Liguria, 32 contagi e 7 morti. Finalmente aumentano i tamponi

Per la prima volta il numero si avvicina ai 3 mila promessi tempo fa (2.719 di cui 1.289 primi tamponi a casi non testati). Giocoforza, aumentano i contagi censiti che passano dai 14 di ieri ai 32 di oggi. Ma, paradossalmente, è l’inizio di una buona notizia (se si proseguirà in questa direzione). Il tasso di positività ai primi tamponi, nonostante il raddoppio dei primi test, è sostanzialmente lo stesso: 2,19% ieri, 2,48% oggi

Essendo la Liguria rimasta così indietro coi test, qualche numero “pesante” di positivi non è indice di peggioramento dell’epidemia, ma di ricerca più accurata degli asintomatici perché possa migliorare ed essere realmente controllata in futuro. Se i casi ci sono e non si vedono nelle statistiche (perché non testati) e sono asintomatici diventano inconsapevole veicolo di contagio potenzialmente illimitato. È bene ricordare che il Covid in Italia è partito da un solo caso.

Dati Protezione Civile, elaborazione Covidguard

La strada è ancora molto lunga, intendiamoci. Il presidente del Veneto Luca Zaia (che di test ne può vantare 660.151, di cui 331.390 primi test, a fronte dei nostri 104.892 di cui solo 58.665 test a nuovi soggetti), ha detto oggi che, facendo 14 mila test al giorno di cui mediamente 4 mila a nuovi soggetti, in quella regione ci si avvia a uno screening puntuale. Servirà ad individuare e intervenire velocemente su nuovi focolai. Noi siamo lontanissimi da quel risultato, ma se non cominciamo non lo raggiungeremo mai.

Quanti sono oggi i positivi rispetto ai nuovi testati (1.289, abbiamo detto) in Liguria? Il 2,48% del totale, cifra di poco superiore al 2,19% di ieri quando i nuovi positivi erano solo 14 a fronte dei 32 odierni. I numeri assoluti non sono così importanti quanto quelli percentuali. Vero: l‘indice di contagio è salito (dallo 0,15 allo 0,33%), superando la media nazionale (0,18%). Ma è questo che si deve spiegare ai liguri: aumentando i tamponi, necessariamente le persone dichiarate positive al Covid aumenteranno, ma non rilevarle tramite tampone non vuole dire che non esistano. Esistono comunque e vanno in giro anziché stare in quarantena. Tenere bassi i tamponi è oggi un rischio troppo grande, quello di permettere agli asintomatici di infettare altre persone.

Alla luce della “resistenza” di fatto ai tamponi attuata fino ad ora in Liguria, se davvero si vuole puntare a una riapertura totale duratura (una nuova chiusura per epidemia non sotto controllo determinerebbe il fallimento della nostra economia), bisognerà avere il coraggio politico di rimontare moltiplicando i test, avvertendo la popolazione che giocoforza schizzeremo in alto nell’indice di contagio, cosa che non significherebbe però un aumento del rischio ma, al contrario, la mappatura degli asintomatici che oggi vanno (e sono sempre andati in questi mesi) in giro in grande quantità, inconsapevoli veicoli del virus molto più che nelle regioni dove venivano individuati e isolati.

Intendiamoci: una rondine non fa primavera. Oggi è il primo giorno in cui i test sono significativamente aumentati (se diminuiranno lo denunceremo puntualmente e con forza) e la speranza è che continuino ad aumentare e a individuare i positivi. La “politica dello struzzo” (pochi tamponi e, di conseguenza, meno infetti da dichiarare), non ha pagato. Prova ne è la percentuale della popolazione infettata. Infatti, nonostante l’epidemia sia partita, oltre che in Lombardia, proprio in Veneto, con due settimane di anticipo rispetto alla Liguria, nella regione del Nord Est i contagiati accertati erano ieri, in totale, lo 0,39% della popolazione (19.138 su una popolazione di 4,9 milioni di abitanti) mentre in Liguria lo 0,64% (9.619 su una popolazione di 1,5 milioni). In sostanza, il confronto percentuale sulla popolazione tra la politica sanitaria dello screening di massa (e lo stop agli asintomatici) e quella dell'”allergia” ai tamponi premia ampiamente la prima, quella veneta della prevenzione.
Abbiamo usato l’esempio del Veneto, il più deciso ed eclatante, il “caso pilota”, ma altri se ne potrebbero fare.

RegionePopolazionePositivi*Contagiati%
rispetto alla popolazione*
Liguria1.551.0009.6190,64%
Veneto4.906.00019.1380,39%
Dati Protezione civile al 29 maggio, elaborazione GenovaQuotidiana
Fonte: protezione civile nazionale, elaborazione Covidguard
Tabella ministero della Salute
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