Oggi a Genova 

Un’altra ambulanza bloccata sulle alture da auto posteggiate in divieto

Un’altra vita a repentaglio, alla mercé di persone senza educazione civica, dopo oltre 3 anni di promesse sulla mappatura delle aree a rischio e di installazione tognolini per impedire il posteggio selvaggio. L’amministrazione comunale, come tutte quelle precedenti, nulla ha fatto per risolvere il problema che rischia di trasformarsi in tragedia e ciò che è giusto soccombe ancora una volta al timore della politica di perdere voti e consenso. Il ricatto elettorale vince sul diritto ai soccorsi e alla vita

La polizia locale è intervenuta stanotte in via Pagano Doria dove un’ambulanza inviata dal 118 non riusciva a raggiungere il civico 34 per effettuare un soccorso. Minuti persi che a volte sono essenziali per la vita. Successe così nella tragica notte del 4 aprile 1974 quando don Antonio Acciai, parroco di Nostra Signora della Provvidenza, morì con la madre Emma Bigiarini e con il curato don Orazio Chiapparo, nell’incendio della chiesa che aveva contribuito a costruire: i soccorsi tardarono ad arrivare all’interno dell’edificio a causa delle macchine parcheggiate in modo selvaggio.
Qualche anno fa un uomo (già malato terminale) è morto a Castelletto a causa dai soccorsi rallentati da un’auto posteggiata, che poi si è scoperto essere la sua (probabilmente usata da terzi da qualche tempo).
Proprio in quell’occasione furono grandi le promesse dell’amministrazione per la soluzione del problema. Poi, però, è andata come sempre da almeno 46 anni a questa parte, perché per certe cose non esiste né destra né sinistra. Non è arrivata la mappatura delle aree dove la sosta è realmente pericolosa anche di notte. È arrivato qualche paletto, ma la gente posteggia oltre bloccando ancora di più la strada. La Polizia locale ha iniziato una campagna sanzionatoria giusta e necessaria, ma è stata rallentata perché l’alzata di scudi di chi pretende come diritto il posteggio (pericoloso) in divieto s’è trasformato in ricatto elettorale e ha prevalso sulle accorate richieste di aiuto delle tante persone che segnalano lo stato di illegalità rispetto al codice della strada che si perpetua da decenni e accade ogni notte. Persone che sono dalla parte della ragione, ma magari gridano di meno (e meno sono avvezze a scrivere sui social) di quelli che pretendono come diritto qualcosa che non solo non lo è, ma è un grave danno e un pericolo per la sicurezza degli altri.
Qualche giorno fa il Municipio Centro Est ha minacciato una campagna di sanzioni a tappeto in un’altra strada di Oregina dove un’altra ambulanza è stata fermata dalle auto.
Su questa questione “di vita o di morte” l’amministrazione si gioca ora faccia e reputazione, non può più fare finta di niente. Se il rallentamento dei soccorsi dovesse causare la morte di qualcuno, se un’ambulanza non dovesse arrivare in tempo, se un camion dei pompieri non potesse passare e se a causa di questo un incendio, come nel 1974, dovesse uccidere più persone, la responsabilità morale della politica sarebbe pesantissima e sotto gli occhi di tutti.

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