Per i politici regionali il Basso Piemonte non esiste. Stavolta la gaffe geografica è di Sansa

La differenza è che Toti, massese di nascita e milanese di adozione, parlò di Novi Ligure come cittadina “nostrana” da “foresto”, all’inizio della campagna elettorale del primo mandato mentre il capogruppo della lista regionale che porta il suo nome in questa terra c’è nato e cresciuto eppure pensa (e scrive) che lo svincolo A7-26 sia in Liguria

La prima gaffe Toti la fece nel lontano aprile 2015, quando era stato appena nominato candidato alla Presidenza della Regione e probabilmente la Liguria la conosceva solo per le vacanze al mare. Vero che Varese Ligure e Campo Ligure sono in Liguria, ma Novi Ligure (come Cabella Ligure, Cantalupo Ligure) sono nell’Alessandrino. Novi, dal 1818 al 1859, fu anche capoluogo di provincia, fino a quando il governo Rattazzi decise di incorporare il Comune in quella istituenda di Alessandria e quindi di conseguenza al futuro Piemonte.

Poi ce ne fu un’altra fatta dal presidente (o, più facilmente, da chi per lui): un peccato veniale perché l’errore fu di appena un chilometro perché venne usata per la campagna promozionale regionale un’immagine del Lago Nero, in Alta Val Nure. Insomma, questione di scattare la foto da una parte o voltarsi e scattare da quella opposta. I piacentini, la presero malissimo, però. E gridarono (ironicamente) all'”esproprio mediatico dei poteri forti” sospettato di essere una vendetta per la recente sconfitta dell’Entella da parte della squadra locale. Quella volta rilanciarono anche la madre di tutte le gaffe totiane, quella sul comune dell’Oltregiogo.

Anche il consigliere regionale, ex candidato presidente della Regione per il centrosinistra, è caduto sul Piemonte dimostrando come l’area tra Novi e Tortona sia il buco nero della misconoscenza geografica della politica regionale. Oggi Sansa, nel suo post in cui rilancia il post di Mancini, rimasto bloccato, stanotte, in autostrada per le chiusure relative ai lavori, nella bretella tra la A7 e lo svincolo per la A26 (secondo il Ct della nazionale senza alcuna segnalazione per evitare che gli automobilisti si immettessero nel tratto chiuso), Sansa parla di “cantieri in Liguria”, ma quello svincolo è addirittura a nord di Novi Ligure che, abbiamo visto, ligure non è più da tanto tempo.

La gaffe del politico di centrosinistra non è sfuggita a Loris Viari, membro attivo dell’Anpi e militante storico della sinistra, che certo non si può accusare di avere verso Sansa un pregiudizio di tipo politico. Il pregiudizio è squisitamente geografico. Nella risposta sua risposta sui social, scritta con la penna rossa della maestrina di De Amicis, si legge chiaro lo sconforto per una classe politica che, a 360 gradi, ha perso non solo la bussola, ma anche la cartina.

L’inconsapevolezza geografica del capogruppo della lista che porta il suo stesso nome ha un aggravante: Sansa è nato a Savona e non a Massa Carrara (che è in Toscana) come Toti e ha studiato a Genova al collegio degli Emiliani a Nervi. Sempre a Genova si è laureato. È iscritto all’ordine dei giornalisti della Liguria (Toti a quello della Lombardia). Confondere il Basso Piemonte con la Liguria, per un ligure, è quasi grave come confondere la salsa verde con il pesto.

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