Obbligo di vaccino per sanitari e farmacisti. Possibile anche la sospensione senza stipendio

Secondo la bozza di decreto legge oggi all’approvazione del consiglio dei ministri «gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali»

La vaccinazione diventa così «requisito essenziale» senza il quale non si potrà esercitare la professione, in qualsiasi ruolo, nella sanità pubblica e privata, dai primari agli oss fino ai farmacisti. Chi rifiuterà dovrà essere trasferito a diversa mansione non a contatto col pubblico o con gli assistiti, in mansioni anche inferiori e con stipendio relativo. In sostanza, chi rifiuterà potrà rimetterci anche a livello di busta paga. E se non ci fossero profili utili in cui spostare gli operatori? «Per il periodo di sospensione non è dovuta retribuzione».
Come funzionerà il meccanismo: le Regioni dovranno segnalare alle Asl i lavoratori che hanno rifiutato il vaccino, cioè cade la privacy. Questi avranno 5 giorni di tempo per dimostrare di essere vaccinati o esenti – è questo l’unico motivo di esenzione previsto – in «caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestato dal medico di medicina generale». Se il certificato non arriverà, la azienda sanitari di competenza darà 3 giorni ai lavoratori per vaccinarsi, trascorsi i quali, il rifiuto sarà comunicato ad Ordine professionale e azienda datrice di lavoro per la sospensione del contatto con pazienti o colleghi. Se ci sarà la possibilità, i lavoratori dovranno essere destinati ad altre mansioni (anche di minor livello rispetto a quello che normalmente svolgono, con relativo taglio dello stipendio), ma se questo non sarà possibile, potranno essere sospesi senza stipendio.
Nel testo del dl c’è lo scudo penale per i vaccinatori, ma non per le altre attività della professione, ragion per cui i sindacati dei medici stanno già protestando.

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