Portuale genovese arriva al casello con 4 chili di hashish. Arrestato dai Carabinieri

Il capopattuglia, con 41 anni di servizio alle spalle, ha percepito l’insolito nervosismo del quarantunenne a fronte di un normale controllo stradale e ha deciso di controllare l’auto approfonditamente. Sulla Ford Focus l’uomo portava 40 panetti di droga

Una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Genova nel pomeriggio dello scorso 22 luglio, durante un predisposto servizio per il controllo della circolazione stradale nei pressi dei caselli autostradali, ha tratto in arresto un operaio portuale genovese di 41 anni, per “detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti”. 

Il 41 enne, B.A., alla guida della sua autovettura, una Ford Focus, è stato fermato all’uscita del casello autostradale di Ge-Est da un equipaggio del Nucleo Radiomobile per un controllo di routine. Fin dalla fase dell’identificazione il conducente del mezzo ha manifestato un evidente nervosismo, eccessivo rispetto a quello che poteva essere il timore per gli ordinari accertamenti relativi al controllo della regolarità dei documenti attinenti alla circolazione stradale, pertanto l’esperto capo pattuglia, un Brigadiere Capo di decennale esperienza, 62enne, con 41 anni di servizio alle spalle, gli stessi dell’arrestato, e ben 26 sulle gazzelle dell’Arma, decideva di approfondire i controlli. La Banca Dati delle FF.PP. dava conferma ai sospetti del decano sottufficiale rivelando un curriculum vitae del conducente legato ai traffici di stupefacenti.

Il Brigadiere, unitamente al suo autista, decideva di sottoporre a perquisizione il sempre più irrequieto conducente che all’interno del portabagagli custodiva tutto il necessario per un pic nic: una borsa frigo con delle bottiglie di birra; della focaccia; un paio di panini e, in un sottofondo, 40 panetti di “hashish”, per un peso complessivo di 4 chilogrammi e per un valore commerciale al dettaglio di oltre 20.000,00 euro. A questo punto con l’ausilio di personale specializzato del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, i militari hanno proseguito la perquisizione presso l’abitazione dell’ormai acclarato “trafficante”, nel quartiere di Marassi, dove hanno rinvenuto e sequestrato materiale riconducibile all’attività illecita: 6 telefonini attivi; denaro in contanti, nonché un’agenda relativa alla contabilità dello spaccio. Terminate le formalità di rito l’operaio-imprenditore è stato associato presso la Casa Circondariale di Ge- Marassi. 

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