Nel nuovo waterfront una via per don Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione

La mozione di Mario Baroni (Cambiamo) è stata sottoscritta e votata anche da parte dell’opposizione (Italia Viva e Pd), ma al momento del voto si è sfilato il consigliere Dem Stefano Bernini. Prima, il Pd era uscito dall’aula nel tentativo di far mancare il numero legale perché mancavano molti consiglieri di maggioranza. La verifica, chiesta da Salemi (Italia Viva) ha dato, però, esito negativo e si è andati al voto. Tutti gli altri consiglieri erano fuori dall’aula o presenti non votanti

 Presbitero, teologo e docente italiano, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, Luigi Giussani nacque nel 1922 e il prossimo anno ricorrerà, quindi, il centenario della nascita. Il primo firmatario della mozione, firmata anche da tutta la maggioranza oltre che da Pd e Italia Viva, ha ricordato i suoi rapporti con la Liguria e l’amicizia col cardinal Giuseppe Siri quando questi era arcivescovo di Genova.

Negli anni 1969-1970 il movimento da lui creato prese il nome di Comunione e Liberazione; don Giussani ne assunse la guida presiedendone il consiglio generale. L’11 febbraio 1982 il Pontificio Consiglio per i Laici riconobbe la Fraternità di Comunione e Liberazione e don Giussani ne guidò la Diaconia Centrale.

Fu creato Monsignore da Giovanni Paolo II nel 1983 con il titolo di Prelato d’onore di Sua Santità.

Comunione e Liberazione (CL) è un movimento cattolico laico fondato dal sacerdote Luigi Giussani nel 1954 nell’ambiente studentesco milanese inizialmente come branca dell’Azione Cattolica. Si caratterizza per porre il messaggio della fede cristiana come fondamento di ogni aspetto della vita. Inizialmente noto come Gioventù Studentesca, dopo alterne vicende e un periodo di crisi nel 1968, venne riorganizzato negli anni settanta quando assunse l’attuale denominazione, riuscendo poi a estendersi in tutta Italia. Si stimano circa 300.000 membri. Il movimento è presente in circa settanta paesi in tutto il mondo. Partendo dai suoi ideali fondativi, il movimento è impegnato in cause sociali, assistenziali, con la Compagnia delle Opere, nella creazione di scuole private e in alcuni progetti caritatevoli come il Banco Alimentare.

Don Giussani morì a Milano il 22 febbraio del 2005. In occasione del settimo anniversario della morte, il 22 febbraio 2012 è stato dato l’annuncio della richiesta di nihil obstat alla Santa Sede per dare inizio alla fase diocesana del processo per la causa di beatificazione e canonizzazione di don Luigi Giussani.[14] Dopo l’ottenimento del nihil obstat, annunciata dall’arcivescovo di Milano Angelo Scola nell’aprile 2012, Luigi Giussani è considerato Servo di Dio

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