Giulia, in cella: «Ho ucciso mio figlio, non volevo facesse una vita di m… come la mia»

Il piccolo Adam aveva tre anni e mezzo. Lei è in carcere per aver fatto a pezzi il cadavere della madre che la chiamava “assassina” accusandola di aver ammazzato il nipotino. Per la procura anche la nonna sarebbe stata uccisa dalla figlia

Loredana Stupazzoni e la figlia, Giulia Stanganini, litigavano spesso e lei gridava “assassina” alla figlia. I vicini di casa mille volte hanno sentito quelle liti tra le due donne, che avevano sempre avuto un rapporto conflittuale, ma che negli ultimi mesi si era fatto ancor più avvelenato e spesso degenerava in insulti e persino in aggressioni fisiche della giovane nei confronti della madre. Liti, pare, generate in origine da questioni economiche, anche se all’ultimo si concentravano su un tema differente, la morte del piccolo Adam, figlio di Giulia, avvenuta qualche mese prima, nel novembre 2019. La bidella in pensione, 63 anni, “assassina” l’ha gridato fino all’ultimo nella sua casa di via Bertuccioni, a Marassi, dove la figlia era andata ad abitare con lei dall’inizio del lockdown. La stessa dove, nell’aprile 2020, la Polizia ha trovato il suo corpo fatto a pezzi, divisi tra sacchetti di plastica sigillati col nastro adesivo e alcuni secchi piazzati sul piatto della doccia. Giulia si era autodenunciata presentandosi spontaneamente, in piena notte, in questura dicendo aver fatto a brandelli la madre, negando, però di averla uccisa. «Puzzava, per questo ho tagliato il corpo e l’ho messo nei sacchi e nei secchi», aveva spiegato. Loredana era depressa, aveva detto la figlia agli agenti. Lei l’avrebbe trovata impiccata a una finestra, già morta. La Procura non le crede, tanto che ha chiesto la custodia cautelare, oltre che per l’omicida di Adam, anche per quello della nonna. Il giudice per le indagini preliminari, concedendo la custodia (notificata alla 36enne in carcere, dove si trova per “distruzione di cadavere”) per la morte di Adam, l’ha negata per l’omicidio della nonna. Secondo il medico legale, il decesso è compatibile con un suicidio. Anche se Loredana Stupazzoni quel giorno aveva condotto la sua vita come se non dovesse terminarla volontariamente dopo poche ore, prenotando addirittura un appuntamento in banca.

Anche la morte di Adam era stata archiviata come se non ci fossero responsabili: “morte naturale”, si era detto. E, invece, Giulia, parlando con una compagna di cella, ha spiegato di aver ucciso lei quel bimbo che piangeva sempre, continuamente, tanto da indurla alla disperazione. «L’ho ucciso – ha detto la donna -, non volevo facesse una vita di m… come la mia». E i microfoni hanno intercettato: è tutto registrato. Le testimonianze dei vicini di casa, del padre del bambino e di sua madre vanno tutte nella stessa direzione: Giulia gridava al figlio e lui piangeva sempre più forte. Secondo i testimoni, non lo portava all’asilo e gli dava da mangiare ancora omogeneizzati. Concedeva raramente al padre di poterlo vedere. Tutto parla di un rapporto possessivo e ossessivo. Ma il decesso del piccolo, dopo l’autopsia, viene archiviato come morte naturale. Fino a quando non viene trovato il corpo della nonna fatto a pezzi. La Procura, quindi, avvia le indagini e scopre anche che Giulia, pochi giorni prima della morte del figlio, cerca su internet “Come uccidere un bambino” , “mamme che uccidono i figli”, infanticidio”, “asfissia”. Era stata aperta un’inchiesta, il cui esito era stato quello di dichiararne il decesso per crisi respiratoria e cause naturali. Giulia Stanganini aveva giustificato il fatto di non aver sentito che il figlio stesse male con i problemi di udito di cui soffre dalla nascita e aveva addirittura accusato il pediatra di essere stato superficiale. Ora è accusata di averlo soffocato. Intanto il procuratore capo Francesco Cozzi ha annunciato che la Procura presenterà ricorso per il mancato accoglimento della custodia cautelare per il sospetto omicidio di Loredana Stupazzoni. «Abbiamo elementi che ci spingono a credere che non si sia trattato di un suicidio» ha detto.

In copertina: foto d’archivio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: