In un mese e mezzo ben 316 decessi non Covid in più rispetto alla media. Di cosa sono morte queste persone?
A marzo 5 decessi al giorno (159 nel mese) in più rispetto alla media 2018-2019 oltre ai decessi per Coronavirus. Nei primi 15 giorni di aprile sono stati addirittura 10 in più (157 nei primi 15 giorni). Sono troppi per poter pensare a una fluttuazione naturale. Cosa è successo? Davvero non sono morti di Covid? O piuttosto è solo che il decesso per Covid non è stato accertato o che la morte è avvenuta per complicanze (ad esempio cardiache) del Coronavirus e liquidata con le complicanze stesse come unica causa?
159 morti in più della media (oltre ai decessi Covid accertati) a marzo, 157 nei soli primi quindici giorni di aprile: 316 morti in più in 46 giorni, al ritmo medio di 7 morti al giorno (5,1 a marzo, 10,4 ad aprile).
A marzo siamo passati da una media 2018-2019 di 27,8 morti al giorno a una di 42,25, mentre, ad aprile, da una media di 24,4 a una di 66,6 decessi. Effetto Covid, si dirà. Sì, ma solo in parte. Più di un terzo dell’aumento non riguarda decessi certificati Covid. A marzo l’incremento della mortalità è stato del 65,8% mentre nei primi 15 giorni di aprile del 227% (è più che raddoppiata). Il fatto è che solo una parte dell’aumento è ufficilmente attribuibile ai decessi Covid. I decessi in più rispetto alla media degli anni precedenti sono stati in un mese e mezzo 915 (+42% rispetto a marzo e aprile 2018 e 2019), ma i decessi Covid sono stati “solo” 599. Si è verificato, quindi, un aumento di 316 decessi in aggiunta rispetto alla media del periodo che non sono stati attribuiti al coronavirus. E sono tanti. Decisamente troppi per pensare a una fluttuazione naturale che, senza cause scatenanti (come i passati periodi estivi prolungati di temperature molto superiori alla media) non può avvenire. In parte si potrebbe trattare di persone che hanno avvertito sintomi di malattie per cui in tempi normali si sarebbero fiondate al pronto soccorso e che non si sono andate per paura di contrarre il Covid e sono poi precipitosamente peggiorate, ma anche questo non basta a giustificare l’intero scostamento.
A Genova a marzo ci sono stati 5,1 morti al giorno in più rispetto alla media del 2018 e 2019 (159 in più nel mese) al netto dei decessi per Covid accertati. Ad aprile sono stati 10,4 i morti in più rispetto alla media 2018-2019, anche in questo caso sottratti i decessi covid.
Marzo

Aprile (primi 15 giorni)

Le aziende sanitarie e le Asl ripetono che i decessi verificatisi all’interno delle loro strutture vedono il Coronavirus come concausa. È possibile che parte dei decessi avvenuti, invece, all’esterno, in assenza di tampone che comprovi il contagio, siano stati semplicemente attribuiti alla malattia concausa del Covid? Dove sono avvenute queste morti in più, non censite come Covid? Nelle case di riposo o a casa? Quali accertamenti anche post mortem sono stati effettuati per escludere o includere il Coronavirus tra le cause del decesso? E, ancora a monte, se queste persone fossero decedute anche per Covid, come sarebbero state curate e assistite per scongiurarne la morte?
È proprio grazie ai registri dell’anagrafe comunale (dalla quale provengono i dati che pubblichiamo oggi) che la Procura (che ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, per epidemia colposa) cerca di ricostruire la situazione delle Rsa, confrontando i “numeri” comunali con quelli delle residenze per anziani. L’obiettivo è fare luce sui decessi degli ospiti dimessi e morti in breve tempo al loro domicilio. E se ci fossero morti di Covid non solo tra gli anziani rimandati a casa, ma anche tra quelli che da casa non si sono mai mossi? Se così non è, per quale misteriosa e ingombrante causa sono scomparse 316 persone in più in un mese e mezzo al netto dei decessi Covid? Forse la Procura, grazie alle inchieste che sta portando avanti, riuscirà a trovare una ragione anche per questa anomalia del numero dei decessi all’anagrafe.


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