Il turismo in Liguria, per Toti da disastro a +4.600% in un giorno

Fino a ieri, secondo il presidente della Regione, la Liguria era completamente rovinata per le condizioni delle autostrade. Be’ pare di no, invece. Sempre a dar retta allo stesso Toti che oggi pubblica su Facebook un post in cui comunica raggiante che le prenotazioni di Bellvilla per la Liguria e per quest’estate sono quasi centuplicate. Poi, da centuplicate diventano il 4.600% (vabbé, la matematica non è un’opinione, ma diceva Einstein che tutto è relativo e magari vale anche per le percentuali non solo per la fisica).
Toti parla di Bellvilla come di <uno dei maggiori player specializzati>, ma si dimentica di dire di cosa si occupa. Ve lo diciamo noi: case vacanze. Bellvilla propone più di 20.000 case vacanze in Europa. Ma quante sono in Liguria? Lo vedremo.
Cosa vuole dire l’incremento per la Liguria? Che chi prima andava in albergo ora cerca una sistemazione indipendente per evitare la socialità, temendo il contagio in luoghi ricettivi affollati. Non c’è tanto da cantar vittoria, perché passare dalla ricettività in hotel a quella nelle case significa perdere tanti posti di lavoro per il territorio. Non solo negli alberghi, ma anche nei ristoranti, perché le case hanno la cucina e in tanti fanno la spesa e mangiano nell’immobile affittato.
Poi, il +4.600% (o “centuplicazione” che dir si voglia) di cosa? Le location offerte in Liguria dal sito, in grado di ospitare da 2 a 6 persone, sono meno di 170 (abbiamo fatto una ricerca sul sito in vari periodi e il numero più alto di case a disposizione che c’è uscito è 168). Un campione non propriamente indicativo se non della tendenza, che purtroppo è reale. Ma non è positiva.

Il post nasce da un tipico comunicato aziendale, pubblicato anche dalla Adn Kronos. Vi si legge che <Nel caso della Liguria le prenotazioni effettuate rispetto al 2019 sono quasi centuplicate, con un incremento percentuale del +4.600%>. La matematica opinabile non è quindi farina del sacco di Toti, che, pure, non s’è accorto dello svarione e lo ha pubblicato “paro paro”, in copiaincolla, sulla sua bacheca. Ma non è la matematica l’unico inciampo odierno di Toti: già stamattina, in un’intervista, s’è definito “situazionista” per dire che non è negazionista rispetto al Covid, ma adeguerebbe, a suo dire, il suo giudizio alla situazione reale. Peccato che il situazionismo significhi ben altro. L’Internazionale Situazionista è stato un movimento filosofico-sociologico ed artistico marxista libertario, con radici nelle avanguardie artistiche d’inizio Novecento, come il Dada, il surrealismo ed il costruttivismo russo, e nel pensiero politico legato al cosiddetto comunismo di sinistra. Pare che anche la lingua italiana e la filosofia siano relative dalle parti di piazza De Ferrari. Alleghiamo lo screen dalla Treccani, che magari viene utile per evitare ulteriori citazioni a muzzo.

Ma torniamo al turismo. Sempre nel comunicato di Belvilla si legge che <Quest’anno in Europa si opta per soluzioni abitative indipendenti lontane dai luoghi affollati; inoltre, rispetto al 2019 è aumentata del +172% la richiesta di case immerse nella natura come chalet e agriturismi. Tra i maggiori requisiti richiesti la casa deve essere raggiungibile con mezzi propri e preferibilmente dotata di piscina e giardino privato per evitare assembramenti>. Insomma, un disastro per alberghi e ristoranti e per l’occupazione. E c’è ben poco da “fare gli splendidi” sui social, per usare un linguaggio che potrebbe essere adeguato al linguaggio del post. Purtroppo. Forse, al di là degli slogan da social, la situazione meriterebbe un’attenzione più puntuale, a partire dall’analisi della situazione.

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