Ordine dei medici: «Terza ondata Covid a gennaio, quarta a marzo» – Video

Il presidente Alessandro Bonsignore in diretta Facebook: <Sappiamo che a gennaio ci sarà sicuramente una terza ondata, ma non arriveremo a questa terza ondata con una riduzione importante dei contagi come abbiamo avuto tra la prima e la seconda È probabile che sia peggiore della seconda perché non ci arriveremo con gli ospedali “scarichi” e sarà concomitante con l’influenza. In più è verosimile che ci sarà una quarta ondata a marzo>

Nella diretta pubblicata su Facebook da Matteo Rosso, il presidente dell’Ordine dei medici di Genova e della Liguria Alessandro Bonsignore spiega che è vero che <siamo nella fase calante>, ma aggiunge che <non stiamo assistendo a quel calo continuo e costante, conseguenza della decisione del Governo di riaprire un po’ tutto, di rendere tutto giallo>.
<Quello che ci spaventa come categoria – continua il Presidente – è che molte decisioni vengano prese sulla base del “momento” e non con una visione a medio e lungo termine. Sappiamo che ci sarà una terza ondata, ma non arriveremo a questa terza ondata con una riduzione importante dei contagi come abbiamo avuto tra la prima e la seconda. Siamo in un periodo invernale e queste aperture che ci sono state faranno sì che non si arrivi a una riduzione importante dei contagi>. In sostanza <non stiamo svuotando né i pronto soccorso né i reparti e questo è quello che ci preoccupa in previsione di quello che potrebbe accadere a metà gennaio> dice il medico.
La situazione di massima occupazione che si potrebbe verificare, ha spiegato il medico, è quella che determina rischio anche per la reale capacità di cura sulle altre malattie: quando, nelle fasi di picco, i reparti delle varie specialità vengono convertiti a Covid, ovviamente diminuisce la capacità del servizio sanitario di intervenire su tutte le altre patologie.
Per Bonsignore <è probabile che la terza ondata sia peggiore della seconda, soprattutto a causa di due fattori. Non ci arriveremo “scarichi” soprattutto dal punto di vista ospedaliero come siamo arrivati nella seconda. Poi ci sarà, in concomitanza, la fase influenzale che non è ancora cominciata. Questa potrebbe essere l’ondata più importante>.
Per questo è importante mantenere <in tutti i contesti, quelli amicali e quelli familiari il massimo della sicurezza>. È anche vero che dopo un’annata così, <Per alcuni dover passare il Natale da soli può essere una batosta>. Bonsignore chiede di consentire <i ricongiungimenti familiari come tutta Europa ha consentito>, magari con tampone per i giovani prima di recarsi a casa dalle famiglie.
<Ne usciremo sicuramente col vaccino e potremo arrivare in condizione migliore per gestire la terza ondata se si facesse un’opera di prevenzione e non un’opera di gestione momento per momento> ha proseguito il Presidente dell’Ordine dei medici, secondo il quale si darebbe dovuto <agevolare in questo momento la riduzione dei contagi, e quindi una riapertura importante con scene di moltissime persone in circolazione fanno sì che in questi giorni la curva si stia appiattendo, cioè che non ci sia più un progressivo calo>. Difficile immaginare un calo con le vie dello shopping piene. Ieri pomeriggio la Fiumara era stracolma come se niente stesse accadendo.

Bonsignore parla anche dei vaccini, che al momento sono tre. <Non ci aspettiamo risposte negative, complicazioni di salute particolari – dice -. Certamente, come tutti i vaccini che vengono messi in commercio per la prima volta, esiste la cosiddetta “fase 4” della sperimentazione, cioè il monitoraggio nel medio e lungo termine di quelli che sono gli effetti sulle persone che sono state vaccinate. Questo dovremo andare a verificare>.
<Bisogna arrivare il prima possibile a contagio 0, situazione alla quale eravamo vicinissimi questa estate – spiega, ancora, il medico -. Poi, sappiamo che con la riapertura delle discoteche e tutto quello che è successo abbiamo fallito un risultato che ormai era praticamente raggiunto>.

I tamponi veloci sono affidabili? <Dipende quali – spiega Bonsignore -. I salivari hanno tassi di inaffidabilità molto alti: ci sentiamo di dire che non sino ancora affidabili. Per quanto riguarda gli antigenici rapidi, bisogna distinguere tra l’esito positivo e negativo. Le guide del ministero della Salute dicono che il positivo necessita di una conferma di tipo molecolare (cioè in caso di esito non negativo bisogna fare il tampone molecolare per la conferma n. d. r.), che ha un’affidabilità decisamente più alta. L’esito negativo, invece, viene preso per buono perché ci sono studi che dicono che possa essere preso con una certa affidabilità come realmente negativo. Di certo, il tampone che dà maggiori garanzie è quello molecolare>.

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