A26, A7, A10: Aspi non riduce i pedaggi per i disagi. L’Antitrust apre procedimento

Società Autostrade, con un ricorso al Tar del Lazio, aveva ottenuto che le ottemperanze disposte dall’Antitrust, mancando la definizione a priori di un sistema di criteri condiviso per l’adozione delle agevolazioni, fossero bloccate. Ora l’azienda propone un sistema di cashback. Toti ia Radio 1: «Il tratto urbano dell’A10 che verrà chiuso non avrebbe più l’omologazione dal 25 agosto». Quindi dovrebbe chiudere comunque e se non si intervenisse la chiusura rischierebbe di essere anche più lunga

A marzo Aspi ha già ricevuto una sanzione da 5 milioni di euro. «La società concessionaria a marzo ha ricevuto una sanzione di 5 milioni e non ha ancora ridotto il costo del pedaggio nelle tratte con notevoli problemi di viabilità» recita una nota dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Le autostrade coinvolte, oltre a quelle di competenza Aspi in Liguria, sono la A/16 nel tratto Napoli/Canosa e la A/14 nel lungo tratto Bologna/Taranto.

Stamattina, a Radio 1, il presidente della Regione Giovanni Toti ha spiegato perché siamo costretti ad accettare la chiusura della A10 in piena estate, cosa che creerà un grande danno ai traffici portuali e al turismo della riviera, oltre a un mare di disagi per genovesi e liguri. L’urgenza è quella di effettuare gli interventi nella galleria Provenzale tra i caselli di Aeroporto e Pra’, in direzione Savona dal 6 al 23 agosto.«Dal 25 agosto – ha detto Toti – il tratto autostradale urbano dell’A10 a Genova secondo il Ministero delle Infrastrutture non avrebbe più l’omologazione, quindi se non chiudessimo l’autostrada prima del 25 agosto per rimediare, saremmo costretti a chiuderla per normativa di legge. I lavori non si possono fare di notte perché sono molto invasivi».

La risposta di Aspi all’Antitrust in una nota dell’azienda

Autostrade per l’Italia, d’intesa con il MIMS e nell’ambito della più ampia gestione della concessione, ha attivato già dal 2020 riduzioni o azzeramenti del pedaggio a favore dell’utenza nelle tratte oggetto di sensibili disagi a causa di lavori di manutenzione, per un totale di 77 milioni di euro di minori ricavi nel periodo 2020-21. In tali tratte rientrano, peraltro, proprio quelle segnalate a suo tempo dall’Antitrust (dove erano presenti riduzioni di carreggiata, poi risolte, imposte dall’Autorità giudiziaria), il cui procedimento riguarda eventi non attuali, ma avvenuti tra dicembre 2019 e gennaio 2020.

In merito a tale procedimento, si evidenzia che lo scorso 24 il TAR del Lazio, a seguito dell’impugnativa di ASPI, ha ritenuto con un’ordinanza formale che le ottemperanze disposte dall’Antitrust nei confronti della società – in primis la definizione a priori di un sistema di criteri condiviso per l’adozione delle agevolazioni – siano state determinate rendendo non possibile consentirne l’adempimento.

Ciononostante, dando seguito all’azione intrapresa dall’Agcm, ASPI ha formulato una concreta proposta di impegni finalizzata a risolvere le problematiche segnalate dall’Autorità, progettando e sviluppando il primo sistema di “cashback del pedaggio”, la cui finalità è ristorare gli utenti che, a seguito del fondamentale piano di ammodernamento della rete svolto sotto l’egida del MIMS – e la cui esecuzione è irrinunciabile per il sistema Paese – possano incorrere in ritardi sui tempi medi di percorrenza.

Attraverso l’adozione di nuove tecnologie digitali, il ristoro avverrà in modo automatico, trasparente e commisurato ai tempi di percorrenza effettivi. In ogni caso, come ampiamente comunicato all’utenza, esenzioni o riduzioni del pedaggio sono state mantenute fino ad oggi o attivate ex novo sulle tratte con maggiore presenza di cantieri (ad esempio nella rete ligure o sulla A1 tra Firenze Sud e Scandicci in direzione Bologna).

Per l’attivazione del “cashback del pedaggio” ASPI sta finalizzando con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili gli ultimi fondamentali passaggi autorizzativi, che conta di concludere al più presto, così da poter avviare il nuovo sistema – il primo a livello europeo – inizialmente in via sperimentale.

Nello spirito di massima collaborazione e rispetto per il fondamentale ruolo svolto dall’Agcm, ASPI avvierà oggi stesso nuove interlocuzioni formali con l’Autorità per rappresentare preventivamente le caratteristiche del nuovo servizio “cashback” prima della sua entrata in funzione.

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