Falcidia e Corso, en plein di gaffe politiche e culturali per i consiglieri leghisti sulla mostra di Tursi

Il consigliere ed ex presidente della Lega nel Municipio Centro Ovest, dipendente del gruppo del Carroccio in Regione, sui social, definisce spazzatura l’opera di arte contemporanea dell’artista e designer di fama mondiale Gaetano Pesce che ha opere esposte al Moma di New York, al Victoria and Albert Museum di Londra, al Centre Pompidou di Parigi e vede tra i maggiori estimatori italiani Vittorio Sgarbi. E, di conseguenza, attacca la mostra voluta dalla giunta del sindaco Marco Bucci e che domani sarà presentata anche dal presidente della Regione Giovanni Toti. Al post di Falcidia arriva il like di Francesca Corso, presidente delle Pari Opportunità del Comune, che forse ignora come la scultura criticata sia il simbolo dell’impegno di Pesce a favore delle donne e degli eventi organizzati dal Comune per sostenere la causa contestualmente alla mostra. Il monumento è infatti il simbolo del pregiudizio maschile che affatica e ostacola la donna in ogni sua forma espressiva

A seguire l’onda dei social (dove spesso a commentare non sono esattamente i più competenti ma solo chi ha più tempo per scorrazzare su internet) per utilizzare l’arma del populismo arraffavoti a tutti i costi a volte si fanno figure di palta da manuale. Ieri il branco Facebook, senza nemmeno tentare di capire, s’è abbandonato alle critiche a una delle opere di Pesce di una mostra diffusa organizzata dal Comune domani. Ci sta, in fin dei conti è Facebook e non è detto che tutti debbano essere laureati o interessati all’arte contemporanea.

E passi per la Cultura: non è scontato che un eletto debba bazzicarla in ognuno dei suoi svariati campi, ma la topica politica è di quelle capaci di stroncare una carriera già di per sé traballante a causa dei risultati non brillantissimi. Oggi al concorso “Un bel tacer non fu mai scritto” the winner is Renato Falcidia che dopo la pessima performance come presidente del Municipio Centro Ovest (criticato dai suoi stessi “soci” di coalizione) ha perso il careghino del parlamentino di zona insieme alla stampella del M5S ed è stato prontamente assunto pro tempore al Gruppo Lega della Regione.

Questa duplice delicata posizione di eletto e dipendente dopo la non ottima performance municipale avrebbe dovuto suggerirgli prudenza, avvedutezza nelle dichiarazioni social anche se sulla bacheca personale e non sulla pagina in cui si auto definisce con tanta auto indulgenza “personaggio politico” e compare orgogliosamente fianco a fianco del leader nazionale Matteo Salvini. E invece no. Forse ascoltando qualche sirena interna che non vede di buon occhio l’assessore alla Cultura Barbara Grosso e soffia nella Lega (dicono i bene informati: temendo la concorrenza nelle quote rosa se andasse a segno il tentativo del partito stesso, almeno per adesso inconcludente, di strapparla a Vince Genova), il laureato in Filosofia (che quindi dovrebbe avere gli strumenti per valutare al netto dell’opinione sui social) Renato Falcidia fa una gaffe che se fosse stata fatta a sinistra e commentata da destra avrebbe potuto essere degna del leggendario operaio trinariciuto Cipputi: scambia per vil rumenta una delle opere di uno degli artisti italiani contemporanei più quotati al mondo. Si tratta di una mostra che vedrà diverse opere sul territorio e molte al museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, una mostra in grado di richiamare, con quella dedicata a Escher aperta al Ducale, un mare di visitatori alla città. Insomma, un valore anche per chi non ama l’arte contemporanea e vuole solo vendere camere d’albergo, pranzi e cene, caffè, gelati e servizi turistici. Non occorre essere laureati in Storia dell’Arte per capire questo. Ieri già parecchi visitatori lombardi “ronzavano” e si facevano selfie intorno alla “Poltrona UP”.

Si tratta di un’opera di arte contemporanea e quindi di per sé non direttamente percepibile, è vero. Ma un “personaggio politico”, prima di mettere le mani sulla tastiera, potrebbe almeno googlare. Si tratta, infatti, della “Maestà tradita” di Gaetano Pesce. “La poltrona “UP”, è ispirata alle forme archetipe delle veneri paleolitiche ed è legata e costretta al suo pouf (“La Palla al Piede”) simbolo del pregiudizio maschile che affatica e ostacola la donna in ogni sua forma espressiva.

Insomma, c’è un messaggio da leggere e questo è “la fatica delle donne”, in ogni cosa. Spiace che non abbia valutato il messaggio dell’opera la presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune, la leghista Francesca Corso, in odor di segreteria provinciale del partito, che s’è affrettata a mettere il like al post sguaiato di Falcidia. La consigliera è neo laureata in Scienze Diplomatiche e quindi anche a lei gli strumenti intellettuali per incuriosirsi, informarsi e capire non mancano.

Per entrambi, oltre a un duro colpo al tentativo della Lega di cancellare la percezione popolare di partito distante dalla Cultura, c’è “l’aggravante politica”, la decisione di criticare, capendo o non capendo l’arte contemporanea (non è richiesto), una iniziativa della propria compagine politica, essendo la Lega sia nella giunta comunale sia in quella regionale. E avendo gli assessori leghisti votato la delibera che porta le opere di Pesce a Genova in una mostra diffusa con diverse opere in città e alcune a Villa Croce, museo di Arte Contemporanea. Per molto meno la minoranza viene passata a fil di spada in consiglio comunale dal Sindaco tutte le settimane. Critiche meno pesanti a Genova Jeans sono state stigmatizzate da tutta la maggioranza del consiglio, Lega compresa.

Falcidia ha poi poi modificato il suo post, ma la toppa è peggio del buco e il riferimento alla spazzatura resta. Si noti il like di Francesca Corso che c’era già nella prima stesura.

Il commissario genovese della Lega Alessio Piana prende subito le distanze dal posti del consigliere di Municipio: «La posizione di Falcidia è personale e non è certo quella del movimento. Bisogna chiedere a lui cosa volesse intendere. la Lega è contenta che ci siano occasioni di presenza di artisti internazionali in città e che l’attività dell’Amministrazione comunale sia proattiva nel fare tutto ciò che può essere fatto per portare persone a Genova per renderla vitale e interessante a più persone possibile». Una posizione “per la città” che fa la differenza, almeno dai suoi compagni di partito.

La posizione di Piana è quella del partito, fino a prova contraria. E allora si rafforza l’idea che ci sia solo una parte della Lega che per qualche motivo prende di mira l’assessore Grosso e che non si ferma davanti a un’iniziativa di prestigio per la città su cui si getta discredito a cuor leggero (cosa che l’esposizione non merita) soffiando sulla pancia della parte meno dotta del partito che sta cercando di scrollarsi di dosso la “patente” di movimento poco avvezzo alla cultura, davanti al pericolo di fare la figura di quelli che di arte contemporanea ne masticano poco (in fin dei conti, poco male visto che non fanno gli assessori alla Cultura), davanti alle complicazioni politiche di una posizione presa sui social non ragionando sul fatto che si è parte di una squadra.

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