Villa Bickley: locali per il doposcuola, ma l’assessorato al Commercio di Tursi li vuole per l’Enoteca Regionale

Il servizio per aiutare i bambini di Cornigliano, dopo la pandemia ancora più necessario, è gestito da Agorà in convenzione col Municipio Medio Ponente, ma i locali dove si trovava temporaneamente, a Villa Serra, sono stati messi a bando dal Comune e ospiteranno ora un’associazione privata, quella dei lucani, e in prospettiva il Museo dell’Acciaio concordato dalla Fiom con la politica, un progetto che nel quartiere non riscuote entusiasmo perché occuperà spazi pregiati che la zona vorrebbe per sé. Il Municipio ha concordato col Patrimonio il trasferimento del doposcuola a Villa Bickley, dove andrà insieme ad attività culturali e sociali coerenti come la biblioteca Guerrazzi e le iniziative per i malati di Alzheimer e le loro famiglie, ma qualche giorno fa dal Comune è arrivata una mail su input dell’assessore al Commercio

La richiesta di insediare l’Enoteca Regionale a Cornigliano, come forma di promozione per il territorio, viene dal Civ ed è apprezzata dal Municipio Medio Ponente. Ha alle spalle un lungo iter. La collocazione preferita dall’Enoteca sarebbe stata quella di Villa Bombrini, ma il gestore, Società per Cornigliano, non l’avrebbe vista di buon occhio. Il consorzio dei commercianti la vedrebbe meglio in posizione più centrale sul territorio, sempre in una villa storica. Gli spazi con le caratteristiche desiderate, però, sono pochi. Il Comune ha destinato il piano terra di Villa Serra al Museo dell’Acciaio, voluto dalla Fiom e che non gode di molta popolarità nel quartiere. Nell’attesa che il progetto si concretizzi, Tursi ha messo i locali a bando, vinto dall’Associazione dei Lucani, quindi un’associazione privata. In quei locali, che cadevano a pezzi, per un periodo il Municipio aveva sistemato un servizio per uno degli ambiti sociali più deboli della collettività in generale e a Cornigliano in particolare, che oggi lo è ancora di più soprattutto dopo il Covid: i bambini. Il consorzio sociale Agorà ha sistemato quei locali disastrati e abbandonati da anni e ci ha aperto un doposcuola per i bimbi del quartiere che ovviamente, per le misure Covid lo scorso anno ha avuto una battuta di arresto e che adesso è, però, quantomai necessario.

Il Municipio, una decina di giorni fa, ha però protocollato il documento inviato dal Comune con cui si assegna la concessione temporanea dei locali di Villa Serra a un’associazione privata, quella della comunità lucana a Genova, che ha partecipato alla manifestazione di interessi e se l’è aggiudicata: il doposcuola deve andarsene. Il Municipio ha quindi pensato a due locali al piano terra di Villa Bickley, che hanno anche a disposizione il giardino della villa storica da condividere con le iniziative dell’associazione Afma onlus (Associazione Famiglie Malati di Alzheimer) che già dal 2008 ha aperto lì “Caffè Le Panchine nel Parco”, dove i malati di Alzheimer possono trascorrere due pomeriggi la settimana in serenità, sperimentando varie e divertenti attività tese a stimolare e preservare le capacità residue, seguiti da volontari e da operatori specializzati, mentre i famigliari che li accompagnano possono scambiarsi esperienze, ottenere informazioni e usufruire anche del supporto periodico di una psicologa, il tutto gratuitamente.

Il Municipio Medio Ponente si è confrontato con l’assessorato al Patrimonio, ha ottenuto il via libera per il trasferimento del doposcuola e sta preparando la delibera di giunta municipale per non far venir meno il servizio alle famiglie.

Poi, il fulmine a ciel sereno: dal Patrimonio arriva in Municipio una mail in cui si dice che gli spazi di Villa Bickley servono a Tursi. Il presidente del Medio Ponente, Mario Bianchi, sente l’assessore comunale competente, Stefano Garassino, che però nulla sa di una diversa destinazione. Andando a grattare, si scopre che la richiesta è stata sì inviata dagli uffici del Patrimonio, all’insaputa di Garassino che non l’ha nemmeno potuta valutare per trovare una soluzione che mettesse d’accordo tutti, ma su spinta dell’assessore comunale al Commercio, la leghista Paola Bordilli, che pensa di insediare lì l’Enoteca Regionale chiesta dal Civ da anni, proposta che mai è stata concretizzata fino ad oggi.

