Rischio Covid: strade e centri commerciali pieni. E nei vicoli c’è chi affitta per la festa di Capodanno

Mentre il Governo sta pensando di aprire nelle feste nei comuni piccoli, il viceministro Silieri avverte: <Rischiamo di arrivare a 100 mila morti>. Intanto a Genova si sta preparando la tempesta perfetta per la terza ondata paventata ieri del presidente dell’Ordine dei Medici Alessandro Bonsignore e prevista per la metà di gennaio: molti giovani stanno affittando case-vacanze dove riunirsi per il veglione

Festa di Capodanno in una casa ammobiliata in centro storico: è ben più di una voce: sono tanti gli appartamenti solitamente destinati a case-vacanze (da mesi al palo per via delle restrizioni di prevenzione al Covid) che si possono affittare per la notte di San Silvestro: di fatto, 2 giorni (il 31 dicembre 2021 e il 1° gennaio 2021) a prezzi che variano tra i 100 e i 300 euro totali. Non è una novità: è accaduto anche gli scorsi anni, quando Polizia locale e Forze dell’ordine erano dovute intervenire per fare cessare gli schiamazzi. Quest’anno, il fenomeno si sta moltiplicando: I ristoranti e le discoteche sono chiusi, in strada non si può stare e, così, il rischio è quello di creare enormi focolai negli appartamenti affittati per non rinunciare alla festa.
Sulle chat – il moderno passaparola dei giovani e giovanissimi – si stanno organizzando collette per l’appartamento (in cui entrare prima del coprifuoco ed uscire solo quando terminerà, alle 7 del giorno dopo), il cibo e l’alcol.

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri (M5S) avverte a Omnibus, su La7, del “Rischio Ringraziamento”: <Oggi dico che è meglio una chiusura. Ieri abbiamo avuto oltre 800 morti, abbiamo 60mila morti, forse arriveremo a 100mila. Dobbiamo resistere, cosa ci costa resistere altre 2 settimane?>. Poi: <Guardando i numeri degli Stati Uniti dopo il Giorno del Ringraziamento (e dei relativi festeggiamenti n. d. r.), oggi dico che è meglio una chiusura> spiegando di essere contrario all’ipotesi di rivedere le norme sugli spostamenti tra comuni a Natale previsti da decreto e dpcm. <Nel governo non c’è una marcia indietro, c’è una valutazione. Ma ritengo che ora sia sconsigliabile> spiega.
Il premier Giuseppe Conte, sotto la pressione di parte del Pd e di Iv, starebbe riflettendo sulla possibilità di rivedere lo stop allo spostamento tra comuni, in particolare quelli piccoli.

Intanto a Genova si sta consumando la “fiera del rischio assoluto” con gente in coda fuori dai negozi e alle casse e assembramenti nei centri commerciali i cui gruppi di riferimento hanno lanciato un’iniziativa nazionale per chiedere che il governo faccia un passo indietro. ANCC-Coop, ANCD-Conad, CNCC – Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, Confimprese e Federdistribuzione chiedono di aprire i centri non alimentari chiusi per decreto nel fine settimana. La motivazione “alta” e pubblica è che così si creano assembramenti nelle vie dello shopping, dove convergono tutti a fare acquisti. La verità è che i centri commerciali, già assediati da Amazon, perdono moltissime vendite perché non tutti possono fare acquisti durante la settimana e la maggior parte della popolazione usa il weekend (e spenderà così la propria tredicesima, se la ha) per acquistare le strenne. Comunque, nei giorni feriali, anche i centri commerciali sono presi d’assalto: ieri la Fiumara era affollatissima, ad esempio.
Tutto questo mentre, come ha ricordato ieri il presidente dell’Ordine dei medici di Genova e della Liguria Alessandro Bonsignore, la curva del contagio non scende più, si sta appiattendo, ma su livelli ben lontani dallo zero. Secondo Bonsignore è importante mantenere <in tutti i contesti, quelli amicali e quelli familiari, il massimo della sicurezza>.
Facile immaginare che gli sia gli assembramenti causati dallo shopping frenetico, nei centro storici come nei centri commerciali, sia le feste di Capodanno (nei fatti non sono vietate, ma solo “fortemente sconsigliate”) rappresentano una tempesta perfetta.

Ricordiamo, allora, quanto detto ieri dal presidente dell’Ordine dei medici: <Sappiamo che ci sarà una terza ondata, ma non arriveremo a questa terza ondata con una riduzione importante dei contagi come abbiamo avuto tra la prima e la seconda. Siamo in un periodo invernale e queste aperture che ci sono state faranno sì che non si arrivi a una riduzione importante dei contagi>. In sostanza <non stiamo svuotando né i pronto soccorso né i reparti e questo è quello che ci preoccupa in previsione di quello che potrebbe accadere a metà gennaio> dice il medico. Giusto il tempo necessario perché si diffondano i contagi delle feste di Capodanno.

L’articolo col video delle dichiarazioni di Bonsignore.

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