Spot Liguria, Amadeus permaloso s’ingrugna in conferenza stampa a Sanremo

Nello spot, che è chiaramente una gag comica, Maurizio Lastrico dice: «Da sempre al Festival dopo la terza canzone dormono tutti». È comicità, ma il conduttore della maratona musical-televisiva la prende male e in conferenza stampa fa la figura del musone della compagnia

È bene dire che lo slogan era concordato con la Rai: si chiama ironia, uno stato d’animo che, evidentemente, Amadeus stenta a riconoscere. E ci fa la figura del musone della compagnia, quello che le battute non le capisce ed è sempre pronto a prenderle come un affronto personale. Anche se quel “da sempre” lo scagiona, nello spot, da ogni responsabilità contingente. Che sia scattato l’effetto “coda di paglia”? Rispetto alle edizioni condotte da Fiorello in solitaria o da Bonolis la puntata di ieri e sembrata davvero meno “smagliante”: Colpa, forse, delle restrizioni Covid e dell’assenza del pubblico, che sono sicuramente attenuanti di una conduzione che in parecchi hanno giudicato meno brillante, ma tant’è… Tant’è che già ieri, sul palco, dopo lo spot, il conduttore masticava amaro: «Voglio dire ai creativi che non è vero che si addormentano tutti alla terza canzone», ha detto serio serio. Come se rivelasse una verità scientifica mai prima ad ora resa nota.
Il dj ormai passato in forze al piccolo schermo, stamattina, in conferenza stampa, parla di «Una battuta evitabile da parte della Regione Liguria». Insomma, lo spot d’autore diretto dal regista Fausto Brizzi non gli è piaciuto. Anche se, in realtà, sono proprio le eterne polemiche a tenere viva la kermesse canora che in pochi ammettono di guardare con gusto, ma tutti vedono e di cui tutti parlano, infestando anche i social.
«È come dire “venite a fare il bagno nel nostro mare ma attenzione l’acqua è fredda e per entrare ci metterete dieci minuti”» dice stizzito il conduttore. Che sente la necessità di precisare: «Il Festival è da sempre fiore all’occhiello della Regione e da sempre dopo la terza canzone non si addormenta nessuno». No, ma magari se la conduzione è moscia cambia canale. Suvvia, non rubate più la palla ad Amadeus, che se la prende e batte metaforicamente i piedi a favor di telecamera.

Vero è che l’ironia è “l’alterazione, spesso paradossale, allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante l’apparente dissimulazione della sua vera natura o entità”. Insomma, qualcosa di vero, infondo, c’è e il conduttore, con spirito aziendalista “più realista del re” s’è lanciato alla difesa di Mamma Rai, dipensatrice del suo cospicuo cachet, senza curarsi del fatto che la stessa azienda ha promosso lo spot, ovviamente visionandolo prima di metterlo in onda. Possibile che non l’avesse visto lui, direttore artistico della kermesse?
Per la promozione della Liguria, invece, il ligurissimo mugugno del dj-conduttore ravennate è un’occasione in più perché è vero che, bene o male, “purché se ne parli”. Amadeus ha mostrato di ignorare questo principio, ma la Liguria lo conosce bene. In fin dei conti siamo quelli che hanno saputo ridersi addosso con la gag della “torta di riso finita“, quelli che si sono inventati da soli il “Movimento indipendentista ligure Basta Milanesi” per ridere di se stessi. L’acqua sarà anche fredda, però siamo dotati di autoironia, dote che, evidentemente, latita al conduttore pro tempore del Festival di Sanremo. Siamo colpevoli di lesa maestà del dj, ebbene sì! Però Amadeus ci va la figura di “quello peso” della compagnia, che si prende sul serio una volta di troppo. In fin dei conti è spettacolo, mica un’operazione a cuore aperto.

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