Ambiente 

Animalisti ieri in piazza a difesa dei cinghiali

I cinghiali di piccole dimensioni catturati, secondo le associazioni, finiscono nelle Zac, zone di addestramento cani, dove finiscono sbranati. Quelli grandi vengono subito uccisi. Eppure un metodo diverso per contenerli, sostengono, esisterebbe

La Task Force Animalista, Associazione Culturale/Politica senza scopo di lucro, che si propone statutariamente lo scopo di promuovere la tutela e il rispetto di tutti gli animali come esseri senzienti per ottenere il superamento della concezione dell’animale come “res”, con la coorganizzazione di Animalisti Genovesi, Animalisti Italiani, Save the Boars, Noi e Pumba, Zandra, AVI Associazione Vegani Italiani, Oipa Genova, Guardie Eco Zoofile Oipa Nucleo di Genova e Provincia, Coordinamento Macachi Liberi, Enpa Savona, , Iene Vegane Liguria, Arkus UnCane UnAmico Onlus, Associazione Zampatesa, Leidaa Sez. Rapallo e Golfo del Tigullio, Gaia Animali e Ambiente, Lav Genova, Associazione Caterina La Spezia, A.v.d.a. Associazione volontari per i diritti degli animali, Ageno Golfo Paradiso o.d.v., Enpa Rimini, Nala Nuova Associazione Liberazione Animale, Lotta, International Animal Protection League Italia o.d.v., ha riunito ieri in piazza Martinez <le associazioni locali e nazionali e i cittadini che riconoscono agli animali emozioni quali gioia, dolore, empatia e intelligenza nonché diritti, dalla parte dei cinghiali liguri, condannati a morte dalle Istituzioni che non hanno fatto, nonostante i fondi promessi, adeguata prevenzione (sterilizzazioni, recinzioni e segnaletiche stradali)>.

<La Regione Liguria detiene per di più il triste primato delle ZAC, Zone Addestramento Cani, nelle quali finiscono la maggior parte dei giovani cinghiali che non superino i trenta chili (al superamento dei trenta chili ne è poi previsto lo “smaltimento”), catturati nei paesi e nelle città essendo, per decreto regionale, proibita la remissione nel territorio – dicono gli animalisti -. Associazioni e cittadini non ci stanno a metodi cruenti di contenimento e propongono soluzioni alternative all’abbattimento quali recinzioni, sterilizzazioni, segnaletiche stradali e dissuasori di velocità, attualmente totalmente mancanti, che segnalino la presenza di cinghiali, evitando così incidenti, censimento ed eventuali esportazioni di cinghiali in altre regioni in cui questi animali si stanno estinguendo, oltre che la conversione “etica” delle ZAC in luoghi protetti. Ricordiamo che, oltre ai cinghiali, i cani dei cacciatori passano la vita rinchiusi in gabbie abbandonate nei boschi, per poi essere liberati durante la caccia, rischiando la vita e riportando il più delle volte innumerevoli ferite. Quelli che non sanno cacciare vengono abbandonati e i canili di tutto il territorio Nazionale, purtroppo, ne sono pieni. La caccia nel 2020 deve cessare, essendo un pericolo anche per gli stessi esseri umani e ledendo il sentimento di molti. Illegale dunque, per un Codice Civile attento al sentimento e al dolore umano e priva di ogni fondamento logico>.

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