L’Enoteca Regionale è stata costituita nel 2007 ai sensi dell’articolo 36 del Codice civile che regola le “associazioni non riconosciute”, un complesso di soggetti e beni volti al perseguimento di uno scopo non lucrativo: eventuali utili dell’attività di impresa non possono essere distribuiti tra gli associati, ma vanno reinvestiti nell’attività associativa. L’assenza di riconoscimento non esclude che sia soggetto di diritto, con distinzione tra il patrimonio della stessa e quello dei singoli associati: tuttavia, essa è priva di personalità giuridica. La costituzione in questa forma è necessaria a norma di legge per ottenere il riconoscimento della Regione. Gli obiettivi sono le politiche di valorizzazione dei vini regionali, con particolare riferimento a quelli a denominazione di origine, nonché politiche di valorizzazione dei territori anche attraverso la produzione vitivinicola ed enogastronomica di qualità. Per il Civ questi sono obiettivi che si possono intersecare con il commercio locale e la struttura funzionare da richiamo e promozione del territorio di Cornigliano. Di questo è convinto anche il Municipio. I fondatori dell’associazione sono quattro comuni liguri, tra cui il Comune di Genova. Gli aderenti genovesi sono la Camera di Commercio, l’Associazione Consorzio di Tutela Basilico Genovese Dop, l’azienda Aleppo S.r.l. (agricoltura, floricoltura e orticoltura a Portofino), l’Azienda Marchesi Cattaneo Adorno Giustiniani Srl (con vigne in Basso Piemonte) e l’azienda agricola Cognata Gionata di Morego che produce il Val Polcevera Coronata Doc da bianchetta genovese.

L’assessore Bordilli con la responsabile genovese dell’Enoteca Ligure, Simona Venni, nell’azienda agricola Cognata Gionata di Morego che aderisce all’Enoteca

Diverse le iniziative dell’Enoteca negli ultimi anni, tra Mercato del Carmine e il Mog al centro del Mercato Orientale, spesso in associazione con la delegazione genovese della Fisar, la Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori di Genova, la cui attività (corsi e iniziative) veniva promossa sui social da Paola Bordilli taggando anche l’attuale responsabile genovese dell’Enoteca, la rappresentante del Comune di Genova Simona Venni (già segretario di delegazione Fisar), anche negli anni precedenti al 2017, quando è diventata assessore.

Nessuno mette in discussione l’utilità della presenza dell’Enoteca Regionale a Cornigliano voluta dai commercianti del Civ, ma secondo il Municipio non può essere ai danni di un servizio sociale di cui il quartiere ha profonda necessità, oggi più che mai. Inoltre la destinazione è considerata incompatibile con la biblioteca pubblica e con l’attività dell’associazione di volontariato a favore dei malati di Alzheimer che dovrebbe dividere il giardino con le iniziative dell’Enoteca e meglio si interfaccerebbe con le esigenze di un altra iniziativa sociale come è il doposcuola che con un’attività di promozione di enogastronomia.

A ricostruire tutta la vicenda è il presidente del Municipio Medio Ponente Mario Bianchi

«È stato messo in atto recentemente dal Comune un bando di manifestazione di interesse per i locali ai piedi di Villa Serra in cui attualmente, in modalità temporanea e in attesa altri progetti (il Museo dell’Acciaio n. d. r.), un consorzio sociale (Agorà n. d. r.) svolgeva l’attività di doposcuola – spiega Bianchi -. Agorà si era messa a posto gli spazi, li aveva ripuliti e riordinati perché non erano utilizzati da tempo. Lo scorsi anno, ovviamente, c’è stata una battuta d’arresto a causa del Covid».

