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Pugno contro la cabina dell’autobus alla Fiumara e vetro in frantumi: autista in ospedale, i sindacati chiedono più protezioni

L’aggressione è avvenuta sulla linea 1, in direzione Caricamento. Il conducente è stato portato al Villa Scassi in codice giallo. Le organizzazioni sindacali chiedono la convocazione urgente della Commissione Macchine e controlli sulle cabine di guida

Un diverbio a bordo della linea 1 è finito con un pugno contro il vetro di protezione della cabina. È successo attorno alle 20, alla fermata della Fiumara, in via Pacinotti, mentre l’autobus viaggiava verso Caricamento. L’autista è stato soccorso da un’ambulanza della Croce Rosa Rivarolese e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi in codice giallo, di media gravità.

Secondo la ricostruzione riferita dai sindacati, un passeggero che viaggiava con la famiglia aveva chiesto di scendere dalla porta anteriore, nonostante il divieto. L’autista gli avrebbe lasciato il tempo di raggiungere la porta centrale, anche perché il mezzo era semivuoto. Alla fermata successiva, racconta il segretario di Faisa Cisal Stefano Bertagni, l’uomo avrebbe colpito con un pugno il vetro che separa il posto di guida dal resto dell’autobus, mandandolo in frantumi. La polizia è intervenuta e ha fermato l’aggressore.

Faisa Cisal, Cgil, Cils e Uil hanno espresso solidarietà al conducente e definito l’episodio una violenta ritorsione. I sindacati riferiscono che l’autista non avrebbe riportato lesioni gravi, ma sottolineano la paura e il rischio corsi durante l’aggressione. Segnalano inoltre che il Protocollo per la Sicurezza sottoscritto con Azienda Mobilità e Trasporti e le istituzioni avrebbe consentito di attivare rapidamente le procedure e ottenere l’intervento delle forze dell’ordine.

Per Roberto Piccardo, segretario dell’Ugl, l’episodio conferma la necessità di misure più efficaci contro le aggressioni al personale viaggiante. «Servono leggi severe», ha dichiarato, chiedendo che si intervenga per cambiare una situazione che, a suo giudizio, si ripete troppo spesso.

La linea 1, sostengono Faisa Cisal, Cgil, Cisl e Uil, è da tempo tra quelle considerate più critiche per la sicurezza. La richiesta di verificare e potenziare le protezioni delle cabine era già stata formalizzata il 23 settembre con una lettera all’Azienda Mobilità e Trasporti. Il documento chiedeva la convocazione straordinaria della Commissione Macchine e indicava la necessità di migliorare la chiusura delle cabine delle vetture della serie 7000 e dei mezzi con una configurazione simile, dopo un precedente episodio sulla linea 670.

Secondo i sindacati, a oggi la convocazione non è ancora arrivata. Dopo l’aggressione sulla linea 1, chiedono un incontro immediato e un piano straordinario per controllare e rafforzare i posti guida su tutti i modelli di autobus, non soltanto sulla serie 7000. La richiesta riguarda quindi l’intero parco mezzi, perché le protezioni delle cabine, affermano, devono essere adeguate alle situazioni che i conducenti possono trovarsi ad affrontare durante il servizio.

«Non si può chiedere ai conducenti di svolgere un servizio pubblico essenziale sentendosi indifesi», concludono le organizzazioni sindacali, che chiedono all’azienda di dare priorità alla tutela del personale e degli utenti.

Anche il sindacato ORSA Trasporti Genova esprime solidarietà all’autista aggredito alla Fiumara e sollecita AMT e istituzioni ad agire. Tra le richieste: controlli immediati sulla resistenza delle cabine, maggiori presidi di sicurezza sulle linee più esposte, procedure di emergenza efficaci e un confronto urgente con i sindacati. L’intervento delle forze dell’ordine è stato importante, sottolinea ORSA, ma servono anche prevenzione e protezione del personale: la sicurezza dei conducenti è un diritto.


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