Ducale: in arrivo la mostra “Superbo Barocco”, Pasolini, Hugo Pratt e una collezione con Balla, D’Alì e Prampolini

Le fotografie di Guido Rossa, quelle di Tina Modotti, la mostra “Superbo Barocco, la grande Arte a Genova tra 1600 e 1750” (a cura di Jonathan Bober, Piero Boccardo e Franco Boggero tra il Palazzo della Cultura di Genova e le Scuderie del Quirinale a Roma) e l’arrivo del collezione Tacchini con opere di Baroni, Bistolfi, Brizzolara, Monteverde, Merello, Messina, De Albertis che lavorarono anche a Genova, ma anche di Salvador D’Alì, Giacomo Balla e Prampolini. Ci potrebbero essere altre sorprese ancora non inserite nel programma

Un programma intenso, di grandissima qualità, con mostre d’eccezione, poi una miriade di appuntamenti, conferenze, iniziative. Questa mattina a Palazzo Ducale è stato presentato il programma 2021-2022. Il presidente Luca Bizzarri, il direttore Serena Bertolucci, insieme a tutti i lavoratori della Fondazione (ci tengono a sottolinearlo) hanno allestito un calendario davvero prestigioso.

Insieme a Pasolini nel centenario della nascita, arriverà la mostra “Hugo Pratt – Da Genova ai Mari del Sud” (14 ottobre-20 marzo 2022, nel Sottoporticato), le foto scattate da Guido Rossa in Nepal nel 1963, la parte genovese di “Superbo Barocco, Arte a Genova tra 1600 e 1750″, la mostra che doveva essere allestita a Washington e non si è potuta tenere a causa del Covid, ma mantiene la programmazione alle Scuderie del Quirinale e, contemporaneamente, al Ducale. Un grande trascinamento per il turismo culturale nella nostra città che potrà essere la seconda tappa degli appassionati che visitano la mostra di Roma.

Di grandissimo rilievo la mostra (dal 22 gennaio al 25 settembre 2022), la mostra a cura di Gianni Franzone e Matteo Fochessati. In occasione dell’acquisizione della Collezione Tacchini da parte di Palazzo Ducale, la Wolfsoniana presenta una selezione di opere della ricca raccolta tra scultura, disegni e grafica.

Confermati sia il Festival Limes, sia il Festival Internazionale di Poesia sia “La Storia in piazza”.

Stamattina, alla presentazione, l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Barbara Grosso e l’assessore alla Cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo.

Le mostre

ESCHER

9 settembre 2021
20 febbraio 2022 APPARTAMENTO DEL DOGE
Orari:
lunedì, ore 14-19
da martedì a domenica, ore 10-19 venerdì, ore 10-21
la biglietteria chiude un’ora prima

HUGO PRATT

Da Genova
ai Mari del Sud

14 ottobre 2021 20 marzo 2022 SOTTOPORTICATO

La mostra è realizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e da CMS.Cultura
in collaborazione con CONG-Hugo Pratt Art Properties
A cura di Patrizia Zanotti.

PIER PAOLO PASOLINI

Non mi lascio commuovere dalla fotografia
30 novembre 2021 13 marzo 2022 LOGGIA DEGLI ABATI
La mostra è promossa e organizzata da Suazes
in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
A cura di Marco Minuz e Roberto Carnero con la collaborazione di Piero Colussi.

A ridosso del centenario della sua nascita (Bologna, 1922) la mostra vuole ricordare la figura di Pier Paolo Pasolini e le varie esperienze culturali della sua carriera, attraverso una diversa chiave di lettura: la fotografia.

UN BAROCCO SUPERBO

La Grande Arte a Genova tra 1600 e 1750

17 marzo – 10 luglio 202 APPARTAMENTO DEL DOGE
La mostra è promossa e organizzata da Comune di Genova e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
A cura di Jonathan Bober, Piero Boccardo, Franco Boggero.

In seguito al progetto espositivo A Superb Baroque, ideato per la National Gallery of Art di Washington e sospeso a causa del perdurare della pandemia e in sintonia con la mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma nello stesso periodo, Genova celebra con una serie di mostre questa sua straordinaria stagione artistica.

TINA MODOTTI Donne, Messico, Libertà

Dal 26 marzo 2022 LOGGIA DEGLI ABATI

La mostra è prodotta da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE
e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
in collaborazione con SUDEST57
e realizzata grazie al fondamentale contributo scientifico del Comitato Tina Modotti A cura di Biba Giacchetti.

VAIA
Viaggio consapevole dentro un disastro
21 ottobre – 14 novembre 2021
SALA LIGURIA
Fotografie di Manuel Cicchetti Testi di Angelo Miotto

Ottobre 2018, Italia del Nord-Est. Una terribile tempesta di vento e acqua rovescia le foreste. Milioni di alberi crollano a terra. È il ciclone Vaia che, andandosene, lascia un paesaggio buio e desolato. Il visitatore della mostra VAIA si troverà immerso in un angolo di terra che è a un passo da noi e richiama la nostra attenzione, sentendosi avvolto contemporaneamente da un grido che è richiesta e da una musica poetica che è fiducia e speranza.

LA FOTOGRAFIA DI GUIDO ROSSA Anche in una piccola cosa

14 gennaio – 20 febbraio 2022 SALA LIGURIAA cura di Gabriele D’Autilia e Sergio Luzzatto
Sabina Rossa ha concesso il materiale dell’archivio fotografico del padre.

C’è una piccola storia parallela che accompagna la storia più nota di Guido Rossa, la storia spesso ridotta alla tragedia – personale e collettiva – della sua morte. Nel 1963 è in Nepal per misurarsi con i settemila metri del Langtang Lirung himalayano: la catena di montagne più alte del mondo acquista ai suoi occhi una dimensione spirituale che costringe a riflettere, anche attraverso l’obiettivo fotografico.

COLLEZIONE TACCHINI Atto primo. Scultura, disegni e grafica

22 gennaio – 25 settembre 2022

A cura di Gianni Franzone e Matteo Fochessati

In occasione dell’acquisizione della Collezione Tacchini da parte di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la Wolfsoniana presenta una selezione di opere appartenenti alla ricca e interessante raccolta, proponendo un percorso tra scultura, disegni e grafica.
Le ricerche plastiche si riferiscono, in particolare, alle rilevanti esperienze della stagione di ricerca tra Otto e Novecento in Liguria, con opere, tra gli altri, di Edoardo Alfieri, Eugenio Baroni, Leonardo Bistolfi, Luigi Brizzolara, Edoardo De Albertis, Francesco Falcone, Luigi Lorenzo Garaventa, Rubaldo Merello, Francesco Messina e Giulio Monteverde.
La sezione dedicata ai disegni e alla grafica si apre invece sul contesto nazionale e inter- nazionale, con approfondimenti sul Futurismo e le avanguardie internazionali, attraverso opere di Giacomo Balla, Salvator Dalì, Felix Delmarle, Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Florence Henry, Fernand Leger, Gino Severini, Mario Sironi e Maria Vassilieff. Tra i temi iconografici di tale selezione particolare interesse assumono i disegni di guerra di Anselmo Bucci, Giuseppe Cominetti, Georg Grosz e Antonio G. Santagata.
Il dipinto Ritmi di danza di Enrico Prampolini, sempre appartenente alla Collezione Tacchini, verrà infine esposto al museo in dialogo con l’Aeroritratto simultaneo di Italo Balbo dello stesso artista.


I mesi appena trascorsi, con quei tempi lenti solo in apparenza, hanno suscitato numerose ri- flessioni sul ruolo della cultura, sulla sua necessità e sulla sua quotidianità.

Le istituzioni culturali sono precipitate nell’esigenza del tutto imprevista di mantenere un dialogo con i propri visitatori, nuovi o abituali, colti a loro volta all’improvviso nella condizione eccezionale di non potere più avere contatti diretti né con la comunità di riferimento, né con il prodotto artistico.

La creazione che, citando Benedetto Croce, è l’atto primario attraverso il quale l’intuizione fantastica riesce a trovare le forme per concretizzarsi, è diventata così sempre più strettamente legata, o meglio in dipendenza, con la creatività.

Ci siamo tutti ritrovati nell’urgenza di adottare un linguaggio che fosse più efficace nella lontananza che nella vicinanza, come se ciò fosse una novità. In realtà è stata solo una presa di co- scienza, dal momento che, ad essere precisi, proprio su vicinanza e lontananza, spesso più metaforiche che reali, già si sviluppava il rapporto tra fruitori e patrimonio culturale, materiale o immateriale che fosse.

Abbiamo pertanto lavorato a lungo affinché quel cannocchiale con cui si guarda alla cultura, prendendo in prestito la metafora di Carlo Ginzburg, fosse utilizzato correttamente, divenendo sempre più uno strumento di curiosità e di avvicinamento.

Sulla scorta di queste considerazioni riparte l’attività di Palazzo Ducale. Diamo il via ad una stagione che per le istituzioni come la nostra non può che essere un ponte: tra due epoche, tra le conoscenze, tra ricostruzione e futuro. Il programma delle attività è interamente costruito intorno a questo concetto, all’insegna di una logica di rete cittadina, regionale e nazionale, sempre più consolidata e di una radicata consapevolezza che, senza cultura, ogni forma di futuro è preclusa.

Una consapevolezza che inoltre, nel trentesimo compleanno di Palazzo Ducale, diventa faro di libertà, accessibilità, inclusione e speranza.

Luca Bizzarri
Serena Bertolucci
e i lavoratori di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura

[Articolo in aggiornamento]


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