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Linea Condivisa sul bando da dirigenti Pl: «Metodo e requisiti destano francamente grande perplessità»

Il mirino di Gianni Pastrorino su scadenza corta, pubblicazione breve sulla Gazzetta Ufficiale, mancata richiesta di laurea specifica e limitazione a chi abbia già lavorato in un capoluogo di provincia

Gianni Pastorino (Linea Condivisa), bando assunzione per due dirigenti della Polizia locale di Genova: «metodo e requisiti destano francamente grande perplessità»

«Il concorso pubblico bandito dal comune di Genova per l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di dirigenti della Polizia Locale, con scadenza il 15 settembre 2021, suscita una serie di perplessità tali da augurarsi un’impugnazione di tale bando, che al suo interno ritrova perlomeno quattro motivi che evidenziano una debolezza giuridica del bando stesso – spiega Pastorino -. Innanzitutto è stato deciso un tempo brevissimo per la presentazione della domanda, entro il 15 settembre, di molto inferiore al termine ordinario dei 30 giorni di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Successivamente, nei cosiddetti requisiti specifici, viene indicato il possesso di qualsiasi laurea conseguita con l’ordinamento di studi previgente al Dm n. 509/1999 al posto, invece, delle laurea in Giurisprudenza, Scienze politiche, Economia e commercio, o equipollenti, come avvenuto in passato. In terzo luogo, ai concorrenti è richiesta un’anzianità maturata nei soli Comuni capoluogo di provincia (per esempio Genova, Milano, Savona, Bologna, Imperia ect.), senza distinzione né del numero di abitanti, né delle funzioni sostanzialmente esercitate dal concorrente. In ultimo, non si prevede nessuna riserva del 50% per il personale interno all’amministrazione, come delineato dal decreto Reclutamento (Dl n. 80/2021)».

«Naturalmente, – dichiara il capogruppo regionale di Linea Condivisa – tutto questo, per occupare posizioni rilevanti in uno dei settori più strategici e delicati dell’amministrazione pubblica, ossia quello della Polizia locale».

«Per quale motivo vengono previste così tante specificità per un concorso pubblico di tale importanza? – chiede il consigliere regionale Pastorino –. Non si rischia di determinare un equivoco, distaccando così tanto un bando di questo tipo da quelli che sono i percorsi usuali e consolidati di reclutamento amministrativo? Perché inserire la mancata specificità della laurea, per cui anche un medico, un architetto, potrebbero concorrere ad una carica che ha assolutamente una valenza giuridica ed amministrativa?».

Il gruppo consiliare Linea condivisa si interroga sul perché si sia deciso di delimitare soltanto ai capoluoghi di provincia la possibilità di partecipazione al concorso, creando così contraddizioni evidenti. Ad esempio un dipendente di Sanremo, che conta più abitanti di Imperia, non può infatti accedervi.

«Perché in ultimo, – domanda il consigliere Gianni Pastorino – restringere di molto i tempi di presentazione delle domande, non garantendo quell’adeguata pubblicità che invece è garanzia tipica dei bandi di reclutamento? Bene hanno fatto quindi talune forze politiche e taluni consiglieri comunali ad esporre le proprie perplessità, chiedendo delucidazioni, in aula, al riguardo».

Il capogruppo di Linea condivisa Gianni Pastorino, così conclude: «I bandi di reclutamento sono lo specchio principale con cui le pubbliche amministrazioni si presentano ai propri cittadini, sono quello strumento con cui si chiede di entrare, a donne e uomini, a far parte della PA, per assumere importanti funzioni, in questo caso addirittura dirigenziali. Se vengono meno alcune certezze, si rischia di restituire un pessimo messaggio alla cittadinanza. Ci auguriamo perciò che il sindaco Bucci sia in grado di esporre esaurienti delucidazioni a queste nostre perplessità, perché un bando di tale portata dev’essere giuridicamente ineccepibile».

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