Oggi a Genova 

Scritte contro gli alpini, cinque anarchici indagati per terrorismo dopo una perquisizione

Il controllo era partito dagli imbrattamenti comparsi durante l’adunata e dal presunto furto di uno striscione. Sequestrati opuscoli antimilitaristi, materiale informatico e una tanica di benzina trovata in un’auto

Era iniziata come un’indagine su alcune scritte contro gli alpini comparse in centro storico nei giorni dell’adunata nazionale e sul presunto furto di uno striscione. Dopo la perquisizione del 9 maggio nella zona di Sampierdarena, però, il fascicolo ha assunto un peso ben diverso: cinque anarchici genovesi risultano ora indagati dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo per associazione con finalità di terrorismo, istigazione a delinquere e ricettazione.

L’intervento dei carabinieri è scattato durante le giornate dell’adunata degli alpini. Nell’abitazione perquisita, secondo quanto emerso, sono stati trovati e sequestrati poster, volantini e opuscoli antimilitaristi, insieme a personal computer, telefoni e dischi rigidi. Gli investigatori hanno acquisito anche altro materiale ritenuto utile all’inchiesta, tra cui un cartello stradale, elemento che avrebbe portato alla contestazione della ricettazione.

A rafforzare l’attenzione degli inquirenti è stato anche il ritrovamento, nell’auto di uno degli indagati, di una tanica di benzina. Secondo la lettura investigativa, quel materiale non sarebbe un dettaglio marginale, ma un elemento capace di sostenere l’ipotesi di possibili iniziative concrete e violente, non limitate alla propaganda o alla diffusione di contenuti antimilitaristi. Sarà naturalmente il prosieguo dell’indagine a stabilire il peso effettivo degli elementi sequestrati e la posizione dei singoli indagati.

La vicenda ha subito provocato la reazione dell’area antagonista. In un comunicato diffuso sui canali anarchici si parla di «ennesima volta che viene presa di mira la stampa anarchica» e si contesta la militarizzazione della città durante l’adunata. Nello stesso testo la critica si allarga al ruolo di Genova, indicata come snodo sempre più rilevante dell’apparato bellico europeo per la presenza del porto, della rete ferroviaria, degli stabilimenti Fincantieri e di Leonardo società per azioni.

La partita giudiziaria avrà un primo passaggio venerdì, quando i legali degli indagati, gli avvocati Fabio Sommovigo e Pietro Serracchieri, si rivolgeranno al tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro del materiale acquisito durante la perquisizione.


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