Recovery Fund, richieste liguri per 22,4 miliardi, l’11% del plafond nazionale

La popolazione ligure è il 2,5% di quella italiana, ma i progetti valgono 4 volte e mezzo il peso della consistenza demografica. Per Legambiente è meglio già ridurre le richieste a quelle verosimilmente accettabili, rinunciando a quelle <invasive e potenzialmente dannose e impattanti per il dissesto idrogeologico ed il consumo di suolo e sottosuolo>

Ammontano a 22,4 miliardi i progetti strategici approvati oggi in Giunta regionale su proposta del presidente Giovanni Toti da finanziare con il Recovery Fund, il fondo messo a disposizione del Governo Italiani dalla Comunità Europea all’interno del più ampio pacchetto di aiuti concessi dalla UE per affrontare le conseguenze connesse al Covid – 19.

Le macro aree interessate riguardano:

Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo: 1,7 miliardi;

Sanità e salute: 1,5 miliardi;

Infrastrutture per la mobilità: 17,3 miliardi;

Istruzione, formazione, ricerca e cultura: 600 milioni;

Green Economy e lotta al dissesto idrogeologico: 1,3 miliardi.

Obiettivo di Regione Liguria è stato fare sintesi e riunire tutti i progetti presentati dal territorio, per recuperare le maggiori risorse per la regione e immettere sul mercato finanziamenti per recuperare il Pil perduto a causa della pandemia. Grande attenzione in particolare va al gap infrastrutturale da colmare su cui, in questi ultimi anni, vi è stata un considerevole impegno da parte della Giunta regionale.

<Grazie ai progetti che sono immediatamente attivabili di cui il 30% di Regione e il restante provenienti dal territorio, possiamo riportare il livello macro-economico in Liguria a una situazione pre-Covid – spiega il presidente di Regione Toti – Per questo abbiamo individuato una serie di priorità confrontandoci con gli Enti territoriali per recepire le loro istanze e mettere a punto le proposte migliori>.

Tra queste: L’ampliamento della diga del Porto di Genova, il raddoppio della Genova – Ventimiglia, la bretella Albenga, Carcare, Predosa, interventi sulla rete regionale delle strade e contro il dissesto, la realizzazione del servizio idrico integrato, il nuovo ospedale del ponente ligure (230 milioni), interventi di ammodernamento all’Ospedale Gaslini di Genova ( 115 milioni), interventi all’ospedale Galliera (103 milioni), nuovo pronto soccorso dell’ospedale Santa Corona (145 milioni), nuovo ospedale degli Erzelli (185 milioni di euro), ASL 5 Spezzina (10 milioni di euro) per la riqualificazione dell’ospedale S. Andrea e del San Bartolomeo, Raddoppio pontremolese (2,3 miliardi), Tunnel della Val Fontanabuona, Vari tratti dell’Aurelia bis, mobilità sostenibile e pista ciclabile tra cui spicca la ciclovia tirrenica (208 milioni), riqualificazione della Valpolcevera in particolare dell’area del cerchio rosso sottostante al ponte San Giorgio, lo sky tram in Valbisagno, la rigenerazione del centro storico genovese, il cavo Blue Med, il mega cavo Internet per aumentare il trasporto dati, l’elettrificazione dei porti, e interventi sull’edilizia scolastica.

L’elenco dei progetti verrà inviato dal presidente Toti all’attenzione della Conferenza delle Regioni incaricata di interlocuire con il governo.

<Ci attendiamo un’interlocuzione costruttiva con il governo e le altre regioni – conclude Toti – sperando che la Liguria venga premiata per il lavoro svolto fino ad ora, considerato che buona parte dei nostri interventi sono in fase avanzata e cantierabili in tempi brevi>.

<Dalle notizie divulgate tramite stampa apprendiamo che la regione Liguria presenterà il piano per afferire ai finanziamenti del Recovery Fund chiedendo 23 miliardi su 209 disponibili per il nostro Paese. Una cifra che rappresenta l’11% del totale e che, siamo convinti, non sarà mai approvata dal Governo. Per questo si dovranno individuare le priorità di investimento e sarà necessario puntare sulle opere davvero utili, coerentemente con quanto indicato dall’iniziativa approvata dal Consiglio Europeo Next Generetion EU a cui fa riferimento il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che sarà composto dall’insieme dei Piani delle Regioni attraverso la discussione nella conferenza stato/regioni> commenta Legambiente.

<Nella lista delle opere approvate ieri in Giunta Regionale ci sono aspetti positivi, in particolare per il raddoppio ferroviario Genova Ventimiglia, la Pontremolese, la ciclovia tirrenica – dichiara Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – altre opere infrastrutturali stradali risultano invece invasive e potenzialmente dannose e impattanti per il dissesto idrogeologico ed il consumo di suolo e sottosuolo. In attesa di visionare la delibera di giunta approvata – aggiunge Grammatico – ricordiamo che la richiesta di questi fondi dovrà essere approvata dal Consiglio dell’Unione Europea e perderli, a causa della proposta di opere incoerenti con le direttrici forniti dall’UE, rappresenterebbe una beffa per tutti i cittadini>.

<Le direttrici comuni per i Piani in approvazione prevedono, infatti, il contributo alla transizione ambientale, alla resilienza e sostenibilità sociale, la transizione digitale, l’innovazione la competitività – aggiunge Grammatico -. Per la rivoluzione verde e la transizione ecologica necessaria per rallentare il cambiamento climatico e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 (obiettivi fissati dallo European Green Deal) si dovrà intervenire aumentando produzione energetica da fonti rinnovabili, potenziando l’efficienza energetica dei processi industriali e degli edifici pubblici e privati, migliorando la qualità dell’aria, del suolo e delle acque sia potabili che da depurazione e creare infrastrutture che consentano una nuova mobilità. Queste ultime dovranno migliorare l’intermodalità tra i diversi mezzi di trasporto e quindi influenzare gli spostamenti urbani e interurbani. Lo Sky tram in Valbisagno non si inserisce certamente tra queste infrastrutture>. 

Confusione e incoerenza emergono anche nel dibattito sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, evidenzia Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Abbiamo sentito nelle parole di premier e ministri mettere insieme il diavolo – come il progetto di confinamento della CO2 nei fondali marini dell’Alto Adriatico e il tunnel sotto allo stretto di Messina – con l’acqua santa –  come la sperimentazione della produzione decarbonizzata di acciaio o le infrastrutture ferroviarie più adeguate per collegare le principali città del centro sud ma anche parte del nord -, che evidenziano una drammatica assenza di visione su dove portare il Paese grazie alle importanti somme di denaro europeo previste dal Next Generation EU. Questo è un problema che dobbiamo risolvere in tempi brevissimi”.

Ciafani e Grammatico confermano l’impegno dell’associazione ambientalista a promuovere nei prossimi mesi un dibattito pubblico nazionale e regionale con istituzioni, imprese e associazioni per spingere le risorse europee su lotta alla crisi climatica, mobilità sostenibile, il ciclo idrico integrato, sostenibilità in agricoltura, gestione forestale sostenibile, l’adattamento climatico in ambito urbano, prevenzione e repressione contro l’infiltrazione mafiosa. 

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