La Polizia di Stato arresta gelataio-pusher con 10 chili di hashish

Il 32enne riforniva la zona tra via Prè e via San Luca. È il gestore di una nota gelateria del levante genovese

La Polizia di Stato di Genova ha arrestato un cittadino albanese di 32 anni nella flagranza del reato di detenzione di sostanza stupefacente al fine di farne commercio.

Il personale del Commissariato Prè, durante lo svolgimento dei servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di stupefacenti nel centro storico, ha appreso informazioni circa un uomo che riforniva alcuni pusher nella zona compresa tra via Prè e via San Luca.

Il giovane veniva indicato come il “gelataio” per via del fatto che in alcune occasioni si è presentato agli appuntamenti a bordo di un furgone portagelati. Lo stesso è risultato poi essere proprio il gestore di una nota gelateria del levante genovese, meta di numerosi turisti soprattutto nel periodo estivo.

Nel mese di maggio 2021 è stato individuato, nella delegazione di San Fruttuoso, un laboratorio preso in affitto da terze persone legate all’attività alimentare del soggetto.

Nel periodo monitorato dalla squadra investigativa, benché all’interno del laboratorio non venisse esercitata alcuna attività commerciale, è stato notato l’uomo entrarvi più volte a settimana, fatto che ha reso plausibile l’ipotesi secondo la quale nel locale potesse essere occultato lo stupefacente destinato agli spacciatori.

Lo scorso 5 maggio i poliziotti del Commissariato, appostati nei pressi del laboratorio, hanno visto il 32enne giungere a bordo di un’autovettura e, una volta sceso, guardarsi intorno per verificare che non fosse seguito o controllato, per poi entrare nel locale chiudendo la porta. Dopo circa 5 minuti è uscito per risalire sull’autovettura e dirigersi in direzione centro città. Fermato dopo pochi istanti e interrogato se avesse con sé dello stupefacente, ha prelevato da sotto il sedile del passeggero due confezioni di hashish a forma di parallelepipedo, uno costituito tra tre panetti e l’altro da due, entrambi fasciati con nastro da pacchi e cellophane trasparente. I due involucri, analizzati successivamente presso il GRPS, risultavano essere effettivamente hashish per un peso lordo di 505,04 grammi.

La successiva perquisizione del locale ha permesso di recuperare altri 10 chilogrammi della stessa sostanza suddivisi in confezioni a forma di parallelepipedo, fasciate con cellophane trasparente e nastro marrone da pacchi 

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