Ponte Morandi, Toti: «La Regione valuta di costituirsi parte civile al processo»

Il presidente della Regione Liguria: «È doveroso ricordare le 43 vittime del crollo del ponte Morandi, ma è doveroso soprattutto venire qui ogni anno a promettere che non accadrà mai più»

Gli avvocati della Regione Liguria stanno valutando di costituirsi parte civile al processo per il disastro del Ponte Morandi. Lo ha detto il presidente Giovanni Toti questa mattina a margine della cerimonia di ricordo del crollo, spiegando che potrebbe non essere l’unico modo per tutelare gli interessi del territorio. «Quando sarà il momento, la Regione Liguria farà tutto ciò che serve per garantire supporto a un processo importante e soprattutto risarcimenti a un territorio che ha sofferto tanto» ha detto il presidente.

«Siamo qua per non dimenticare e per questo abbiamo messo la prima pietra del Memoriale che sarà al centro di un grande recupero di quest’area – ha detto durante la cerimonia commemorativa -. I memoriali servono ad archiviare brutti ricordi del passato, a sublimarli, a consegnarli alla storia per continuare a vivere. È umano. Ma questo è un sentimento che oggi non possiamo provare: quel memoriale deve ricordarci tutti i giorni quello che abbiamo passato, deve ricordarci quali sono i doveri di ciascuno di noi il dovere di ciascuno di noi e prima di tutto il dovere di giustizia nei confronti delle 43 vittime e dei loro familiari».

«Sono passati tre anni da quel terribile 14 agosto del 2018 – ha aggiunto Toti – sembra passato tantissimo tempo, sono stati tre anni intensi e complicatissimi in cui abbiamo affrontato anche il Covid. Ma allo stesso modo sembra che sia passato pochissimo tempo: attraversando il capannone in cui si trovano le rovine sotto sequestro della magistratura ho avuto l’impressione che fossero passati pochi istanti da quella tragedia, nonostante da allora siano trascorsi tanti altri momenti dolorosi».

«Oggi comincia il processo – ha proseguito il Presidente – e mi auguro che, in nome di quel dovere di giustizia che in uno stato come il nostro è anche bisogno di verità, cali silenzio dell’aula in cui la legge è uguale per tutti e parlano i magistrati checringrazio per lo straordinario lavoro fatto dino ad oggi senza polemiche e senza i cattivi consiglieri del passato. Dobbiamo ricordarci, ogni volta che stiamo in coda in autostrada, noi a maggior ragione, del Ponte Morandi, di quella mattina e di chi ha perso vita: mettere in sicurezza nostra strade e autostrade è un dovere che, per la memoria delle 43 vittime e di quella mattina, dobbiamo a noi stessi e a tutti coloro che su quelle infrastrutture passeranno in futuro. Dobbiamo farlo con il minor disagio possibile ma è un dovere assoluto dire oggi a noi stessi che non accadrà mai più e che faremo tutto possibile perché non accada mai più».

«L’anno scorso avevo concluso il mio intervento ricordando 2 frasi: “mai più”, perché mai dovrebbe succedere quello che è accaduto a Genova, e “sempre così”, ringraziando la struttura commissariale e chi ha partecipato alla ricostruzione che credo abbia ridato fiducia al Paese, aiutando la nostra città e questa regione ad affrontare le disgrazie successive con un altro spirito. Oggi – ha concluso Toti – dico che quel memoriale deve aiutarci tutti a tenere gli occhi bene aperti, anzi spalancati su quelli che sono i nostri doveri, senza archiviare il dolore in uno stupendo mausoleo ma, passandoci dentro ogni volta, ricordare che ogni funzionario e ogni cittadino ha doveri precisi per far sì che nessun’altra comunità si ritrovi in un giorno qualsiasi dell’anno a ricordare, come noi oggi, qualcosa che non doveva accadere».

Hanno partecipato alla commemorazione presso la Radura della Memoria anche gli assessori regionali alla Protezione Civile e Infrastrutture Giacomo Giampedrone, all’Edilizia e Urbanistica Marco Scajola e ai Trasporti e Occupazione Gianni Berrino.

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