Battibecco tra Sansa e giunta regionale sullo stipendio del segretario generale

Secondo Sansa il trattamento retributivi sarà di 291.461 euro, «più del presidente Mattarella» La replica: «Il trattamento economico del Segretario Generale della Giunta regionale è, poi, sostanzialmente in linea con quello del Segretario Generale del Consiglio regionale»

«Il Segretario generale della Regione Liguria avrà un “trattamento retributivo onnicompensivo” di 291.461 euro. Oggi il segretario è Pietro Paolo Giampellegrini, braccio destro di Giovanni Toti. Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, a quanto riportano i giornali guadagna 239mila euro. Possibile?», così il consigliere regionale Ferruccio Sansa. 
«È quanto emerge da un emendamento che Toti ha presentato ieri in Consiglio Regionale: “Il trattamento economico del segretario generale della Regione Liguria è costituito da 45.260 euro (retribuzione tabellare), 316 euro (vacanza contrattuale) e 84.730 euro (retribuzione di posizione)”, si legge. Farebbero 130.308 euro -. spiega una nota del gruppo Sansa in Regione – A tale ammontare si aggiunge la maggiorazione del 26 per cento, prevista dalla norma in corso di approvazione, corrispondente a 33.880 euro”, si legge. Ecco, l’aumento: se 130mila euro non bastavano, con l’emendamento proposto ieri da Toti se ne aggiungevano altri 33.880. È inoltre prevista un’integrazione di euro 49.256… a seguito di misurazione e valutazione positiva della performance”. E così siamo già saliti a 213.446 euro. Quasi come Mattarella. Ma non è ancora finita: “Sono aggiunti gli oneri riflessi e lrap a carico dell’amministrazione quantificati in euro 59.872 euro ed euro 18.143 euro. È così risultante un ammontare complessivo di 291.461 euro”».

«È tutto scritto nell’emendamento che Toti ha cercato di inserire nel bilancio con uno di quegli emendamenti infilati all’ultimo momento, un po’ di soppiatto, così magari nessuno se ne accorge – spiega Sansa, aggiungendo che nella norma non c’è soltanto il trattamento economico da Capo di Stato -. Si legge: “Il segretario generale è collocato al di fuori della dotazione organica regionale e opera alle dirette dipendenze del Presidente della Giunta regionale. Ed è gerarchicamente sovraordinato ai Direttori Generali” . Insomma, una figura cardine del potere regionale, con poteri superiori ai direttori generali, scelto direttamente da Toti. E messo su una poltrona che ci costa 291mila euro l’anno».

Risponde la Regione: «L’emendamento modificativo della legge regionale n. 59/2009, sullo stato giuridico e sul trattamento economico del Segretario Generale della Giunta regionale espone, nella relazione, le motivazioni per cui lo stesso è stato predisposto e presentato in aula. L’emendamento ha trasformato la proposta in una responsabilizzazione del Presidente della Giunta regionale che, come da prassi generalizzata nel rispetto delle norme vigenti, attribuisce direttamente l’incarico di Segretario Generale. Quanto al trattamento economico, l’emendamento prevede che lo stesso sia a pari a quello dei Direttori Centrali (130.308,57 euro), incrementato del 26% e, quindi, pari ad uno stipendio base complessivo pari a euro 164.189, integrabili in misura variabile di anno in anno, in base alla percentuale degli obiettivi raggiunti. Il tutto invariato rispetto al compenso già attualmente previsto sin dal 2015. Il trattamento economico del Segretario Generale della Giunta regionale è, poi, sostanzialmente in linea con quello del Segretario Generale del Consiglio regionale. La scheda degli elementi finanziari a corredo dell’emendamento spiega con trasparenza e puntualità la composizione non della retribuzione ma dei costi massimi che Regione può sostenere, comprensivi di oneri riflessi ed Irap a carico dell’amministrazione che devono essere indicati nel bilancio. Il Consigliere Sansa dimostra una scarsa capacità di comprensione e approfondimento degli emendamenti, nonché delle elementari norme fiscali e di bilancio vigenti. Si ritiene quantomeno inopportuno il paragone con la retribuzione del Capo dello Stato. La valutazione del consigliere Sansa è chiaramente distorsiva della realtà dei fatti, in quanto tesa unicamente alla ricerca di un titolo giornalistico a buon mercato, a scapito di ogni evidenza».

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