Blu di Genova, un progetto per monitorare le microplastiche e la biodiversità delle scogliere cittadine

Una delle prime attività è stata svolta lungo il tratto della scogliera di Nervi compreso tra il Porticciolo e Capolungo, dove sono state condotte osservazioni sulla biodiversità che caratterizza l’area e sono stati monitorati gli impatti antropici attraverso il calcolo di indici di qualità basati sui popolamenti macroalgali ed alla presenza di inquinanti quali le microplastiche

L’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Ias) del Consiglio nazionale delle ricerche di Genova è partner scientifico del progetto “Blu di Genova – Un nuovo modo di scoprire, studiare e proteggere la scogliera cittadina”

Il progetto, finanziato da Fondazione Carige nell’ambito del progetto “Genova blue district – blue New Deal tra volontariato ed innovazione” del Comune di Genova, rappresenta un punto di incontro tra scienza, sport, educazione ambientale, scoperta del territorio, sostenibilità e volontariato: l’obiettivo è, infatti, quello di creare una rete di soggetti in grado di sviluppare un modello di fruizione sostenibile della zona costiera metropolitana per tutelare il capitale naturale e promuovere la (ri)scoperta consapevole del mare sotto casa.

Il progetto, che è coordinato da Guardia Costiera Ausiliaria Regione Liguria e vede la partecipazione, in qualità di partner, anche dell’Università di Genova con il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita (DISTAV) e il Centro per lo Sviluppo della Sostenibilità dei Prodotti (CESISP), Outdoor Portofino, e l’Associazione Ambientalista Marevivo.

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