No vax, anti green pass e razzisti, Toti nel mirino degli hater sui social. Piovono le minacce

Attacchi per i post sui vaccini, sul green pass, su Paola Egonu che sarà portabandiera olimpica a Tokyo. Si è scatenata la macchina del fango, ma non viene da sinistra. Nessun messaggio di solidarietà dal vicepresidente e dall’assessore leghista no green pass, né da Rixi né da altri esponenti della Lega. Eppure Salvini, in analoga occasione, aveva incassato la solidarietà di Toti. Al di là degli insulti, la maggior parte delle critiche viene da account fake o di simpatizzanti del Carroccio. La campagna elettorale per le amministrative sui social è già cominciata. E non in un bel clima

I commenti minacciosi sono stati inviati al Prefetto e al Questore, oltre che alla Digos e le denunce saranno formalizzate nei prossimi giorni

Le manifestazioni di solidarietà sono arrivate da Ilaria Cavo e da Cambiamo e anche dal Senatore Pd e presidente della Commissione Difesa Roberta Pinotti: «Ha fatto bene Giovanni Toti a denunciare pubblicamente le gravissime minacce che gli hanno rivolto. Piena solidarietà. Il vaccino e il Greenpass sono strumenti necessari per superare la pandemia».

Solidarietà anche dal Sindaco Marco Bucci

Lega, “morale” a corrente alternata

Curiosamente non giunge la solidarietà del suo vicepresidente, Alessandro Piana, né quella dell’altro assessore leghista della sua giunta, Andrea Benveduti, contrario al green pass e vaccinoscettico.

Niente solidarietà per gli insulti nemmeno da Gianmarco Medusei, presidente del Consiglio regionale, da Stefano Mai, capogruppo della Lega in Regione e assessore di Toti per 5 anni, da Lorella Fontana, capogruppo leghista in Comune, dagli assessori Comunali Paola Bordilli, Giorgio Viale, Stefano Garassino. Nessuna solidarietà nemmeno dal leader della Lega ligure, Edoardo Rixi. Non si sente nemmeno lo stesso Matteo Salvini, forse troppo occupato a dichiarare sui social e nelle interviste ai media che è stata legittima difesa quella dell’assessore alla Sicurezza di Voghera, il Leghista Massimo Adriatici, arrestato per avere sparato il colpo di pistola che ieri sera, poco dopo le 22, ha ucciso un uomo di 39 anni di nazionalità marocchina, Youns El Boussetaoui a seguito di una colluttazione. L’assessore, invece, avrebbe dichiarato in interrogatorio che non si tratta di legittima difesa, ma di un colpo partito accidentalmente dalla sua pistola. Ma questa è un’altra storia.

Eppure molti di loro hanno invocato nel tempo la scelta morale della solidarietà per i commenti ritenuti aggressivi e violenti contro Salvini sulla bacheca del lider maximo del Carroccio. Eppure Toti aveva espresso solidarità al segretario nazionale della Lega in più di un’occasione quando è stato messo nel mirino come adesso lo è lui. Morale sì, ma a corrente alternata, dunque.

Al netto di insulti e minacce, passando alle critiche più o meno dure, sulla pagina di Toti sembra essersi rimesso in moto l’esercito elettorale social della Lega in vista delle amministrative, alle prese col sorpasso ormai ufficiale di Fdi. Basta dare un’occhiata alle bacheche di chi scrive i commenti. Oltre il 65% (a tenersi bassi) è scritto da troll, account fake più che palesi o da account con nomi falsi o abbreviati, militanti o simpatizzanti Lega o ultradestra (oltre Fdi) con ampia preponderanza Lega. Il 25% è scritto da account novax e solo il 10% è scritto da persone di sinistra o che dalle loro bacheche non si riescono ad inquadrare politicamente.

I critici fake, leghisti e di ultradestra diventano il 100% sul post dedicato alla pallavolista Paola Egonu. Tutti gli rimproverano di rendere omaggio a un’italiana, nata in Italia (mica come certi giocatori di calcio, che in quel caso va tutto bene a tutti), che sarà portabandiera olimpica alle olimpiadi di Tokyo. Solo perché ha la pelle scura. Molti i commenti palesemente razzisti come quelli condannati da Toti nel suo stesso post.

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