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Campagna motivazionale Covid da 59 mila euro della Regione, esposto alla Corte dei Conti – VIDEO

Lo presenta il Pd: <Nessun messaggio istituzionale di pubblica utilità. Sia la magistratura contabile a stabilire se i soldi dei liguri siano stati spesi correttamente. Quante mascherine, quanti tamponi o quanti buoni spesa e aiuti avremmo potuto pagare con queste risorse?>
La risposta di Toti: <Capitolo di spesa differente, non ci potevamo comprare macchinari medici, tamponi o altri dispositivi>

L’edizione di oggi del Secolo XIX dove tutta la pubblicità è stata comperata dalla Regione per la sua campagna

Il comunicato che ieri ha anticipato la ciclopica campagna (che per il Pd ha il retrogusto di “campagna elettorale”) è arrivato ieri sera e ha annunciato il lancio di video e pubblicità pubblicati su quasi tutti i media locali e sui social. Addirittura è stato acquisito ogni spazio pubblicitario dell’edizione di oggi del Secolo XIX. Insomma, una campagna non informativa ma “motivazionale”, a tappeto, della Regione Liguria. Campagna per cosa? A cosa serve? Il presidente della Regione dice che serve per ringraziare i liguri. 59 mila grazie… di essere stati in quarantena.

La Liguria uscita dall’isolamento per decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, con alcune ulteriori aperture di Piazza De Ferrari, è la terza regione per decessi rispetto ai malati. ultimamente è stata spesso – negli ultimi giorni – in testa all’incremento giornaliero di contagiati e ancora ieri, come dimostra la seconda tabella sottostante ancora ieri era tutt’altro che in discesa.

Elaborazione Covidguard su dati di Protezione Civile-Ministero della Salute

<Le altre Regioni italiane investono soldi pubblici per pagare le indennità del personale sanitario e per dare contributi – spesso a fondo perduto – a favore dei soggetti economici e sociali e dei cittadini in difficoltà – dicono al gruppo Pd della Regione Liguria -. Qui invece gli operatori della sanità aspettano ancora l’indennità speciale – anzi, molti medici definiti eroi e pubblicamente ringraziati da Toti hanno perso soldi in busta paga perché con il Covid-19 sono state soppresse le reperibilità – e gli investimenti messi in campo finora sono semplicemente ridicoli rispetto al volume di risorse movimentate da altre Regioni. In compenso si usano i denari di tutti per fare ancora una volta propaganda. È semplicemente vergognoso. Che senso ha pubblicizzare la Liguria in Liguria, spiegare ai liguri chi sono e annunciare la Fase 2 – quando è universalmente noto – senza esprimere alcun messaggio istituzionale degno di questo nome e dotato di una qualche pubblica utilità? Non si può continuare ad abusare del denaro pubblico. Per queste ragioni presenteremo un’interrogazione e faremo un esposto alla Corte dei Conti, affinché sia la magistratura contabile a stabilire se i soldi dei liguri siano stati spesi correttamente. Quante mascherine, quanti tamponi o quanti buoni spesa e aiuti avremmo potuto pagare con queste risorse?>.

In merito alle critiche ricevute dal Partito Democratico sulla campagna “Noi, fieri e tenaci. Liguri. Ripartiamo insieme”, il presidente della Regione Giovanni Toti dichiara: <È stata finanziata con un fondo, previsto per tutti gli enti istituzionali, dedicato alla comunicazione che ovviamente non può essere utilizzato per altri scopi, come l’acquisto, a titolo di esempio, di macchinari medici, tamponi o altri dispositivi>.

La campagna, si legge ancora nella nota di Toti, ha impegnato una spesa di 59.138 euro dal capitolo “spese per attività di rappresentanza, eventi e iniziative di divulgazione regionale”, suddivisa tra quotidiani, tv locali e siti internet, e <rappresenta il ringraziamento delle istituzioni liguri ai tanti cittadini che hanno lavorato dall’inizio di questa emergenza e a tutte quelle categorie che ripartiranno, dopo un lungo stop, proprio in questi giorni>. “Una campagna – dichiara Toti – in cui non vi è alcun protagonismo del presidente, ma dove gli unici protagonisti sono i tanti e seri lavoratori liguri che si apprestano ad affrontare questa nuova fase. A loro la Regione Liguria ha voluto manifestare la propria stima e rivolgere un doveroso ringraziamento. Colpisce che per attaccare un avversario politico non si apprezzi il gesto di riconoscenza verso i nostri concittadini e non si spenda una parola di conforto o di ringraziamento per tutti loro>.

Gli risponde, a sua volta, il capogruppo Pd Giovanni Lunardon: <Se Toti voleva ringraziare i lavoratori liguri avrebbe dovuto impiegare le risorse della Regione per dare l’indennità speciale agli operatori sanitari come ovunque tranne qui, oppure mettere mano alle risorse della Regione per sostenere le attività economiche e le fasce di popolazione più colpite dall’emergenza Covid. Invece niente. Una ventina di milioni a darci tanto contro il mezzo miliardo di euro dell’Emilia Romagna tanto per fare un esempio. Qui siamo solo alle solite. Non è marketing perché non si rivolge ai non Liguri. Non è messaggio di pubblica utilità perché non comunica niente di tutto questo. È solo una nuova occasione per fare propaganda con i soldi dei Liguri come con le griffe sulle mascherine, come lo spot della nave, come con i bavaglini ai neonati. Questa cosa deve finire. È indecente>.


Nei giorni scorsi un altro gruppo regionale, Linea Condivisa, ha minacciato di passare alle vie legali per la promozione della distribuzione delle mascherine pagate con i fondi pubblici della Regione con il logo della lista di Toti, “Cambiamo!”


Anche l’ex parlamentare Pd Mario Tullo, sulla sua pagina Facebook, ha criticato pesantemente l’iniziativa della campagna motivazionale da 59 mila euro.

Di “retoriche agghiaccianti” parla l’intellettuale Luca Borzani, ex presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale.

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