In via Turati spunta il dehors Covid vietato dal regolamento comunale sull’azzardo

La zona è di quelle attenzionate per le pessime frequentazioni dei portici, con ubriachi e gruppi di persone che stazionano in condizioni tali da creare degrado e compromettere la vivibilità. Liti o, addirittura, risse sono all’ordine del giorno. È in questo ambiente difficile che è comparso un nuovo dehors, uno dei tanti autorizzati fino a fine anno col decreto Covid. Ma per regolamento comunale (non superabile con semplice decisione dell’assessorato) i locali con videoslot non possono ottenere in concessione il suolo pubblico. Quindi, quel dehors, Covid o non Covid, non dovrebbe esserci

È bene dire che il decreto Covid nazionale non sospende le regole in essere, solo, in accordo coi Comuni, evita il pagamento del suolo pubblico fino al 31 dicembre e facilita le procedure di concessione. Non può, quindi, essere concessa autorizzazione che non si armonizzi col Codice della strada o che non rispetti le regole preesistenti di ogni ordine e grado.

In questo caso parliamo dell’articolo 19 comma 9 del “Regolamento comunale sale da gioco e giochi leciti” approvato dal consiglio comunale il 24 maggio 2013 su proposta degli allora assessori della giunta Doria Elena Fiorini (Legalità) e Francesco Oddone (Commercio). Lo spirito è stato quello di disincentivare l’azzardo “sotto casa” e di favorire con lo spazio esterno i locali che rinunciano ai profumati incassi garantiti dalle “macchinette”.

Il Regolamento era stato approvato (24 favorevoli, 6 astenuti e 4 presenti non votanti) con l’appoggio di tutta la maggioranza e del M5S, mentre l’intera opposizione non ha votato contro, ma si è astenuta. Le regole contenute sono, quindi, volontà del popolo genovese espresso attraverso i propri rappresentanti a Tursi.


Sotto: l’intero regolamento scaricabile e consultabile. L’articolo citato si trova a pagina 16


Essendo stato approvato dal Consiglio Comunale, il regolamento non può essere né ignorato né rivisto, nemmeno temporanemente, dall’attuale giunta senza il passaggio (e il voto) nella Sala Rossa di Palazzo Tursi. La regola è una di quelle introdotte per disincentivare la ludopatia, un fenomeno preoccupante soprattutto in periodi di vacche magre come questo.
Invece il dehors è comparso, proprio in uno dei luoghi più difficili del centro storico per la vivibilità, dove tutto si dovrebbe fare meno che, a buon senso, incentivare l’aggregazione delle persone. Non rispettando le normative comunali può essere, ovviamente, sanzionato sia da Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza, sia dalla stessa Polizia locale.
Questo, ovviamente, se privo di permesso di occupazione suolo. Ma se, invece, la licenza gli fosse stata concessa dall’assessorato al Commercio che sovraintende alle concessione dei dehors Covid e con tanto di parere positivo della Polizia Locale? Domani cercheremo di capirlo. Certamente lì non può rimanere. Prevale l’interesse di un singolo commerciante o quello dell’intera collettività: il rispetto di leggi e regolamenti e dei principi che li hanno ispirati? Ieri mattina abbiamo verificato che le “macchinette” sono in uso e che ci giocavano alcune persone.

Il dehors comparso in via Turati ci è stato segnalato da un cittadino indignato perché una norma così importante viene calpestata proprio in una zona tanto delicata. È inutile, al di là del regolamento sull’azzardo, impiegare uomini della polizia locale e delle forze dell’ordine per controllare una situazione-limite, quella dei portici, e poi favorire lo stazionamento in loco. Riusciranno i responsabili del locale a impedire che i tavolini diventino un accampamento dei bevitori seriali di birra, quasi sempre piuttosto agitati e non di rado violenti, che già tanti guai causano ai passanti, ai residenti, a tutte le attività dei portici?

È bene ricordare, in questo fiorire di dehors, che Governo e Comuni hanno in accordo tra loro incentivato le occupazioni suolo per dare una chance ai pubblici esercizi alle prese con le difficoltà delle regole di distanziamento, che tante sono le regole che non decadono. Ad esempio, nel caso dei dehors lontani dal locale (a volte concessi addirittura dall’altra parte della strada), quella che impone il trasporto degli alimenti con idonea copertura. Portare il cibo all’esterno per servirlo lontano dall’esercizio senza la copertura prescritta è sanzionabile con una multa di oltre 3 mila euro.

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