I locali di Villa Serra sono stati messi a bando e affidati a un’associazione privata «Nonostante che la dispersione scolastica e la difficoltà delle famiglie fossero già gravose prima del Covid soprattutto nella zona di Cornigliano e che ora la situazione sia ancora più difficile perché a causa delle misure contro l’epidemia molte scuole non organizzano più un servizio di doposcuola – dice il presidente del Municipio -. Quindi il servizio è doppiamente necessario soprattutto in alcune parti del nostro Municipio e Cornigliano è una zona “importante” da questo punto di vista. Tra l’altro Villa Serra era centrale perché a corto raggio, a breve distanza, ci sono molte scuole. Il contesto della villa faceva il resto risultando un ambiente molto positivo per i più piccoli».

Nonostante tutto questo, il Comune ha deciso di bandire la manifestazione pubblica di interesse per quei locali occupati dal servizio per i bimbi convenzionato col Municipio. «Un’altra associazione ha vinto e a quel punto mi ero organizzato per dare al doposcuola un’altra sede nei locali nella nostra disponibilità – prosegue Bianchi -. Abbiamo individuato quelli al piano terra di Villa Bickley, tra l’altro compartimentabili per cui all’ingresso i bambini potevano non interagire direttamente con l’accesso della biblioteca. Un requisito importante in tempi di pandemia. Si tratta di due stanze ordinate da attrezzare con tavoli, sedie e scrivanie. Utilizzare l’edificio in cui si trova la biblioteca per i ragazzi ci è sembrata una bella idea. Anche questa collocazione è abbastanza vicina alle scuole. Questo è il percorso che ci siamo dati e che noi stiamo portando in giunta. La lettera del Comune di lasciare i locali a Villa Serra l’abbiamo recepita 10 giorni fa e il percorso è stato concordato con il Patrimonio in modo da lasciare libero il luogo temporaneamente occupato per averne un altro e avere un servizio per le nostre famiglie. Agorà sta liberando i locali a Villa Serra e noi stiamo provando a riformulare la convenzione per i due locali di villa Bickley».

«Per quanto riguarda l’Enoteca Ligure – prosegue il presidente di Municipio – su sollecitazione del Civ di Cornigliano, incontrai i responsabili più di un anno e mezzo fa. Ci avevano fatto una proposta progettuale puntando su Villa Bombrini. Col Civ abbiamo un ottimo rapporto, il progetto era interessante, era una bella realtà. Quando abbiamo presentato Villa Bickley ci è stato detto dai responsabili dell’Enoteca che non erano sufficienti. C’era un’idea di espansione e all’interno di villa Bickley che non si può fare: è la nostra biblioteca, una biblioteca storica in un palazzo storico. La compromissione delle due attività non si può fare. Non si possono mettere assieme due attività così diverse. Quindi, per quanto mi riguarda, il discorso era stato sospeso. Non tanto perché non credessi nel progetto che vorremmo avere a Cornigliano, però in quel contesto secondo me non era una strada percorribile e quindi era finita lì. Non c’è contrapposizione tra le due cose, sono entrambe di alto valore». Insomma, in discussione non c’è il punto dell’Enoteca, ma la sua collocazione «L’Enoteca aveva chiesto, all’inizio, spazi in villa Bombrini (negati da Società per Cornigliano n. d. r.) -. L’Enoteca ha alzato il tiro subito. I progetti vanno dimensionati e programmati. Un progetto può avere una partenza e poi evoluzione. Certo che se me lo fai partire a Villa Bickley dove l’evoluzione non è ipotizzabile è un progetto debole. Se lo fai in un contesto diverso è tutt’altra cosa. Non era una brutta idea, anche se non conosco i particolari. Ci sono i modi per realizzarla, penso anche a via Cornigliano rinnovata e riqualificata. Non so se siano comunali o privati, ma ci sono certamente spazi vuoti sulla strada. Sulla via riqualificata, pedonalizzata, con largo marciapiede sarebbero possibili anche dehors e spazi esterni. A Villa Bickley l’unico spazio esterno è il parco, ma lì già vengono organizzati dall’associazione di volontariato che si dedica ai malati di Alzheimer momenti di svago con le famiglie. È un contesto molto delicato. Per l’Enoteca serve uno spazio più aperto e non un “mettiamola lì perché c’è un po’ di spazio”. E lo dico anche per la stessa riuscita del progetto»

