Annunci

Comuni limitrofi, Prefetture avvisate dalla Regione

Lo stop all’avvocato Filippo Biolè e alla sorella imposto dai Carabinieri mentre si recavano a Bosio (Comune confinante), sarebbe stato un errore della pattuglia. La comunicazione prevista dall’ordinanza è stata effettuata il 21 maggio scorso – I DOCUMENTI. Secondo lo stesso Biolè, invece, mancherebbe il provvedimento piemontese per rendere valido quello ligure

Ieri sera lo sfogo di Biolè su Facebook. Con la sorella, ha raccontato, era dovuto tornare indietro mentre, dopo 3 mesi, stava andando a incontrare il padre che ha trascorso il lockdown nell’unico comune piemontese confinante con quello di Genova (quindi l’unico accessibile da Genova): Bosio.

L’avvocato ha raccontato che la pattuglia dei Carabinieri, che ha fermato la sua auto, gli avrebbe detto di non riconoscere gli effetti dell’ordinanza regionale e che lo avrebbe “graziato” della salata sanzione perché lui gli ha mostrato gli articoli sull’annuncio del presidente della Regione Giovanni Toti e anche il provvedimento stesso che si può scaricare sul sito dell’ente. Insomma: per i militari dell’Arma era in buona fede, ma doveva comunque tornare indietro. E così è stato.
Ieri sera (abbiamo avuto la notizia dopo mezzanotte) avevamo scritto che ci saremmo informati presso la Prefettura di Alessandria. Dalla Regione ci è arrivata anche tutta la documentazione dell’accordo con le Regioni confinanti e le lettere di comunicazioni ai Prefetti. Le pubblichiamo qui sotto.

L’avvocato Biolè potrebbe, dunque, anche oggi o domani, andare a trovare suo padre a Bosio. A tutti ricordiamo, invece, che Bosio è l’unico Comune non ligure che confina con quello di Genova. Per gli spostamenti verso tutti gli altri comuni (salvo che per comprovati motivi di lavoro o emergenza) sarà necessario aspettare il 3 giugno prossimo, quando gli spostamenti saranno possibili a tutti per decisione del Governo.

Secondo Biolè, invece, per essere valido il provvedimento deve essere perfezionato da analoga ordinanza della Regione Piemonte. <Di fatto manca la risposta alla lettera di Toti – sostiene -, perché il presidente Alberto Cirio ha deciso di non concedere la stessa possibilità ai cittadini del Piemonte. Per questo il provvedimento, come mi hanno spiegato i Carabinieri, è inefficace. Sono stati loro a dirmi che mancava un provvedimento e che erano mandati appositamente lì a rimandare a casa tutti i genovesi: non eravamo i primi>.
<C’è anche una questione di scala gerarchica delle fonti legislative – prosegue l’avvocato, spiegando che i provvedimenti nazionali superano quelli locali, quantomeno sui temi relativi alla salute pubblica -. Nell’ordinanza regionale si fa, infatti riferimento alle disposizioni del ministero della Salute, equiparando la visita ai congiunti allo stato di necessità. Ma è un po’ una forzatura>.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: