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Guardia medica pediatrica e sostegno al Gaslini, Alleanza Verdi e Sinistra lancia la raccolta firme per un nuovo piano infanzia

Selena Candia e Jan Casella chiedono una proposta di legge da inserire nel piano socio-sanitario regionale: fondo per il Gaslini, riapertura dei punti nascita chiusi e più cure nella transizione tra infanzia ed età adulta

Una guardia medica pediatrica per evitare che le famiglie siano costrette a rivolgersi ai pronto soccorso o ai privati quando un bambino ha bisogno di assistenza fuori dagli orari ordinari. Un fondo regionale a sostegno dell’ospedale pediatrico Gaslini, dopo il calo degli stanziamenti. La riapertura dei punti nascita chiusi e un rafforzamento delle cure nelle fasi di passaggio tra infanzia e adolescenza. Sono i punti principali della proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta da Selena Candia, capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, e da Jan Casella, consigliere regionale di AVS, che questa mattina hanno avviato in Liguria la raccolta firme.

La proposta nasce con l’obiettivo di portare il tema dell’assistenza pediatrica e della natalità dentro il nuovo piano socio-sanitario regionale. Alla presentazione hanno partecipato anche Andrea Fiori, presidente dell’associazione Cuore di Bimbo, Simona Traspendini della Federazione italiana associazioni genitori e guariti oncoematologia pediatrica e Gabriella Spezzano dell’Associazione ligure del bambino emopatico ed oncologico. Il messaggio politico dei promotori è netto: non si può parlare di contrasto alla denatalità se poi le famiglie non trovano risposte adeguate quando hanno bisogno di cure per i figli.

Secondo Candia, la mancanza di una guardia medica pediatrica produce un effetto immediato sul sistema sanitario. I genitori, in assenza di alternative, finiscono spesso per rivolgersi ai pronto soccorso, aggravando la pressione su reparti già in difficoltà, oppure scelgono professionisti privati, pagando di tasca propria una prestazione che, secondo la capogruppo regionale, dovrebbe invece essere garantita dal servizio pubblico.

«L’attuale mancanza di una guardia medica pediatrica costringe i genitori a rivolgersi ai pronto soccorso, intasandoli e peggiorando ulteriormente l’assistenza in reparti già sotto forte stress, oppure a professionisti privati, pagando per un servizio che dovrebbe essere garantito», afferma la capogruppo, che lega la proposta anche alla prevenzione nei primi anni di vita. Per la consigliera regionale, investire nei primi mille giorni dei bambini significa ridurre in prospettiva i costi sanitari futuri e intercettare prima bisogni, fragilità e corretti stili di vita.

Il secondo fronte è quello del Gaslini. Candia denuncia che nel 2025 l’ospedale pediatrico avrebbe ottenuto 8 milioni di euro di stanziamenti in meno rispetto al 2024, con una perdita attribuita soprattutto al governo nazionale, che secondo la consigliera avrebbe tagliato 6 milioni in un solo anno. La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra critica anche le risposte regionali, ritenute insufficienti davanti alle necessità del territorio.

Nel mirino finisce, in particolare, la soluzione adottata per la provincia di Imperia, con il trasferimento di un ginecologo due volte al mese per effettuare le ecografie obbligatorie in gravidanza. Per Selena Candia, 14 ecografie mensili non bastano a coprire la domanda di un’intera provincia e rappresentano una risposta temporanea, non una politica strutturale. La richiesta è quindi di rafforzare l’assistenza materno-infantile con misure stabili e non con interventi considerati emergenziali.

Sul tema dei pediatri interviene anche Jan Casella, che richiama la carenza nazionale e le ricadute liguri. «La mancanza dei pediatri è un problema molto sentito nella nostra regione. È inutile lamentarsi per la denatalità e l’inverno demografico, se poi alle famiglie non viene garantita un’adeguata assistenza medica per i bambini», sostiene il consigliere regionale di AVS, ricordando come in Italia manchino circa 500 pediatri.

La proposta di legge rilancia anche il tema dei punti nascita. Per Jan Casella, la situazione più critica è nel ponente savonese, dove la chiusura del punto nascita di Pietra Ligure, inizialmente indicata come temporanea, prosegue ormai da anni. Il risultato, secondo il consigliere regionale, è che nella provincia di Savona si continua a nascere solo nel capoluogo, con distanze e tempi di percorrenza giudicati eccessivi per le future madri.

«Nel ponente savonese, la situazione dei punti nascita è scandalosa. Nel 2020 è stato chiuso quello di Pietra Ligure: doveva essere una chiusura temporanea, invece dura da 6 anni e in provincia di Savona si continua a nascere solo nel capoluogo», afferma Casella. Il consigliere richiama anche i casi di madri costrette a partorire in ambulanza o nelle piazzole dell’autostrada, episodi che considera incompatibili con un sistema sanitario capace di garantire sicurezza e prossimità.

La raccolta firme punta quindi a costruire consenso attorno a un pacchetto di interventi che tiene insieme pediatria territoriale, sostegno al Gaslini, riapertura dei punti nascita e continuità assistenziale. Il filo conduttore è l’idea che infanzia e natalità non possano essere trattate solo come temi sociali o demografici, ma debbano diventare una priorità sanitaria regionale.

Per Candia e Casella, la nuova programmazione socio-sanitaria della Liguria dovrà dare risposte concrete alle famiglie, ai bambini e agli adolescenti. La proposta di legge di iniziativa popolare diventa così uno strumento politico per chiedere più assistenza pediatrica, più prevenzione e un’organizzazione dei servizi meno distante dai territori.


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