Autosegnalazioni Covid, ancora cittadini che non hanno risposta

Molte persone rientrate dall’estero continuano a segnalarci che rimangono in attesa per ore al numero telefonico fornito dalla Regione, senza riuscire a ottenere risposta. Analoghe segnalazioni arrivano per quanto riguarda le mail inviate all’indirizzo fornito. Alisa fa sapere che le risposte alle mail arriveranno comunque e i tamponi saranno effettuati entro le 48 ore dalla segnalazione. Fateci sapere se questo avviene come promesso

Sotto: il comunicato della Regione del 13 agosto scorso. È riportato anche sul sito della Regione stessa. Si dice che bisogna autosegnalarsi entro 48 ore, ma non che i tempi di risposta sono di ulteriori 48 ore.

Il test è obbligatorio e gratuito. La Regione ha recepito l’ordinanza statale e il 13 di agosto aveva parlato di potenziamento del personale a disposizione. Ha, evidentemente sottostimato l’afflusso se è vero che ieri sono state prese in carico mille chiamate come recita il comunicato di questa mattina e lo stesso tante persone ci hanno segnalato via mail e sulla pagina Facebook del sito genovaquotidiana.com, anche stamattina (due le segnalazioni dalla Spagna di persone in rientro), che non sono riuscite a parlare con l’operatore. A nostra precisa domanda, ieri alle 15:45, ci era stato risposto da Alisa che nella mattinata le chiamate prese in carico erano state 150. Secondo quanto dice il comunicato regionale di stamattina, dunque, a fronte della “modica” risposta del mattino, nel pomeriggio la capacità di risposta si sarebbe moltiplicata e sarebbero state evase altre 850 richieste. Il problema, soprattutto per chi chiama dall’estero, è che spesso viene lasciato in attesa per ore perché le linee sono intasate. Molte persone tentano di chiamare prima del rientro per non perdere giorni di lavoro, ma si aggiungono a quelle già rientrate e l’assalto ai centralini è doppio. Fino a quando non si hanno i risultati del test bisogna stare in quarantena e in tanti cercano di mettersi avanti per non perdere giorni di lavoro. Non è chiaro in quale modo i dipendenti possono giustificare l’assenza (malattia? Ferie? Questa, però, non è partita regionale ma statale) e, comunque, i lavoratori autonomi, i professionisti e gli imprenditori non possono permettersi di gettare altri giorni di lavoro al vento dopo il lungo lockdown: ovvio che cerchino di effettuare il test il prima possibile. La mail della Regione dice anche che <L’interessato che sceglie il canale di posta elettronica, sarà contattato per effettuare, entro 48 ore dalla segnalazione, il tampone al domicilio o attraverso il servizio drive-through. Chi decide invece di contattare l’utenza dedicata, verrà messo in contatto con il primo operatore disponibile. Si consiglia, qualora impossibilitati a parlare con un operatore, di inviare un messaggio di posta elettronica con i propri dati per favorire una presa in carico il più ottimale possibile>. Per quanto riguarda il rispetto dei tempi, lo monitoreremo e chiediamo ai lettori di segnalarci sia nel caso in cui siano mantenuti come da promessa sia che non lo siano. La nostra mail è genovaquotidiana@gmail.com.

Poi, la nota stonata del comunicato di Alisa, che recita: <Si invitano gli organi di informazione a non generare panico e a verificare le segnalazioni degli utenti che lamentano mancate risposte che non possono essere fornite in tempo reale (il tampone va programmato ed eseguito entro 48 ore dalla segnalazione);  il sistema sta mettendo in campo tutte le risorse e le professionalità necessarie per rispondere in modo efficace all’ordinanza ministeriale che, diramata il 12 agosto scorso, ha prodotto effetti immediati a partire dal 13 agosto sulle singole realtà regionali, già coinvolte a tutto campo nella gestione dell’emergenza Covid-19>. Insomma, al solito la sanità regionale si applica molto a far capire quanto sia brava e tempestiva. E, contemporaneamente, i cittadini protestano per mancate risposte e lungaggini subite. Anche a noi è stato detto da Alisa di <aspettare i tempi tecnici previsti>, cioè le 48 ore dalla segnalazione. Peccato che non stesse scritto da nessuna parte che per la presa in carico e il tampone si sarebbero dovute aspettare anche 48 ore: la gente non lo sapeva e giustamente ha protestato. Insomma, da parte dell’azienda regionale viene prima di tutto la preoccupazione per la propria immagine mentre per i disservizi lamentati dai cittadini non arrivano le scuse che sarebbero dovute. Sbagliano tutti: i cittadini ad avere “fretta”, i giornali a pubblicare le loro lamentele, ma Alisa (a suo stesso giudizio) non sbaglia mai e si permette anche di “alzare (metaforicamente) la voce” contro i media che danno voce ai disagi dei cittadini.