Al Civ di Cornigliano raccontano che tutto è cominciato con un incontro con Marco Bucci, due anni e mezzo fa in cui il sindaco avrebbe dato il suo ok. Al momento fu buttata lì, come idea, la collocazione in Villa Serra, dove però l’Amministrazione ha destinato il Museo dell’Acciaio che in zona nessuno vuole, tanto che le associazioni del territorio, insieme al Municipio, avevano firmato una lettera in cui si chiedeva di sistemare l’Enoteca proprio lì, al posto del museo. Ma l’appello è caduto nel vuoto. A quel punto si pensò a Villa Bombrini dove, però, non ci fu accordo con Società per Cornigliano. L’unica villa pubblica che resta è Villa Bickley dove gli spazi (quelli che il Municipio vuole destinare al doposcuola) non sarebbero ottimali per le attività e ci si potrebbe piazzare al massimo un ufficio da usare come base per organizzare da lì eventi nel giardino della villa e nel quartiere.

«Quello dell’Enoteca Ligure è un progetto condiviso dalle associazioni del territorio che in riunione di gruppo di lavoro hanno deciso di portare avanti questo progetto insieme, all’interno di una delle ville di Cornigliano tra cui c’è anche Villa Bickley – dice il presidente del Civ di Cornigliano Massimo Oliveri -. Sulle prime è stata presa in considerazione Villa Bombrini, che però è proprietà di società per Cornigliano, dove ci sarebbero stati lo spazio e il parcheggio. Su via Cornigliano non ci può essere alcuna possibilità se non come promessa elettorale: che io sappia gli immobili sono tutti in mano a privati. Non se ne è mai parlato e le tempistiche potrebbero essere troppo lunghe. Di Villa Bombrini si è parlato e potrebbe essere alternativa gradita. Dal mio personale punto di vista resta prevedibile villa Bikley».

In sintesi

Volendo riassumere tutto, il Comune dà picche al progetto Civ-Enoteca Ligure a Villa Serra perché lì vuole metterci il Museo dell’Acciaio nonostante le realtà del territorio non ce lo vogliano e preferirebbero l’Enoteca Ligure. Si pensa allora a Villa Bombrini, gestita da Società per Cornigliano (società pubblica partecipata da Regione Liguria al 45%, Città Metropolitana di Genova al 22,5% Comune di Genova al 22,5% Invitalia-ministero dell’Economia 10%), ma anche questa dà picche all’Enoteca. Nel frattempo Agorà, in convenzione col Municipio, mette a posto i locali di Villa Serra lasciati da tempo nel degrado (e che in quello stato non vuole nessuno) per farci il doposcuola per i bimbi del quartiere nell’attesa che i tempi siano maturi per il Museo dell’Acciaio. Il Comune, invece che lasciare lì il servizio sociale ed educativo per le famiglie della zona, in un momento così delicato, fino a quando i locali non gli serviranno per il museo, sente l’urgenza di mettere gli spazi a bando per un utilizzo temporaneo, spazi che vengono aggiudicati a un sodalizio privato: l’Associazione Lucani, nel frattempo sfrattata dalla sede privata che occupava. Il Municipio, allora, ragiona su come traslocare, in accordo con l’assessorato al Patrimonio del Comune, il doposcuola a Villa Bickley, dove i bimbi potrebbe godere del giardino quando non lo usa l’associazione di volontariato per l’Alzheimer e, inoltre, usufruire della biblioteca municipale sovrastante e persino del bel salone che c’è sopra per qualche attività speciale. Ma arriva la mail del Comune che, su input dell’assessore Bordilli, ci vuole mettere l’Enoteca Ligure, un progetto che i commercianti del Civ inseguono da anni senza che nessuno se ne sia fino ad ora preoccupato abbastanza da realizzarlo. Nella distribuzione degli spazi l’attività sociale per bambini resta il vaso di coccio che ora il Municipio intende tutelare a vantaggio delle famiglie di Cornigliano senza peraltro chiudere all’Enoteca alcuna porta che non sia quella di Villa Bickley. Sfrattare il doposcuola a pochi mesi dalle elezioni, certo, non pare una fulgida idea che possa essere presa con entusiasmo dal quartiere.

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