Spesa pubblica per Genova Jeans, la minoranza chiede convocazione del Consiglio di Tursi

Partito Democratico, Lista Crivello, Movimento 5 Stelle, Chiamami Genova e Gruppo Misto-Psi contestano l’investimento di denari pubblici: la gran parte del capitale che sarà impegnato nella manifestazione: 1 milione e 130mila euro: «L’analisi del budget rivela costi esorbitanti che appaiono fuori mercato anche in relazione alla durata della manifestazione»

«L’esame degli atti della Giunta Comunale e della Giunta Regionale ha fatto emergere che la manifestazione Genova Jeans in programma dal 2 al 6 settembre prossimi costerà complessivamente 1.398.897,32 Euro – dicono i consiglieri comunali di Partito Democratico, Lista Crivello, Movimento 5 Stelle, Chiamami Genova e Gruppo Misto -. Il budget è sostanzialmente triplicato rispetto alla previsione di 550.000 Euro indicato nella Delibera di Giunta Comunale n.301/2020 del 24.12.2020. È del tutto singolare, inoltre, che a fronte di un’esplosione dei costi, l’apporto di risorse pubbliche sia passato da 200.000 Euro agli attuali 1.130.000 Euro. L’analisi del budget rivela costi esorbitanti che appaiono fuori mercato anche in relazione alla durata della manifestazione, di 5 giorni».


I consiglieri citano:
− Euro 119.645,40 per Website & Digital Platform;
− Euro 33.271,41 per la cena Gala Dinner;
− Euro 67.072,65 per spese di viaggio e pernottamento;
− Euro 179.340,00 per l’agenzia di comunicazione Eco-Age.

«A fronte di un’imponente erogazione di denaro pubblico, titolare del marchio della manifestazione risulta il neo costituito ente privato del terzo settore Comitato Promotore Genova Jeans, tra i cui soci compaiono soggetti che saranno fornitori della manifestazione, con evidente conflitto di interesse e violazione del divieto di scopo di lucro – proseguono i consiglieri -. I Gruppi di minoranza hanno in questi giorni presentato diverse richieste di interrogazione alla Giunta, e di accesso agli atti per acquisire la documentazione che non risulta allegata alla delibera. Non avendo ricevuto risposte, e nell’impossibilità di far sentire la nostra voce a Palazzo Tursi visto che il prossimo Consiglio comunale è convocato per il 7 settembre quando la manifestazione sarà conclusa, i consiglieri comunali di Partito Democratico, Lista Crivello, Movimento 5 Stelle, Chiamami Genova e Gruppo Misto hanno chiesto ai sensi dell’articolo 30 dello Statuto la convocazione del Consiglio Comunale entro 20 giorni al fine di discutere della questione. Consideriamo grave, particolarmente nel presente contesto economico e sociale, che il Comune possa impiegare ingenti risorse pubbliche al di fuori di una rigorosa valutazione di congruità dei costi e di effettive ricadute sulla città. Ancora più grave è che una decisione del genere sia stata presa nella più totale opacità, senza neppure sentire l’esigenza di motivare il quasi triplicamento dei costi. Attenderemo le risposte della Giunta in Consiglio Comunale, ed esaminati i documenti che ci saranno forniti, porremo in essere ogni azione tesa a fare chiarezza sull’utilizzo dei denari di tutti i genovesi».

La richiesta di convocazione urgente del consiglio è firmata da Alessandro Terrile, Stefano Bernini, Cristina Lodi, Alberto Pandolfo, Claudio Villa (Gruppo PD); Giovanni Crivello ed Enrico Pignone (Lista Crivello) Stefano Giordano, Luca Pirondini, Fabio Ceraudo, Giuseppe Immordino e Maria Tini (M5S); Paolo Putti (Chiamami Genova) e Ubaldo Santi (Gruppo Misto-Psi). Dell’opposizione manca solo Italia Viva e sembra essere questa un’altra testimonianza del disallineamento del partito dal blocco della sinistra in cui i consiglieri sono stati eletti (uno nel Pd, due nella Lista Crivello).

C’è da aggiungere che il finanziamento da 470 mila euro da Ice più i 10 mila di Liguria International devono ancora passare dal cda della società della Regione Liguria, partecipata dal sistema delle Camere di Commercio liguri, dedicata all’attuazione e al coordinamento delle politiche regionali in materia di internazionalizzazione. La società ha il compito di promuovere il sistema economico ligure nello scenario internazionale lavorando su programmi specifici a favore dei principali settori dell’economia. In Liguria non esiste alcun distretto tessile che tratti jeans o altri tessuti.

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