Il cibo da non sprecare per dare una risposta alla povertà, bando del Comune per il centro storico

Il consigliere delegato alle Politiche sociali Mario Baroni: <Bisogno primario pressante, faremo rete con le associazioni che hanno esperienza e capacità di gestione>. Ecco come funzionerà, chi verrà coinvolto e a chi è dedicato

L’Amministrazione, spiega Mario Baroni, si è resa conto dell’esatta, enorme proporzione del problema dalla quantità di aventi diritto (e richiedenti) dei buoni alimentari Covid. Per soddisfare tutti, Tursi, esauriti i fondi governativi, ha usato risorse proprie e fondi ceduti per lo scopo specifico da privati e aziende.
<Vuole dire che c’è un bisogno primario che va affrontato> dice il consigliere delegato alle Politiche sociali del Comune Mario Baroni. In centro storico è stata notata una particolare concentrazione dell’emergenza povertà. E nuovi poveri, per le conseguenze delle regole che è stato necessario imporre per frenare il dilagare del virus, ce ne sono sempre di più.
Per questo, tra i vari progetti del piano “Caruggi”, spiega il consigliere delegato, è inserito anche il bando (che sarà pubblicato domani) che con 70 mila euro vuole aiutare le realtà che già lavorano al contrasto della povertà e, in particolare, a quella che mette in forse persino il cibo per tante persone che vivono nella città vecchia. Obiettivo è costruire una rete strutturata che punti a contrastare lo spreco alimentare in modo stabile.

Sembra facile, sembra che tutto si possa fare mettendo un vassoio di pane invenduto sul bancone a cui chi ha fame possa attingere. Tutte le iniziative sono benvenute, ma una distribuzione delle eccedenze che vada veramente a intervenire in maniera incisiva sulla povertà deve essere molto più articolata. In primo luogo perché non tutti possono o vogliono entrare in un negozio a prendere ciò che i titolari donano (ci sono molti anziani che, soprattutto in questo periodo, non escono di casa), poi perché serve una rete territoriale che conosca le situazioni di povertà per raggiungerle, infine perché la distribuzione dei beni alimentari deve seguire regole igienicosanitarie precise. Serve un’organizzazione complessa e anche dispendiosa ed è per questo che molti esercenti e anche catene di supermercati preferiscono gettare l’invenduto prossimo a scadenza nei contenitori Amiu.

In via dei Cebà, vicino alla Coop di Piccapietra, ad esempio, c’è spesso la coda di anziani che frugano nei rifiuti per poter mangiare. Vero che dalle sanzioni per chi cerca nei rifiuti sono escluse le persone che cercano e prendono alimenti per il proprio sostentamento, ma è altrettanto vero che una società civile non può accettare una situazione di questo genere.

<Il centro storico – aggiunge Baroni – è un punto molto delicato da questo punto di vista. Conosciamo tutti la realtà di chi ci vive e delle fragilità che si trovano sul territorio. L’idea è quella di mettere a sistema le realtà che a Genova si occupano di moltissimi anni del recupero di derrate in scadenza. C’è da riassorbire lo spreco di fine giornata dai ristoranti e dalle navi da crociera, dalle mense. Da un lato ci sono realtà che hanno nei magazzini gli aiuti dall’Europa, dal ministero dell’Agricoltura e poi c’è tutto il quotidiano, prodotti fresco in scadenza a due, tre, quattro o cinque giorni in negozi, supermercati e altre attività economiche. Ci sono realtà che già effettuano il recupero, non stiamo inventando nulla. Vogliamo semplicemente mettere in rete queste realtà e dire a tutto il centro storico – commercianti, titolari di supermercati, speriamo anche gli alberghi quando avranno ripreso a lavorare, le navi da crociera, le mense -: tutto quello che è recuperabile si può raccogliere, conservare e distribuire alle persone che ne hanno bisogno e ne faranno richiesta. La distribuzione avverrà in due modi: o andando a prendere il cibo nei luoghi che saranno organizzati per questo uso o attraverso consegna a casa da parte delle realtà del terzo settore che già ora fanno questo servizio. Lo scopo è quello di mettere a sistema alcune realtà che già si impegnano in questa attività. Ad esempio Banco Alimentare e Ricibo. Uno si occupa di raccolta di alimentari a più lunga scadenza, l’altro recupera le eccedenze. Queste esperienze, messe a sistema, aiuterebbero tutti quanti ad essere più solidali, a informarci e a trovare una soluzione utile>.


Il bando mette 70mila euro a disposizione, soprattutto per acquistare mezzi refrigerati green che possono girare nel centro storico. <Chiederemo a queste realtà un cofinanziamento del 30% – spiega Baroni -. Noi mettiamo la nostra parte, ma è anche giusto che anche da parte delle realtà che si danno da fare in questo settore ci sia un impegno. Anche per evitare che il servizio duri solo fino a quando non termina il finanziamento. Noi vogliamo, invece, che il servizio rimanga e venga strutturato. Che non sia una colletta l’anno, ma sia una cosa stabile. Il lavoro grosso sarà quello di intercettare i bisogni che ci sono. Abbiamo visto che, tutto sommato, abbiamo a disposizione anche tecnologie informatiche per questo. Attraverso il terzo settore e le realtà che operano nel centro storico sappiamo anche dove si concentrano i problemi di debolezza, di necessità>.

<Se noi ci serviamo della rete che si è costituita, del patto di sussidiarietà allestito dalle persone che gestiscono già le mense, parlo di Sant’Egidio, San Marcellino, del Ceis, di quelle realtà che conoscono le persone sul territorio, possiamo avere le informazioni che ci permettono anche di capire cosa serve e di fare le cose con la dovuta riservatezza – aggiunge il Consigliere delegato -. Non si può certo mettere un banchetto in mezzo alla strada in cui si ammucchia la gente perché c’è qualcuno che regala un po’ di focaccia. Vogliamo fare qualcosa che garantisca dignità e riservatezza, passando attraverso coloro che con queste persone hanno delle relazioni. Pensiamo, ad esempio, a Sant’Egidio, che ha il “Progetto Anziani” che intercetta centinaia e centinaia di persone conosciute all’associazione una per una. Sarà un percorso e una strada che utilizzeremo>.

Tra le azioni previste dal progetto di contrasto allo spreco alimentare, anche la campagna di informazione sui vantaggi fiscali della donazione, recupero delle eccedenze nelle mense scolastiche e sensibilizzazione anti-spreco della cittadinanza. Il progetto si inserisce in quello più ampio che riguarda il centro storico, affidato all’assessore Paola Bordilli.



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