibaldi, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Il talk punta l’attenzione su come si sia distaccata l’arte dalla costruzione delle grandi città, sulla solitudine delle collezioni permanenti dei musei e sull’isolamento delle espressioni artistiche contemporanee, mentre si assiste ai grandi successi delle mostre blockbuster. Il tema diventa allora un nuovo collezionismo urbano diffuso: se la città è anche la propria casa, collezionare arte significa trasformare la città – come fosse il proprio ambiente domestico – in un luogo di condivisione delle proprie emozioni personali.

Per l’occasione, all’interno del Lifestyle store di Via Garibaldi 12, Genova, saranno esposte le opere di Alfonso Femia, Murizio Barberis e Duccio Grassi.

Al talk parteciperanno:

Simonetta Cenci, assessore all’Urbanistica e progetti di riqualificazione di Genova, architetto, socio e direttore generale di Atelier(s) Alfonso Femia
Alfonso Femia, ideatore e fondatore di Atelier(s) Alfonso Femia con sede a Genova, Milano e Parigi
Maurizio Barberis architetto che si occupa di arte e art-design
Francesco Berti Riboli, medico attivo in iniziative culturali presso le principali istituzioni museali e gallerie d’arte cittadine
Patrizia Catalano, architetto e giornalista
Massimo Negri, membro della giuria dell’European Museum of the Year Award e di European Museum Forum
Danilo Trogu, artista/ceramista
Riccardo Sirotti, architetto e curatore della collezione delle opere del padre, il pittore Raimondo Sirotti
Riccardo Miselli, architetto e presidente dell’Ordine degli Architetti (OAPPC) di Genova
Duccio Grassi, artista/ designer creativo
Giorgio Tartaro giornalista di architettura e design

500×100 con HoperAperta – “IL DIALOGO TRA ARTE E CITTÀ – La ville que nous habitons” Lunedì, 28 febbraio 2022 ore 15.00-18.00 presso il Lifestyle store di Via Garibaldi 12. Ingresso a numero limitato.

Per il primo TalkCity, dopo la battuta d’arresto che la fase acuta della pandemia ha imposto, 500×100 ha scelto Genova e un tema d’eccezione, la riformulazione del rapporto tra arte e città, in una logica di dialogo fra le arti a favore di quello che possiamo definire un nuovo collezionismo urbano.
− La riformulazione del rapporto tra arte e città, in una logica di dialogo fra le arti a favore di quello che possiamo definire un nuovo collezionismo urbano.

Il progetto nasce da HoperAperta, una piattaforma culturale, fondata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis, condivisa da architetti, designer, artisti e curatori che promuove l’art design attraverso una collezione di pezzi d’autore, sostenendo mostre site-specific ed eventi digitali.
La ricchezza di intenzioni e di processi attivata dal collezionismo d’arte è potenzialmente motore di trasformazione urbana in un salto di scala concettuale dalla dimensione domestica a quella collettiva, ma anche un ponte per indurre, creare e consolidare la relazione tra arte e città.
− La ricchezza di intenzioni e di processi attivata dal collezionismo d’arte è potenzialmente motore di trasformazione urbana.
Un rapporto in crisi profonda, per certi aspetti romanticamente decadente, che vede l’arte languire in spazi lontani dai modelli di interazione attuali. Ai grandi successi delle mostre blockbuster, nelle grandi città, si contrappone la solitudine delle collezioni permanenti dei musei e l’isolamento delle espressioni artistiche contemporanee.
− Ai grandi successi delle mostre blockbuster, nelle grandi città, si contrappone la solitudine delle collezioni permanenti dei musei e l’isolamento delle espressioni artistiche contemporanee.
Esistono, in alternativa o a integrazione, percorsi che, oggi più che mai, risultano necessari per una nuova idea di città. Per non disperdere l’energia e la capacità ispiratrice che qualsiasi forma d’arte riverbera sull’intorno, il primo passaggio concettuale e operativo è quello di bandire l’aggettivo “esclusivo”, sia nel linguaggio, sia nell’operatività.
− Per non disperdere l’energia e la capacità ispiratrice che qualsiasi forma d’arte riverbera sull’intorno, il primo passaggio concettuale e operativo è quello di bandire l’aggettivo “esclusivo”, sia nel linguaggio, sia nell’operatività.
Collezionare arte significa trasformare la propria casa in un luogo di condivisione delle proprie emozioni personali. Lo stesso si può affermare quando si parla di un collezionismo urbano diffuso.
− Collezionare arte significa trasformare la propria casa in un luogo di condivisione delle proprie emozioni personali.
Luigi Caccia Dominioni parlava di un’urbanistica degli interni. L‘interno edilizio ha un suo corrispettivo nell’“interno urbano” o territoriale, definito da terra, cielo e confini verticali, naturali o costruiti.
Se l’ambiente domestico si racconta (anche) attraverso un insieme di oggetti sentimentali, a maggior ragione, anche la città si può raccontare allo stesso modo. L’amministratore pubblico, il mecenate saranno i curatori delle opere collezionate negli spazi aperti e di tutto quelle occasioni che ampliano l’accesso all’arte nel contesto urbano.
− Se l’ambiente domestico si racconta (anche) attraverso un insieme di oggetti sentimentali, a maggior ragione, anche la città si può raccontare allo stesso modo.


Interverranno

Maurizio Barberis
architetto, si occupa di arte e art-design dagli anni Ottanta. Ha curato mostre e installazioni personali e preso parte come autore a due edizioni della Triennale di Milano. Ha collaborato con il Museo del Vetro di Murano e il Museo Fortuny di Venezia. Ha pubblicato libri di fotografia e ha vinto il premio per la migliore fotografia alla Biennale di Architettura di Venezia del 2012. I lavori più recenti sono stati esposti alla Fondazione Levi a Venezia. È tra i founder di HoperAperta.
Patrizia Catalano
architetto e giornalista, è stata responsabile per la sezione design e architettura del settimanale “Io Donna”, allegato del “Corriere della Sera”. Attualmente collabora con Interni Magazine. Ha pubblicato volumi sul tema dell’abitare per Rizzoli Italia, Rizzoli New York, Mondadori, Mondadori Arte, Electa. Si occupa inoltre dell’organizzazione di mostre di Art Design ed è tra i founder di HoperAperta.
Riccardo Sirotti
architetto di Genova, ha lavorato nello studio BBPR a Milano dove, tra i vari progetti, ha seguito principalmente la ristrutturazione degli spazi espositivi di Palazzo Reale. Attualmente lavora a Genova dove ha fondato lo studio di architettura Sirotti e cura la collezione delle opere del padre, il pittore Raimondo Sirotti.
Riccardo Miselli
architetto, è presidente dell’Ordine degli Architetti (OAPPC) di Genova. Ha ricoperto incarichi accademici a Genova, Ferrara, Venezia e svolto attività di tutoring in contesti internazionali. È autore di numerose pubblicazioni. È socio fondatore, insieme a Eleonora Burlando, di Neostudio.
Duccio Grassi
formazione da ingegnere, è un designer creativo con grande sensibilità verso il mondo interiore degli oggetti, delle forme, dei volumi e delle finiture.
Luca Violo
responsabile Media & Comunicazione della casa d’aste Wannenes di Genova. Ha studiato Storia dell’Arte con Mina Gregori, svolgendo attività di ricerca storico-artistica e consulenza in qualità di esperto e dealer per collezionisti, antiquari e istituzioni pubbliche e private.
Simonetta Cenci
assessore all’Urbanistica e progetti di riqualificazione di Genova, architetto, socia e direttore generale di Atelier(s) Alfonso Femia.
Alfonso Femia
è ideatore e fondatore di Atelier(s) Alfonso Femia (in precedenza 5+1AA) con sede a Genova, Milano e Parigi. L’appartenenza fisica (i tre atelier) a tre geografie differenti caratterizza un atipico aspetto professionale che si ispira alla contaminazione con arte, fotografia, letteratura, musica. Nel 2015 ha fondato, insieme a Marco Predari e Giorgio Tartaro, 500×100 piattaforma video di comunicazione sui temi della città.
Giorgio Tartaro
giornalista, si occupa di progetti per la comunicazione di architettura e design. Autore televisivo per RAI e Sky Leonardo/Alice/Case Design Stili, direttore editoriale e consulente di Leonardo TV. È co-direttore del master di Interior design della Scuola Politecnica di Design, e docente al master sul Made in Italy alla IULM, a Milano.
Francesco Berti Riboli
medico specializzato in urologia, AD e vicepresidente del CDA della Casa di Cura Villa Montallegro. È sponsor del Festival della Scienza e sostiene i teatri cittadini, in particolare il Teatro Carlo Felice e il Politeama Genovese. Dal 2012 partecipa a un importante progetto dedicato alla valorizzazione del Civico Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce e sostiene l’Accademia Linguistica di Belle Arti.
Massimo Negri
è membro della giuria dell’European Museum of the Year Award e di European Museum Forum. Membro fondatore della European Museum Academy Foundation. Da gennaio 2010 a fine 2018 Direttore dell’Accademia dei musei europei, L’Aia. Insegna Museologia al Master post-laurea in Beni Industriali dell’Università di Padova ed è stato consulente per i Corsi di Alta Formazione della Scuola Normale di Pisa in beni culturali.
Danilo Trogu
è artista/ceramista, laureato in lettere e filosofia. Ha partecipato e vinto numerosi premi nel comparto della ceramica. Ha una collaborazione storica con Atelier(s) Alfonso Femia con cui ha realizzato il progetto Domus Forum presentato alla Biennale di Venezia del 2003 e riproposto alla Whitecross Gallery di Londra nel 2007. Artista della ceramica è sicuramente artefice della rinascita della ceramica popolare ligure di cui è unico interprete.

Related posts