Economia turismo 

Turismo, alberghi pieni anche in città. Ora gli albergatori guardano a settembre

Laura Gazzolo, presidente della Sezione Turismo, Cultura e Comunicazione di Confindustria Genova: «Forte movimento, anche noi siamo stupiti. Si allungano i pernottamenti». Gianluca Faziola, presidente dell’Associazione Albergatori di Genova – Confcommercio: « Dovrebbero iniziare turismo business, i congressi, i meeting e su questi certezze non ne abbiamo ancora»

Alberghi quasi pieni a Genova e non solo quelli più vicini alle riviere, che di solito si riempiono quando gli hotel delle località balneari hanno registrato il tutto esaurito. «C’è un movimento che lascia anche noi albergatori stupiti – spiega Laura Gazzolo, presidente della Sezione Turismo, Cultura e Comunicazione di Confindustria Genova -. Il mio albergo (l’Ac Hotel di corso Europa n. d. r.) si è sempre lavorato a luglio agosto, quando la riviera era piena. Il fenomeno accade anche in centro, però: parlando coi colleghi, anche loro si sono detti stupiti. Ieri su Booking le ultime camere si vendevano a 200 euro e i prezzi alti si registrano solo quando di camere ne rimangono poche da vendere».
«C’è tantissimo passaggio – prosegue la presidente di Turismo e Cultura di Confindustria -. Molti prenotano all’ultimo minuto, anche su internet, col telefonino, quando sono già vicini all’hotel. Altri entrano senza prenotazione. Sono italiani e tanti stranieri, Francesi, persone che arrivano dall’Europa dell’Est. Moltissimi gli svizzeri. Ci sono giovani, coppie, gruppi e tante famiglie. Arrivano di solito con le loro auto, anche con più auto». La pandemia ha cambiato anche il modo di viaggiare: in tanti evitano i trasporti di gruppo e si muovono con mezzi propri.

«La scorsa settimana – aggiunge Gazzolo – non si trovava più una camera. Il periodo di soggiorno si è allungato. Alcuni prenotano per 3 giorni e se ne vanno dopo uno, ma i più restano e allungano il periodo. In molti si fermano da 5 a 7 notti e proprio in questi giorni è arrivata una persona che si fermerà addirittura per 9 notti».

Insomma, sembra confermata la rilevazione di Assoturismo Confesercenti che parlava, nei giorni scorsi, del fine settimana precedente, il primo del mese di agosto (domenica era il 1º agosto) parlando di un’occupazione superiore all’83%. Fabio Serpi coordinatore di Assohotel Confesercenti Genova, con riferimento al capoluogo ligure aveva parlato di «situazione ancora complicata per le città d’arte e, a maggior ragione, delle city break come Genova. Anche se la promozione 1+1 elaborata dal Comune e dalle associazioni di categoria ha dato risultati positivi, sicuramente c’è ancora tanto da recuperare soprattutto nell’infrasettimanale». Le difficoltà sembrano, però, già recuperate.

«Luglio è andato bene e anche agosto sta andando bene – dice Gianluca Faziola presidente dell’Associazione Albergatori di Genova – Confcommercio -. Beneficiamo anche in città del pienone in riviera. Gli ospiti? Gente di passaggio che visita anche Genova. Improvvisamente, dai primi giorni di luglio, sono tornati gli stranieri. Se il 1º luglio mi avessero detto che sarebbe successo in capo a qualche giorno non ci avrei creduto. Non siamo ai livelli del 2019, ma sono più di quelli che ci aspettavamo e questo ci consente di guardare a settembre con un po’ più di serenità. Ora c’è la voglia della gente di fare vacanza, ma a settembre cambia il mercato. Dovrebbero iniziare turismo business, i congressi, i meeting e su questi certezze non ne abbiamo. Usciamo da un anno e mezzo devastante, ce lo porteremo dietro per un lustro. Le aziende si indebitano, di solito, per ristrutturare, per migliorare l’offerta e goderne i benefici e, con questi, pagare i debiti. Stavolta le imprese di sono indebitate aziende pesantemente per superare le chiusure».
Da dove arrivano i visitatori? Anche in centro «Gli stranieri, nell’ordine, dalla Francia, dalla Germania e dalla Svizzera – conclude Faziola -. C’è anche chi arriva da più lontano, ma in linea di massima si sceglie una meta vicina perché la vicinanza rassicura. Gli italiani, invece, arrivano un po’ da tutta la penisola, anche se il bacino principale è sempre il Nord».

Molto importante è l’allungamento del periodo di soggiorno, a Genova-città piuttosto compresso e, prima del Covid, in calo da parecchio tempo. Gli albergatori hanno tentato di ricostruire il perché di questo boom. Esclusa una delle potenziali ragioni e, cioè, la possibilità che le persone destinate a partire in traghetto o con le navi da crociera arrivassero prima per non affrontare i guai alle nostre autostrade il giorno della partenza. Non è così, però. Pochi di quelli che devono partire in nave anticipano l’arrivo. «Quello che sta succedendo – dice Gazzolo – è ancora tutto da analizzare, da capire. Certamente il Covid ha cambiato il modo di viaggiare», e non solo per quanto riguarda il vettore.

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