iCub e R1 IIT sulla passerella di Dolce e Gabbana

Dolce&Gabbana e Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) insieme per celebrare l’eccellenza della ricerca italiana in ambito tecnologico e le sue infinite applicazioni: una sfida che guarda al futuro con curiosità e desiderio di sperimentare

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In occasione della Sfilata Donna Autunno-Inverno 2021/22 trasmessa in streaming oggi, 1° marzo alle ore 16.00, sono stati coinvolti nello show il robot umanoide iCub R1, frutto della ricerca altamente specializzata di IIT nel campo della robotica di servizio e dell’intelligenza artificiale.

«Ancora una volta Dolce&Gabbana è a fianco di una realtà italiana di primaria importanza che contribuisce all’impegno da parte della comunità scientifica internazionale di creare soluzioni avanzate ai bisogni quotidiani: tecnologie robotiche all’avanguardia, che acquistano un fascino ancora maggiore perché frutto dell’intelligenza, della creatività e della dedizione dell’essere umano» recita una nota dell’azienda.

«Sono stato piacevolmente sorpreso dall’invito di Dolce&Gabbana a coinvolgere IIT e due delle sue più note e importanti realizzazioni robotiche come iCub e R1, in questo evento – dice Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia -. Osservare i nostri robot sulla pedana di una sfilata di moda ci fa sentire vicini al grande pubblico che segue queste manifestazioni dimostrando così che gli esiti della ricerca scientifica sono un patrimonio comune disponibile per tutti. La creatività di Dolce&Gabbana e la nostra visione tecnologica compongono un quadro di grande effetto».

«Siamo davvero felici che IIT abbia accettato questa sfida: è incredibile pensare come l’ingegno dell’uomo e la sua determinazione possano dar vita ad altre forme di intelligenza, che apprendono dall’esperienza per essere impiegate in campo medico, ambientale e sociale – commentano Domenico Dolce e Stefano Gabbana -. La moda è da sempre contaminazione di mondi anche molto lontani tra loro: se la tecnologia è davvero a servizio dell’uomo, dei suoi bisogni e delle sue passioni, allora artigiano e robot potranno coesistere».

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