Ennesima tentata rapina alla Coin, nei guai un 33enne arrestato dalla Polizia locale

photo of perfume bottle

L’uomo ha rubato due profumi e aggredito un addetto del negozio e gli agenti

Il pregiudicato italiano è stato arrestato dal nucleo Reato predatori del reparto Giudiziaria della Polizia Locale nel grande magazzino di via XX.

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 27 gennaio, gli agenti che effettuavano il consueto servizio a tutela degli esercizi commerciali del centro hanno fermato un uomo, successivamente identificato in I.C., 33enne genovese con precedenti penali, che poco prima si era introdotto nel negozio Coin tentando di sottrarre due profumi di nota marca.

Un addetto all’accoglienza aveva notato le manovre del giovane per nascondere le due confezioni nelle tasche della giacca, non prima di aver rimosso le etichette antitaccheggio nascondendole dietro altre confezioni sullo scaffale per non far attivare le barriere antifurto all’uscita. Il dipendente di Coin si è avvicinato per domandargli se avesse intenzione di pagare i prodotti che aveva messo in tasca. Al rifiuto, ha accompagnato il giovane verso gli uffici di direzione e, contestualmente, contattato telefonicamente il nucleo Reati Predatori. Quando si è accorto della telefonata alla Polizia Locale, l’uomo ha tentato di darsi alla fuga, spintonando più volte il dipendente della Coin per farlo cadere e provare a darsela a gambe. Nel frattempo, la pattuglia è giunta rapidamente sul posto ed è intervenuta fermando I.C., che ha posto resistenza tentando di aggredire gli agenti, tanto da rendere necessario l’utilizzo delle manette in dotazione.

Il giovane è stato accompagnato nei locali di piazza Ortiz per l’identificazione e la perquisizione personale data la flagranza di reato. Nelle tasche sono stati trovati i due profumi sottratti alla Coin, di valore complessivo pari a 116 euro.

L’uomo è stato posto formalmente in arresto; il pm ha disposto la custodia presso le camere di sicurezza della Questura di Genova fino al rito per direttissima. Oggi l’arresto è stato convalidato, l’imputato ha patteggiato la pena di anni uno e mesi due di reclusione e nei suoi confronti è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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