Toti attacca ancora sulle code in autostrada (ma dimentica la mascherina)

Nella foto pubblicata sulla sua pagina Fecebook, scattata dai sedili posteriori dell’auto, si vede che è senza il dpi previsto per legge in auto. Qualcuno, sotto il post, gli chiede se a guidare è un congiunto (unico caso in cui potrebbe evitarla). Se non lo è, sta trasgredendo il decreto nazionale sulla prevenzione al Covid e non dà un bell’esempio sul rispetto delle regole ai cittadini

Molta giusta preoccupazione per la situazione delle autostrade, meno per il Covid. In un comunicato di ieri, il presidente della Regione ha dichiarato: <Tutti i principali parametri anche oggi sono in calo dal numero di nuovi positivi alla situazione nelle singole province, dagli ospedalizzati ai pazienti in terapia intensiva che oggi sono soltanto due, un dato veramente straordinario; cala il numero dei positivi a domicilio e cresce il numero dei guariti con doppio tampone>.
Però la legge nazionale è legge per tutti e cosa dice la legge sui trasporti in auto lo si può leggere nella pagina web delle Faq del Ministero.

Non crediamo che il Presidente conviva con l’autista della Regione. Solo in quel caso potrebbe, infatti, non usare la mascherina. Non è nemmeno questione di Covid o non Covid (anche se, ricordiamo, anche ieri ci sono stati 5 nuovi contagi individuati anche se la Liguria continua a effettuare pochi tamponi rispetto alle altre regioni più colpite e 3 morti), ma di buon esempio che le istituzioni sono chiamate a dare ai cittadini per il rispetto delle norme (specie quelle che riguardano la salute pubblica) e della legalità.

Questo il testo del post Facebook con la foto “incriminata” in cui Toti attacca per l’ennesima volta il Governo.

 Una mattina di ordinario caos sulle autostrade della Liguria. Appena partito da Genova verso il ponente e già i primi 6 km di coda. Sulla corsia a fianco anche un scontro  tra tir. Con tutti questi cantieri si moltiplicano gli incidenti, aumentando i rischi e non la sicurezza di chi si deve spostare. Continuiamo ad aspettare dal Ministero un piano che liberi la nostra regione, letteralmente prigioniera di ritardi, inerzia, inefficienza. E oggi, per non assumersi responsabilità, c’è chi ha deciso di chiudere di fatto le autostrade della Liguria con una programmazione dei lavori che sarebbe grottesca se non fosse drammatica. Continuiamo a chiedere soluzioni al Governo al fianco dei nostri sindaci che oggi hanno scritto al Ministero dei Trasporti per denunciare la drammatica situazione delle loro città. Ma vi pare possibile che dopo due anni dalla tragedia del Morandi la situazione sia questa? Il Ministero approvi immediatamente e si assuma la responsabilità di un nuovo piano di lavori, che riduca il rischio di incidenti e consenta alla Liguria di ripartire. Sennò, se non sono capaci, passino immediatamente le competenze alla Regione e ce ne occuperemo noi, come abbiamo fatto per il Ponte per Genova. Se continuerà questa inerzia e scarico di responsabilità saremo costretti a pensare che qualcuno vuole soffocare deliberatamente il nostro territorio.

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