Vogliamo essere chiari: nessuno ha parlato di “paura” (termine curiosamente usato dal comunicato Alisa), ma tutti i cittadino hanno parlato di grossa seccatura causata dalla mancanza di risposte in tempo ragionevole da parte della sanità regionale. Insomma, di disservizio, di disagio. Alisa ci ha chiesto espressamente di effettuare la <verifica deii tempi delle richieste e le procedure che hanno seguito>. Così abbiamo fatto con due aggiornamenti, prima che ci fosse chiesto, quando la denuncia da noi pubblicata ieri, dopo 24 ore di chiamate, è stata finalmente presa in carico dalla Asl (dopo la pubblicazione del nostro articolo). Lo faremo anche per le successive segnalazioni di tutte le persone che ci hanno scritto via mail, via messaggio o nei commenti di non aver ricevuto risposta per ore al telefono, messe in attesa (un’attesa nel caso di chiamate dall’estero col telefono fisso e, comunque, per chi non ha tariffe flat sul cellulare). Il fatto, però, è un altro. Il fatto è che ci siano persone che si sono dovute rivolgere ai media (non solo il nostro) perché, nonostante ogni tentativo esperito, anche per 24 ore la loro segnalazione non è stata prese in carico dal sistema sanitario regionale. A volte non serve una grande organizzazione, basta una risposta automatica alla mail: <Verrete richiamati per fare il tampone entro le 48 ore>, se così è. Invece chi ha inviato all’indirizzo segnalato messaggi con notifica di apertura ha constatato che per un giorno intero il proprio non era stato nemmeno aperto.
Sotto: l’articolo di ieri sulla segnalazione di Cristina e della sua famiglia.

Oltre a Cristina e alla sua famiglia che hanno atteso 24 ore una risposta (con l’appuntamento per il tampone), ieri ci hanno scritto, tra gli altri, Andrea dalla Cantabria, Cristiana per il padre rientrato da Malta, Luca dalla Spagna, come Sandro e Roberto che hanno chiamato oggi tutta la mattina senza riuscire a mettersi in contatto. Anche Paolo è tornato dalla Spagna e ieri solo dopo ore è riuscito a prendere la linea. Testimonia di aver ottenuto il tampone questa mattina. In duce ci hanno scritto, invece, raccontando di aver chiesto e ottenuto il tampone in 48 ore.

Per quanto ci riguarda, abbiamo fatto il nostro lavoro: abbiamo segnalato un disservizio denunciato dai cittadini e causato dalle risposte non tempestive di Alisa e della Asl3. Le segnalazioni servono perché il servizio migliori. Qualche minuto di attesa ci sta, non ci stanno le ore passate ad attendere la linea. Così come non ci sta che non ci siano state risposte tempestive alle email, quantomeno confermando la presa in carico del problema. Il nostro lavoro non è “non disturbare il manovratore”, ma dare voce ai cittadini-lettori e dare informazioni generali a chiunque ci legga, anche quelle che, lo testimoniano i lettori stessi, non hanno ottenuto tempestivamente dalla sanità regionale. Non serve che Alisa inviti i media a <non generare panico> (cosa mai avvenuta e anche offensiva) quando i media scrivono di un disservizio della sanità regionale, vissuto come tale dai cittadini. Sarebbe più opportuno che Alisa si concentrasse, piuttosto, sul garantire che i disservizi segnalati dai lettori non si verifichino più.

Intanto, a fronte di mille chiamate di vacanzieri di ritorno prese in carico solo ieri dai centralini Alisa (alcune per due, tre o più persone), la Regione fa sapere che i tamponi effettuati in totale nelle ultime 24 ore sono stati poco più di mille di cui solo una parte a nuovi testati (gli altri sono tamponi per verificare la negatività acquisita).

Ricordiamo alla Sanità regionale che il lavoro non si tutela solo lasciando aperte le attività produttive come le discoteche, su cui altre Regioni hanno preso provvedimenti molto diversi alla luce di focolai accertati, ma anche permettendo a chi rientra di tornare in tempo al lavoro dopo le ferie per le quali è partito senza che ci fosse alcun divieto di spostarsi in paesi esteri. Alle 48 ore di attesa dichiarate per effettuare il test, speriamo non si aggiungano tempi lunghi che ottenere i risultati e che chi è negativo e le relative aziende non perdano giornate di lavoro.

Ci teniamo anche a sottolineare un errore nel comunicato di Alisa di stamani.

Le parole “tutti coloro che intendono sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale” lascerebbero intendere che questo è facoltativo. Non è così: è obbligatorio auto segnalarsi e mettersi in quarantena ed è obbligatorio effettuare il test presso la Asl che, come si diceva, è gratuito.
Alisa si impegna col comunicato inviato ai media questa mattina a effettuare il test entro le 48 ore dalla segnalazione. Ovviamente, fa fede l’orario in cui la mail è stata spedita, non quello in cui viene aperta. Chi non riesce a contattare telefonicamente gli uffici, mandi una mail, magari certificata, agli indirizzi che pubblichiamo in calce. Chi non ha risposta nei tempi promessi da quegli indirizzi, ci contatti alla nostra mail genovaquotidiana@gmail.com

I numeri e le mail resi noti dalla Regione

Per informazioninumeri  e contatti Asl Liguria per viaggiatori rientro estero

ASL 3 – mail covidestero@asl3.liguria.it telefono 010 849 7003, attivo da lunedì a sabato (orario 9-15) e domenica e festivi (8.30-12.30).

ASL 1 – mail bu.gsat.tamponi@asl1.liguria.it per richiesta tamponi; numero verde per segnalare ingresso e richiesta informazioni 800 554 400, attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 20.

ASL 2 – mail covid-19@asl2.liguria.it in caso di impossibilità ad inviare una email, è possibile contattare il numero 019 8405 769 attivo dal lunedì al venerdì (orario 8-17) e dal 22 agosto anche sabato e domenica (orario 8-14).

ASL 4 – mail ip.segreteria@asl4.liguria.it telefono 0185 329 037, attivo dal lunedì al venerdì (orario 8.30 alle 17) mentre il sabato ed i giorni festivi il reperibile può essere contattato attraverso la centrale operativa 118.

ASL 5 – mail covidestero@asl5.liguria.it in caso di impossibilità a inviare e-mail, è possibile contattare il numero telefonico 0187 533 689 (il servizio è attivo anche il sabato ed i giorni festivi).

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: