Borgoratti, chiuso dal Questore per 15 giorni il panificio trasformato in base dello spaccio

Il provvedimento del questore arriva dopo l’arresto di due collaboratori dell’attività. Nel locale e nelle abitazioni collegate erano stati sequestrati oltre 16 chili di hashish, cocaina e più di 6 mila euro in contanti

Il questore di Genova ha disposto la chiusura per 15 giorni di un panificio nel quartiere di Borgoratti, ritenuto dagli investigatori una vera e propria centrale di spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, al termine di un procedimento amministrativo avviato e istruito dalla Divisione Polizia amministrativa e sociale della polizia di Stato. La misura sospende per due settimane la segnalazione certificata di inizio attività dell’esercizio di vicinato intestata alla conduttrice del panificio.

La decisione arriva dopo una recente attività di polizia giudiziaria condotta dagli agenti delle volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, che ha portato all’arresto in flagranza di due collaboratori dell’attività per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta del compagno della proprietaria, 41 anni, e di un altro uomo di 39 anni. I due, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero utilizzato il contesto del panificio come punto di riferimento per l’attività illecita.
L’indagine era partita il 29 aprile, dopo alcune segnalazioni arrivate dai residenti di Borgoratti. Gli abitanti avevano riferito di movimenti sospetti nei pressi dell’esercizio commerciale e gli agenti avevano quindi avviato un monitoraggio del locale. Durante i controlli sarebbe emerso un via vai anomalo di giovani, soprattutto nelle ore serali e notturne. Dagli accertamenti, inoltre, uno dei due collaboratori risultava già noto agli uffici per precedenti episodi legati allo spaccio di stupefacenti.
A quel punto gli operatori della polizia di Stato, insieme al team cinofili, hanno proceduto alla perquisizione del panificio e delle abitazioni riconducibili ai due collaboratori. Il bilancio del sequestro è stato rilevante: complessivamente sono stati trovati 16 chili e 720 grammi di hashish, 780 grammi di cocaina e 6.214 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio o comunque collegati agli accertamenti in corso.
Il provvedimento di chiusura è stato notificato oggi dagli agenti del Commissariato Foce-Sturla. La sospensione dell’attività commerciale, spiegano dalla questura, è stata adottata a garanzia dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, con l’obiettivo di interrompere una situazione considerata socialmente pericolosa. La misura non ha soltanto una funzione immediata, cioè impedire che il locale possa continuare a essere utilizzato come punto di riferimento per lo spaccio, ma anche un effetto dissuasivo nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi.
La logica del provvedimento è infatti quella di sottrarre agli indagati un possibile canale di approvvigionamento e distribuzione degli stupefacenti, segnalando al tempo stesso che quel luogo è sotto attenzione da parte delle autorità. La chiusura del panificio si inserisce quindi nel più ampio quadro degli interventi amministrativi e investigativi finalizzati a impedire che esercizi commerciali aperti al pubblico diventino punti di aggregazione o copertura per attività illecite.
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