La bomba di Campo Ligure sarà fatta brillare in Valvarenna

Per il trasporto, chiuse la A26 e la linea ferroviaria. La decisione sul luogo in cui verrà portata spetta al Prefetto e al Comitato Sicurezza, non al Comune. Domani ci sarà una riunione in Prefettura per stabilire i dettagli. Mentre gli abitanti di Campo Ligure sanno che domenica saranno evacuati, quelli del ponente genovese non hanno ancora notizie su quello che accadrà

Domenica prossima, 12 luglio, sarà rimosso e fatto brillare l’ordigno
della Seconda guerra mondiale, da 220 chilogrammi, scoperto nel torrente
Stura sotto il ponte della ferrovia a Campo Ligure, località Campazzo. Si parla di evacuazione nel raggio di 600 metri dalla cava anche in Valvarenna, ma la gente che, eventualmente (è molto probabile) dovrà lasciare le case tra 3 giorni non sa ancora nulla di cosa le toccherà.

Il Comune di Campo Ligure fa sapere che sono state <completate le operazioni di consolidamento, domenica la bonifica>. E aggiunge: <Dopo lunghi ed estenuanti incontri su varie sedi, anche gli ultimi dettagli si stanno definendo e il quadro dell’operazione si sta delineando in tutta la sua complessità. In particolare posso anticipare che domenica 12 Luglio, a meno di imprevisti, non ci saranno limitazioni ai servizi (gas, acqua, Enel, telefonia, ect). Ci sarà solo una parziale disattivazione della corrente elettrica in una cella di località stazione (avvisi da parte di Enel già posizionati presso gli edifici interessati). Sono stati definiti gli orari di chiusura dell’autostrada A26, della linea ferroviaria Ovada-Genova (e viceversa) e della statale 456 del Turchino. I dettagli delle chiusure e i percorsi alternativi saranno forniti nelle prossime ore a cura dei relativi gestori. Sono stati definiti tutti i varchi di zona gialla e di smistamento/filtro della viabilità che saranno presidiati attraverso un esteso impiego di Forze dell’Ordine e di Polizia Locale. La verifica dell’avvenuta evacuazione sarà gestita dai volontari della Protezione Civile supportati da squadre delle Forze dell’Ordine. Il controllo anti-sciacallaggio sarà assistito da 2 droni messi a disposizione dalla CRI e dai Vigili del Fuoco. Il centro di Comando delle operazioni (COM) avrà sede a Masone presso i locali di Villa Bagnara e sarà collegato con tutti i responsabili delle operazioni sul campo>.

Questi i tempi dell’operazione:
EVACUAZIONE ZONA ROSSA: dalle 6,00 alle 9,30
VERIFICA AVVENUTA EVACUAZIONE: dalle 9,30 alle 10,00
ATTIVITÁ DI BONIFICA: a partire dalle 10,00 con tempi stimati dalle 2 alle 6 ore
A fine operazione l’ordigno sarà caricato su un mezzo e trasferito in una cava nei pressi di Pegli per la distruzione.

<È in fase di valutazione un possibile allungamento dei tempi nel caso risultasse necessario sezionare l’ordigno in più parti per agevolare le operazioni di brillamento in cava – prosegue il messaggio del Comune -. In questi ultimi giorni si è completata una larga parte di attività informativa attraverso info point, manifesti, locandine e depliant che mi auguro abbiano raggiunto tutti gli interessati. Chiunque abbia ancora necessità di chiarimenti può rivolgersi all’info point del comune o chiamare gli uffici comunali allo 010.921003. Con il supporto dei volontari della Protezione Civile di Campo Ligure, Rossiglione e Mele è stato completato il censimento dei nuclei famigliari soggetti all’evacuazione. Dal risultato di questa attività sono emersi i bisogni dei cittadini e si è di conseguenza definito il piano di evacuazione che è stato presentato alla Prefettura di Genova. Nei prossimi giorni altre iniziative saranno avviate per agevolare l’identificazione dei civici che dovranno essere evacuati. A Rossiglione in località ex Ferriera sarà predisposto un polo sanitario per il ricovero degli ospiti della RSA, della Residenza Protetta e dei malati domiciliari. I locali sono stati recentemente ripuliti e sanificati. A partire da venerdì si inizierà a montare il modulo sanitario che ospiterà gli ospiti della RSA e a predisporre i locali interni con i 30 letti per ospitare la Residenza Protetta e i domiciliari. Massima assistenza sanitaria sarà garantita dalla CRI, dai gestori delle strutture e da ASL3. A tutte le persone assistite sarà assicurato servizio di colazione e pranzo. Il Comune in concerto con Punto Service ha informato sui dettagli dell’operazione i famigliari degli ospiti della Residenza Protetta, mentre la cooperativa Global Care ha provveduto a informare i famigliari degli ospiti della RSA. A Masone il punto di attesa per la popolazione non sarà presso la palestra Ronco ma, grazie alla generosità della Pro Loco di Masone, nei propri locali al piano terra dell’ex edificio Ancifap. Il trasporto delle persone da Campo Ligure a Masone è assicurato da 2 mezzi ATP riservati con partenza dalla Stazione e da P.za San Sebastiano. Sempre a Masone sarà disponibile il parcheggio riservato alle macchine in località ex Cerusa>.

Atp, su richiesta delle amministrazioni locali ha messo a disposizione due mezzi del nuovo tipo Freccia del Turchino (uno da 13 metri e l’altro da 10.50 metri) che trasporteranno i residenti della “zona rossa” – ovvero l’area che si trova entro un raggio di 660 metri dalla boma – che dovranno essere evacuati. Le persone saranno portate da Campo Ligure a Masone, nelle diverse zone di sicurezza individuate, in maniera del tutto gratuita.

Le notizie per la Valvarenna sono, al momento, limitatissime. Si sa che probabilmente, domenica 12 luglio, intorno alle 14, verranno chiusi via Carpenara e il guado all’altezza della cava pian di Carlo perché proprio lì faranno brillare 1 bomba in cava. Le case nel raggio di 600 metri verranno probabilmente evacuate.

Paolo Gozzi, già consigliere del Municipio Ponente e comunale, ricorda che <Non sarebbe la prima volta, o meglio non sarebbe stata la prima volta, se nel febbraio 2011 il Municipio Ponente non si fosse fermamente opposto ad analoga ipotesi riguardante un ordigno rinvenuto nel Comune di Recco. Lo ricordo bene perché ero assessore allora, mentre presidente era Mauro Avvenente, e come giunta municipale votammo un documento piuttosto duro per chiedere alla Prefettura di trovare un luogo alternativo per l’operazione. Le ragioni erano piuttosto variegate e semplici, ma posso riassumerle in un paio: la preoccupazione per una condizione geologica della vallata già piuttosto compromessa e l’inopportunità di andare a gravare, sempre, con disservizi quali evacuazioni e blocco del traffico su luoghi già piuttosto martoriati e già gravati di pesanti servitù in nome dello sviluppo economico dell’intera città. E  a seguito della mobilitazione, infatti, il luogo alternativo fu trovato – Pallare, mi pare – e lì l’operazione venne effettuata con un numero esiguo di evacuazioni e minori disservizi: qualche spesa in più, probabilmente, per la maggiore distanza di trasferimento. Non mancò una polemica con l’allora Sindaco di Recco che, non potendo recepire le ragioni della preoccupazione, disse che la nostra posizione si addiceva più ad un “contadino della Valle” che a una Giunta municipale: dichiarazione che non ci scompose più di tanto se valeva a spiegare che percepivamo pienamente le pulsioni del territorio e cercavamo di tradurle in posizioni amministrative>.

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