Oggi è il giorno della Candelora. Proverbi metereologici tra festa cristiana e cerimonie pagane

2 febbraio: “Per la santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora”, è un antico proverbio popolare, riferito al rituale della Candelora, introdotto dal patriarca di Roma Gelasio intorno all’anno 474 d.C., in sostituzione della cerimonia pagana dei Lupercali

In molte culture esistono tradizioni che attribuiscono al 2 febbraio, giorno della Candelora e della “Purificazione, detto anche “giornata delle Cere”, una capacità di prevedere la fine dell’inverno, come nel caso del Giorno della marmotta negli Stati Uniti e nel Canada. Il 2 febbraio è oggetto di numerosi proverbi dialettali meteorologici, anche in contrasto fra loro.

La parola Candelora deriva dal latino festa candelarum e va messa in relazione con l’usanza di benedire le candele, prima di accenderle e portarle nella processione.
I ceri vengono conservati nelle abitazioni dei fedeli per essere riutilizzati, come accadeva in passato, per ingraziarsi le divinità pagane, durante calamità meteorologiche, oppure nell’assistenza di una persona gravemente malata, o nel caso di epidemie, o nell’attesa del ritorno di qualcuno momentaneamente assente, o infine, come accade attualmente, in segno di devozione cristiana.

Anticamente, i seguaci dei riti magici, nel giorno della Candelora verificavano se una persona era colpita da malocchio seguendo queste modalità: immergevano tre capelli dell’interessato in una bacinella d’acqua seguiti da tre gocce di olio, precedentemente messo a contatto col dito dell’individuo. A questo punto, secondo i seguaci della magia, se le gocce restavano intere e collocate nel centro della bacinella, il soggetto non era stato affetto da malocchio, in tutti gli altri casi invece sì

La Candelora nella storia

Con la riforma liturgica, la Chiesa latina, in pieno accordo con quelle orientali, ha restituito al 2 febbraio la denominazione di festa del Cristo. La stessa che aveva in origine, chiamata Presentazione del Signore al Tempio. La festa è chiamata Candelora perché in quel giorno si benedicono e distribuiscono ai fedeli le candele. La tradizione, infatti, vuole che queste difendano contro calamità e tempeste. Oltre a questo, le candele accese, per la tradizione cristiana, simboleggiano Gesù Cristo, ovvero, la luce del mondo. Celebrazioni legate alla luce in questo periodo dell’anno esistevano anche in alcune tradizioni religiose precristiane.
La festa di Imbolc, nella tradizione celtica, segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera, ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce.

Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).

Il fuoco delle fiaccole romane fa inserire la Candelora nelle feste del fuoco. il mezzo per propiziare il ritorno del calore, della luce e dunque della bella stagione e scacciare così l’ormai stanco Nume Inverno, che inizia a cedere il passo a un più lungo periodo solare. proprio per sradicare i riti pagani, la festa divenne quella “delle candele”, e fu chiamata Candelora, dal tardo latino “candelorum”, per “candelaram”, benedizione cioè delle candele. Questi ceri benedetti venivano poi successivamente conservati nelle case dei fedeli e venivano utilizzati anche per rituali magico-popolari che in realtà ben poco hanno a che fare con le tradizioni cristiane.

Anticamente, i seguaci dei riti magici, nel giorno della Candelora verificavano se una persona era colpita da malocchio seguendo queste modalità: immergevano tre capelli dell’interessato in una bacinella d’acqua seguiti da tre gocce di olio, precedentemente messo a contatto col dito dell’individuo. A questo punto, secondo i seguaci della magia, se le gocce restavano intere e collocate nel centro della bacinella, il soggetto non era stato affetto da malocchio, in tutti gli altri casi invece sì

Secondo Beda il Venerabile (monaco cristiano e storico anglosassone, dichiarato santo e dottore della Chiesa dalla Chiesa cattolica) la processione della Candelora sarebbe un contrapposto alla processione dei Lupercalia dei Romani, e una riparazione alle sfrenatezza che avvenivano in tale circostanza.

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