Nel piano pandemico “Cure migliori a chi ha più possibilità di trarne beneficio”

Covid, nella bozza informale del piano nazionale 2021/2023 si legge un indirizzo “etico” per i sanitari che indirizza a fornire le cure migliori a chi ha più possibilità di sopravvivere. In sostanza, dovrebbero decidere chi tentare di salvare e chi no

Nella bozza si legge, testualmente, che gli operatori sanitari sono <sempre obbligati, anche durante la crisi, a fornire le cure migliori, più appropriate, ragionevolmente possibili. Tuttavia, quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio>.
Secondo il ministro della Salute Roberto Speranza la bozza serve a <raccogliere indicazioni e modifiche>.

<Ho una idea più semplice – risponde su Facebook il leader Iv Matteo Renzi -. Se ci sono poche risorse, prendiamo il Mes. Ci vuole tanto a capirlo?>.

La vaccinazione in tempi brevi degli ultrasettantacinquenni, chiesta ieri dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, consentirebbe di superare la necessità di scelta riducendo dell’80% i decessi e del 50% i ricoveri. In questo modo ci sarebbero maggiori probabilità di curare chi si ammala e di evitare l’affollamento degli ospedali e delle terapie intensive in particolare.

In realtà, già durante la prima ondata del virus i medici, dovendo fare i conti con una sanità non certo preparata ad affrontare una inattesa pandemia, si sono già trovati alle prese con scelte da fare quando i posti nelle terapie intensive non bastavano per tutti.

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