Sanità 

Bassetti: «Non vaccinati devastati dalla variante Delta»

«Ci sono Tac che non vedevamo neanche nella prima ondata covid: la devastazione che la variante Delta fa nel non vaccinato è impressionante, chi decide di non vaccinarsi dovrebbe farsi un giro in reparto o vedere le immagini per rendersi conto di quanto fa male il virus» ha detto, stasera, l’infettivologo durante il punto stampa-bilancio settimanale, in Regione

I numeri della terapia intensiva fanno capire la situazione in modo chiaro: 30 i ricoverati, 25 i non vaccinati, solo 5 i vaccinati e con comorbidità importanti.

«È stata una settimana molto difficile non solo per le Malattie Infettive ma, in generale, anche per l’area metropolitana di Genova e per l’Ospedale Policlinico San Martino. Ci troviamo in questo momento, a livello di ricoveri, in piena quarta ondata. Siamo molto vicini al picco, essendo anche un po’ stanchi: il personale sanitario e quello delle Malattie Infettive è ormai da 22 mesi continuativamente coinvolto nella gestione del Covid, che avremmo sperato di poter vedere meno rappresentato grazie alle vaccinazioni. Purtroppo, continuiamo invece a ricoverare pazienti che, deliberatamente, hanno scelto di non vaccinarsi. Solo in questa settimana abbiamo avuto 10 accessi di soggetti tra i 50 e 60 anni, oltre ad alcuni accessi di soggetti più avanti con l’età; una signora di novant’anni e, ieri, un signore di cento anni, entrambi non vaccinati. Questo significa che abbiamo ancora una forte spinta e pressione da parte dei soggetti non vaccinati, che rappresentano oggi, per noi, la forma più grave di assistenza, in quanto richiedono grande lavoro. La situazione è, in questo momento, di numerosi posti letto disponibili e di elevato turnover, ma i casi gravi che abbiamo in ospedale, i 7 pazienti in terapia intensiva ai quali si sommano quelli del reparto di Malattie Infettive, riguardano soggetti non vaccinati. Abbiamo continuato, anche questa settimana, ad utilizzare molto gli anticorpi monoclonali. Li utilizziamo non solo per evitare che soggetti al di fuori dell’ospedale necessitino di essere ricoverati, ma anche nei soggetti già ricoverati. Ricordiamo che oggi i monoclonali sono approvati non solo per prevenire il ricovero in ospedale, ma anche per l’utilizzo in chi ha già forme più impegnative della malattia».

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