Fondi Next generation, Legambiente: “No a incenerimento e skytram”

Sì, invece, a biodigestore, energie rinnovabili (elettrificazione porto e sviluppo fotovoltaico ed eolico) e infrastrutture verdi e ferroviarie: investire nel sistema dei parchi regionali e sulla Pontremolese

Nel giorno in cui Legambiente viene audita in Parlamento in Commissione Ambiente della Camera, l’associazione ambientalista presenta il documento con le sue priorità per utilizzare al meglio le opportunità e le risorse che l’Europa ha messo a disposizione dell’Italia con il Next Generation EU. L’obiettivo è dare una “scossa” alla recente discussione poco centrata sui contenuti presentando il suo Recovery Plan che ha al centro la lotta alla crisi climatica.

<Il documento in questione ci proietta verso l’Italia del 2030 e indica, per le 6 missioni indicate dall’Europa, 23 priorità di intervento, 63 progetti territoriali da realizzare – tra rinnovabili, mobilità sostenibile, economia circolare, adattamento climatico e riduzione del rischio idrogeologico, ciclo delle acque, bonifiche dei siti inquinati, innovazione produttiva, rigenerazione urbana, superamento del digital divide, infrastrutture verdi, turismo, natura e cultura – insieme a 5 riforme trasversali necessarie per accelerare la transizione ecologica del Paese per renderlo più moderno e sostenibile, dando il via ad una nuova stagione della partecipazione e della condivisione territoriale> dicono a Legambiente.

<Negli ultimi mesi – spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – il percorso di definizione del PNRR da parte del governo italiano è stato a dir poco confuso e, soprattutto, per nulla partecipato. Per dirla con una battuta auspicavamo un “PNRR partecipato” e ci siamo trovati un “PNRR delle partecipate”, come poi è emerso dalle bozze circolanti con i progetti proposti da Eni. Il nostro auspicio è che, una volta superata la crisi governativa in corso, l’Esecutivo abbia il coraggio di cambiare registro e passo pensando ad un Recovery Plan diverso, modificandolo e mettendo al centro la crisi climatica, anche prendendo spunto dal nostro documento>.

Per quanto riguarda la Liguria i temi all’ordine del giorno per l’associazione ambientalista sono: l’emergenza climatica, la riconversione industriale, lo sviluppo delle energie rinnovabili, il dissesto idrogeologico, la gestione del ciclo dei rifiuti, l’incremento delle infrastrutture verdi e della mobilità sostenibile.

<Sono queste i principali temi di cui la Liguria si dovrebbe occupare per recuperare il ritardo storico sui temi della resilienza che Legambiente Liguria presenta e propone nell’ambito del Next Generation EU_Recovery Fund, facendo riferimento a quanto indicato dalla Regione Liguria nel PNRR” deliberato il 13/11/2020> spiegano all’associazione ambientalista.

<È utile si istituisca e si avviino rapidamente i lavori e le consultazioni della commissione regionale straordinaria sul Next Generation Eu – commenta Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – per chiarire quali siano le prospettive di investimento reali nella nostra regione. Per afferire ai finanziamenti europei, infatti, la Regione Liguria ha presentato progetti per oltre 25 miliardi di euro sui 209 disponibili per il Paese: una cifra che rappresenta il 14% del totale e che crediamo non sarà approvata nel PNRR. Per questo abbiamo individuato le priorità d’investimento per il nostro territorio puntando su opere utili, coerentemente con quanto indicato dall’iniziativa approvata dal Consiglio europeo nel Next Generation EU e al quale fa riferimento il piano nazionale di ripresa e resilienza>.

Fondamentale per l’associazione ambientalista sono gli interventi per uscire dall’emergenza rifiuti, per bloccare il turismo dei rifiuti tra le province e verso altre regioni e sviluppare un modello di gestione che chiuda il ciclo in modo circolare sui territori a scala provinciale e di città metropolitana.

<Per attuare la transizione ecologica è necessario sviluppare impianti di biodigestione per il trattamento della frazione organica e della filiera complessiva, con produzione di biogas, individuando le opportune aree in provincia di Imperia, nella Provincia della Spezia, a Genova e nel Tigullio. Grammatico esprime la contrarietà dell’associazione ambientalista alla proposta che prevede l’incenerimento dei rifiuti contenuta nel documento regionale<

Per quanto riguarda le infrastrutture, Legambiente Liguria evidenzia alcune criticità nel merito dell’allocazione dei fondi: <La proposta economica contenuta nel documento della Regione Liguria nelle voci “Interventi strutturali strategici”, “Interventi su rete principale: Autostrade” e “Interventi su rete regionale: Strade Statali” ammonta complessivamente a €15.659.540.630,00 pari al 62% della richiesta economica totale e che andrebbe a favore dei concessionari autostradali, di Anas, comuni e province. Tale allocazione sembra particolarmente sproporzionata e fuori obiettivo EU>.

Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, viene ribadita la contrarietà per la proposta del Comune di Genova di costruzione di uno Skytram lungo la Val Bisagno, in qualsiasi forma possa essere finanziato, dal Next Generation Eu, dai bandi del MIT, dal project financing, perché impattante sull’argine del torrente, non risolutore delle problematiche di traffico e in antitesi al preferibile sistema tramviario esteso a tutta la città.

<Auspichiamo inoltre – continua Grammatico – un miglioramento nell’integrazione dei diversi sistemi regionali di trasposto lungo la fascia costiera e tra questa e le aree dell’entroterra favorendo l’intermodalità e sviluppando il MaaS (Mobility as a Service) che permette di fornire un servizio di trasporto integrato tra trasporti pubblici e privati utilizzando un solo abbonamento>.

Semaforo verde invece per le opere che avranno un impatto positivo per il miglioramento della qualità dell’aria come l’elettrificazione dei porti, i “Sistemi di storage per navi e trasporti marittimi” e il “Cold Ironing”, privilegiando per quest’ultimo la produzione elettrica da fonti rinnovabili, implementando soprattutto fotovoltaico ed eolico che hanno notevole potenziale ancora da esprimere nella nostra regione.

<Vanno inoltre messe a sistema e potenziate le infrastrutture verdi – conclude Santo Grammatico – e lo si può fare attraverso la riforestazione urbana delle città e dei borghi, così come è necessario investire nel sistema dei parchi regionali e interregionali. Sottolineiamo come infrastruttura verde il ruolo strategico del Fiume Magra, nel garantire la qualità delle acque e gli equilibri dei litorali sulla costa di pertinenza del Mar Ligure orientale, da Bocca di Magra fino a Viareggio. Bacino che dovrà diventare Parco nazionale interregionale tra Toscana e Liguria e che correttamente vede la richiesta di € 32.629.882,71 per gli interventi di “Bonifica di ex discariche nella piana del Fiume Magra>.

L’associazione ambientalista ribadisce anche l’importanza della ferrovia Pontremolese, tra le opere infrastrutturali interregionali (Emilia, Toscana, Liguria): “il collegamento ferroviario La Spezia-Pontremoli-Parma nell’asse Tirreno -Brennero richiede un’opera di ammodernamento con i vantaggi che essa porterebbe per l’ambiente, il clima e per lo sviluppo locale favorendo il turismo e semplificando lo spostamento delle merci”.

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