Haters di Ferragosto: la bufala su Strada picchiatore. Intanto Anpi chiede le dimissioni di Biamonti

Il consigliere comunale di Cogoleto, noto per aver fatto il saluto romano in aula, continua a rappresentare i cittadini anche se sospeso dalla Lega per la mano tesa nel Giorno della Memoria. Ha commentato sui social augurando l’inferno a Gino Strada sotto un post di Calderoli che, invece, ne riconosceva la dote di aver saputo lottare per le proprie idee. Altri utenti, invece, nei commenti, hanno replicato la bufala secondo la quale il fondatore di Emergency in gioventù sarebbe stato un picchiatore politico armato di chiave inglese. Ma è falso

Le bufale non risparmiano nemmeno i morti, tanto più se sono l’icona di un impegno civile senza distinguo e discriminazioni che a qualcuno non va giù. Ha ripreso a girare, con le opportune correzioni, su whatsapp, telegram e messenger il messaggio fake che già aveva infangato Gino Strada da vivo e ora, cosa ancora più grave, lo accusa quando è appena morto di essere stato, da giovane, un picchiatore politico dell’ultrasinistra, aggiungendo che avrebbe avuto l’abitudine di girare con l’eskimo e una grossa chiave inglese. Non risulta, però, nelle liste dei tanti che, negli anni ’70 e su opposti fronti politici, a Milano si affrontavano con armi proprie o improprie. Nessuno lo ha mai visto partecipare a quegli scontri. La notizia è totalmente destituita di fondamento e viene fatta girare per motivi meramente politici. Tanta destra ha abboccato e sta propagando il messaggio bufala destituito di ogni fondamento. Tanto che sotto il post di Calderoli sono parecchi quelli che ripescano la fandonia, rilanciandola.

Il riferimento alla chiave inglese e ai picchiatori di estrema sinistra ricorrente dalla morte del medico su bacheche social e messaggerie varie con cui si accusa Gino Strada di essere stato un sessantottino comunista violento, riportarono alla memoria l’omicidio di un giovane studente di destra, Sergio Ramelli, ucciso a Milano nel 1975 da un gruppo di giovani armati di chiave inglese Hazet 36. In quel periodo, Gino Strada frequentava la facoltà di Medicina presso la Statale di Milano e faceva parte del Movimento Studentesco, un’organizzazione extraparlamentare di sinistra. Non c’era però, alcun collegamento tra il futuro fondatore di Emergency e l’organizzazione studentesca di cui Strada faceva parte, con l’omicidio di Sergio Ramelli, visto che le indagini condotte portarono all’individuazione dei colpevoli appartenenti questi, al servizio d’ordine di un altro gruppo extraparlamentare di estrema sinistra, Avanguardia operaia.

Le stesse cose furono ripetute nel 2004 da Gigi Moncalvo, all’epoca direttore della Padania in TV a “porta a porta” da Bruno vespa. Nel 2007 Moncalvo fu condannato dal tribunale di Roma a pagare Gino Strada ed Emergency a ben 150mila euro di risarcimento danni.

Provata menzogna anche quella che avesse magione e capitali in svizzera.

Un’altra bufala diffusa, questa volta dai no vax, vede la morte del fondatore di Emergency a seguito del vaccino. Anche questa “informazione” è falsa.

Per tornare al commento del consigliere di Cogoleto Francesco Biamonti sulla bacheca di Calderoli, è stato rimosso, ma è stato screenshottato prima che fosse cancellato.

In merito al commento del consigliere, Anpi ha inviato un comunicato

Lo scherno contro Gino Strada dopo il saluto fascista in consiglio comunale: fuori dalle istituzioni il consigliere leghista

Non è un colpo di sole ad aver suggerito a Francesco Biamonti, esponente leghista e consigliere comunale a Cogoleto, di scrivere parole offensive e di scherno contro Gino Strada, il fondatore di Emergency scomparso improvvisamente nei giorni scorsi. È lo stesso concetto di fascismo morale che il consigliere – che benché sospeso dal suo partito continua a svolgere il mandato amministrativo – aveva già espresso il 27 gennaio scorso facendo il saluto romano nel consiglio comunale apertosi con la commemorazione del Giorno della Memoria.
Anpi Genova chiede ora un segnale forte: o il consigliere, vista la sua incapacità a partecipare alla vita democratica, sceglie l’auspicata via delle dimissioni, o siano le istituzioni, al massimo livello, a dichiararne l’incompatibilità. In un’estate già piena di segnali allarmanti, come la richiesta di tornare a intitolare a Arnaldo Mussolini il parco Falcone e Borsellino a Latina, o addirittura di riportare al nome di Hitler il Piazzale dei Partigiani a Roma – propositi esposti da altri esponenti leghisti, inaccettabili nei loro ruoli attuali e futuri – l’insulto a Gino Strada, uno degli italiani migliori, non solo è ributtante, ma ci mostra l’urgenza di interventi concreti per rimuovere dagli incarichi pubblici chi gioca con il fuoco delle parole contro i diritti civili e democratici.
ANPI Genova

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: