Fp Cgil: «Pronti allo sciopero contro lo stop alle ferie invece delle assunzioni»

La Funzione Pubblica Cgil chiede un incontro urgente al Governatore Giovanni Toti, con il coinvolgimento di Alisa e delle Direzioni Generali delle Aziende sanitarie <per affrontare le misure da adottare in questa fase di emergenza pandemica>

<Siamo pronti alla proclamazione dello stato di agitazione ed alla mobilitazione dei lavoratori – dicono Maurizio Gualdi e Alessandra Guazzetti, rispettivamente Segretario Generale Fp Cgil Genova e Segretaria Fp Cgil Liguria -. Anziché programmare seriamente le misure da mettere in atto, Alisa sospende ferie e permessi per i professionisti sanitari: ancora una volta i lavoratori pagano gli errori di chi doveva organizzare il sistema e non lo ha fatto. Ancora una volta Alisa scarica sul personale sanitario delle Asl la sua incapacità. Ieri ha adottato un provvedimento che suggerisce alle Asl di bloccare ferie e permessi fino al 31 gennaio, riducendo, senza poterlo fare, autodenunciando la propria non conoscenza delle norme, anche quelli per la Legge 104, ossia per coloro che assistono familiari disabili. La ragione sarebbe correlata all’aumento di casi positivi fra il personale. Questo è l’unico atto che hanno saputo mettere in campo per rispondere all’epidemia Covid-19. Denunciamo da tempo le carenze d’organico in sanità: già prima del Covid in Liguria mancavano più di mille professionisti. Chiediamo dall’inizio dell’epidemia di adottare protocolli stringenti per proteggere i lavoratori dal contagio. Abbiamo fatto proposte fattive e sollecitato la Regione perché nei mesi “della tregua estiva” organizzasse in modo efficace i servizi in vista della nuova ondata, ampiamente prevista, e assumesse tutto il personale che serviva. Non è stato fatto nulla. Un numero di assunzioni, perlopiù precarie, insufficiente e improvvisazione davanti all’aumento di casi. Vergogna! Si preferisce spremere personale che lavora in condizioni precarie e disastrose da febbraio. Ci domandiamo se questo è il “modello Liguria” che vogliamo esportare! Serve rispetto, servono investimenti, serve una seria capacità di programmazione. Noi ci siamo, con i lavoratori della sanità siamo pronti alla mobilitazione>.

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