I pubblici esercizi Fiepet: “Noi, gli agnelli sacrificali di questa Pasqua”
Gli iscritti genovesi alla Fiept, la federazione dei pubblici esercizi iscritti all’associazione di via Balbi, scrivono una lettera aperta a chi governa il Paese e agli amministratori locali, mettendo nero su bianco tutto quello che si poteva fare e non si è fatto per salvare migliaia di piccole imprese
𝘊𝘢𝘳𝘪 𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪, 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪 𝘦 𝘭𝘰𝘤𝘢𝘭𝘪, 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘗𝘢𝘴𝘲𝘶𝘢 𝘭𝘢 𝘷𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘥𝘦𝘥𝘪𝘤𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘝𝘰𝘪.
𝐏𝐚𝐬𝐪𝐮𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀.
Oggi sono esattamente 28 giorni che le nostre serrande sono chiuse, e queste poche righe sono per spiegarvi quanto Vi sentiamo vicini in questo momento.
𝐕𝐨𝐥𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐧𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 per esservi premurati per la nostra salute, senza neanche averci avvisato, magari due giorni prima, così da salvare qualche prodotto deperibile.
𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 per non aver bloccato il pagamento delle nostre utenze, per non averci dato garanzia che lo sfratto non arriverà, e per averci fatto capire per l’ennesima volta che le nostre piccole aziende sono sempre un gradino sotto le proprietà immobiliari.
𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 per averci fatto passare la notte insonne a cercare di prendere i 600 euro, senza chiedrVi se fossimo chiusi e se avessimo figli. D’altronde, cosa avevamo da fare?
𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 per aver pensato ad incentivare acquisti nella G.D.O, e aver deciso che un assembramento li, per comprare una colomba, è a norma di legge, ma nel bar pasticceria no.
𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 per averci detto che darai la possibilità a tutti di indebitarsi per ripartire, come se gli anni passati fossero stati facili.
𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 per non volerci ancora ricalcolare la spazzatura come magazzino.(Categoria Tari – 3)
𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 per esserti ricordato dei professionisti, quando si tratta di stoppare il mutuo sulla prima casa, di noi però non c’era traccia. Saremo forse più ricchi dei notai, chissà.
Ma soprattutto, grazie per l’illusione del sogno, americano o nord europeo, ancora non l’abbiamo capito, che ci avete dato negli ultimi 15 anni.
𝗖𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗲𝘃𝗮, “𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮”. 𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲.
Sappiamo benissimo che nessuno ha la bacchetta magica, che prima penseremo alla salute e poi all’economia.
𝗠𝗮 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮, 𝘀𝗰𝘂𝘀𝗮𝘁𝗲𝗰𝗶, 𝗻𝗼𝗶 𝗰𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗹’𝗮𝗴𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲. Ma chissà, forse avere un bar, un ristorante, una gelateria, una pasticceria, è un peccato originale, da espiare ogni mattina, alzando la serranda?
Qualcosa va cambiato nelle regole a monte e questo, almeno per noi, è il momento. La fase 2 per noi è ancora un miraggio. “Sarete gli ultimi” è già stato detto.
𝗠𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘂𝗻 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗼, 𝘀𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗼, 𝗳𝗿𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼, 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗮 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝘀𝗶̀, 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲.
Una felice, per quanto possibile, Pasqua di Resurrezione a tutti.
𝘐𝘭 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘍𝘐𝘌𝘗𝘌𝘛 𝘊𝘰𝘯𝘧𝘦𝘴𝘦𝘳𝘤𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘎𝘦𝘯𝘰𝘷𝘢


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